NARDO' - Invece della trafila tradizionale di tutti i ragazzi che vanno all'università Marco Alemanno decide di seguire la grande passione che lo spinge verso il percorso artistico.
Questa è un'intervista raccolta da portadiMare un paio d'anni fa. Nella stessa Marco Alemanno racconta del suo incontro con Lucio Dalla e dei suoi successi in teatro. Poi del liceo classico e del teatro comunale di Nardò dove muove i primi passi.
GLI INIZI
Ho atteso due anni prima di poterne parlare con i miei genitori perché immaginavo potessero aspettarsi altro. Quando ho compreso che quella artistica poteva essere davvero la mia strada, allora ne ho parlato e devo dire di essere stato fortunato perché mi hanno compreso e sostenuto aiutandomi molto. Ora sono contento che i ruoli si siano invertiti ed ora, quando posso, sono io a dare una mano alla famiglia.
Penso che come me siano felici come me per quello che mi sta accedendo.
Io ho un bel ricordo del mio periodo scolastico a Nardò, al Liceo Classico, dove ho seguito un corso di teatro e da lì è nata la mia passione per il palcoscenico. A scuola, grazie ad Ivan Raganato, ho conosciuto autori come Feydeau e Ionesco, mi ha fatto leggere pièce teatrali e testi straordinari con i quali mi ha “attaccato” un morbo che mi porto ancora dietro per la letteratura, per la poesia e per il teatro scritto rispetto a quello recitato. Il valore che ho dato alla scuola e alle materie umanistiche si nota dal mio curriculum scolastico e la differenza che c'è tra i voti di filosofia, storia e italiano rispetto alle materie scientifiche! L'applicazione e la passione che ci mettevo era evidente.
Se mi guardo indietro non sono il primo né l'ultimo che dal Sud parte giovanissimo per affrontare un discorso di questo genere e non credo sia giusto parlare di Meridione che non dà opportunità per chi vuol fare teatro. Gli esempi sono tanti, a partire da Carmelo Bene, e sono sotto gli occhi di tutti.
Sarà assurdo ma il limite maggiore e il primo problema da affrontare è il forte accento che ci portiamo dietro e la cantilena nel parlare che ci caratterizza. Un perfezionista come me sul lavoro può avere dei problemi: per due anni ho circolato per l'Italia con un vocabolario in tasca per individuare l'accento corretto oppure ho lavorato per la giusta dizione di una parola, per la fonetica.
Ad un giovane meridionale che si affaccia per la prima volta su questo mondo e mic hiede come ho cominciato dico che questo è un aspetto da affrontare immediatamente e poi, anche se appare un discorso molto drastico, dico di diffidare delle accademie. Io, personalmente, ho imparato più andando a vedere i grandi a Teatro. Anche il Cinema, mi piace ribadirlo, non è uno spettacolo completamente diverso da quello teatrale e ci sono prove attoriali davvero notevoli che possono servire molto ad un giovane che vuole imparare. Ci sono interpretazioni cinematografiche che sono grandi prove attoriali. Penso ad Al Pacino a livello internazionale e Gianmaria Volontè in Italia: attori che entrano nel personaggio e che hanno davvero un bagaglio enorme da trasmettere a chi vuole imparare.
IL SODALIZIO CON DALLA
Lucio nella sua carriera ha dimostrato più volte di voler bene ai giovani: se oggi abbiamo Luca Carboni, Samuele Bersani, gli Stadio e in altri ambiti altre persone, come il nostro avvocato, che voleva fare il cantautore ed ora è uno dei massimi esperti in diritto d'autore.
Lui è un preveggente: ho conosciuto Lucio un anno prima di trasferirmi a Bologna. Eravamo in giro, io e la mia fidanzata, e lo abbiamo visto per strada, lo abbiamo fermato e ci siamo presentati. Quando sono tornato a Bologna per studiare, un giorno casualmente Lucio è venuto ad assistere ad uno spettacolo in una scuola di teatro. Mi ha detto: tu diventerai... tu crescerai... tu farai tanto nella vita... E' una persona che sa vedere le potenzialità degli altri e sa anche trasmettere sicurezza: dà fiducia a chi ritiene abbia potenzialità artistiche.
Poi è arrivata la proposta per lavorare su “Pierino e il lupo” che ho affrontato senza spaventarmi, come faccio sempre, ma con tanta umiltà e voglia di mettermi alla prova. Ho fatto due incontri con un pianista e da lì è partita la sfida. Finora la prova più difficile è stato “L'arlecchino” che comporta di recitare cantando, dentro la partitura ed è stata una grande sfida vinta a Bologna e soprattutto nelle repliche in Irlanda.
Oggi non esiste più la discografia, seppellita dai nuovi mezzi. Un giovane si vede sbattere tutte le porte in faccia. Le stesse case discografiche chiedono anche ad un artista già affermato di rispolverare i successi della vecchia discografia in modo da non rischiare nulla. Da come crede e incoraggia i giovani Lucio è unico.
IL RAPPORTO CON GLI AMICI E LA CITTA'
Ho la pelle del sud, ho gli occhi del sud: la mia origine me la tiro dietro anche fisiognomicamente. Non posso prescindere dalle mie origini. Sono innamorato del Salento: in occasione della Notte della Taranta ho fatto conoscere meglio questa terra a Lucio. Lui che ama la Puglia non lo conosceva pur frequentando da tanto il nord della regione, Vieste, Manfredonia, Monte Sant'Angelo.
Il mio amore per tutti i nostri paesini ci ha portati fino a Specchia, a casa di una mia amica, dove c'è un Centro storico bellissimo. Quando sono andato via da Nardò ho impiegato tre anni per riuscire a fare il bagno in un altro mare: mi sono reso conto che mi mancava come il liquido amniotico. Ho un attaccamento viscerale alla mia terra ed ho un legame fortissimo con una mia grandissima amica che è legata a me sin dalle scuole elementari. La mia famiglia, poi, è preziosa: appena posso scappo via e raggiungo i miei appena posso: ho un fratellino di quattro anni che adoro e che mi adora, poi una sorella. Molti altri amici li ho persi per strada.
Ho il sogno di recitare nel nostro teatro, che è bellissimo: ricordo ancora il giorno in cui ci sono entrato per la prima volta. Spero, un giorno, di poter realizzare questo sogno. Colgo l'occasione per ricordare un ragazzo di Nardò che mi ha inviato una mail: lui lavora a Roma come musicista e mi ha chiesto di sostenere il ritorno del teatro nella sua piena attività. Questa richiesta mi ha riempito di gioia.
DOPO L'APPARIZIONE IN RAI AL FIANCO DI DALLA
E’ un giovane neritino la “spalla” artistica di Lucio Dalla. Se ne sono accorti soprattutto i suoi concittadini, riconoscendolo, quando l’attore ventisettenne è comparso accanto all’artista bolognese per un duetto durante la trasmissione “Domenica In” condotta da Pippo Baudo. Un sodalizio nato nel 2004 e che, adesso, ha portato Marco Alemanno ad essere produttore, autore e anche attore dei lavori di Dalla.
Alemanno è di Nardò, dov’è nato il 25 aprile del 1980, e dove ha capito, adolescente, che il meridione gli sarebbe stato stretto. Già a 17 anni, infatti, ottiene il primo ruolo da protagonista in “La fu madre della signora” di Feydeau e “La lezione” di Ionesco.
Ma è l’incontro con Bologna, nel 1998, a cambiargli la vita: dopo il liceo classico si trasferisce in Emilia per studiare e conseguire il diploma alla Scuola biennale di recitazione del rinomato Teatro del Navile, interpretando da protagonista spettacoli come “Ricorda con rabbia” di Osborne e “Un leggero malessere” di Pinter.
Nel 2004, come dicevamo, ha inizio il fortunato rapporto artistico con Lucio Dalla. Ed è la svolta.
A febbraio 2005 va in scena il primo lavoro della coppia emiliano-salentina: nella stagione lirica del Teatro comunale di Bologna, per la regia dello stesso Dalla, la voce narrante in “Pierino e il lupo” di S. Prokof’ev è proprio quella di Alemanno.
Le esperienze si diversificano: Insieme a Davide Riondino, nello scenario suggestivo di Caserta vecchia, è la voce narrante delle più belle fiabe di Andersen per il bicentenario della sua nascita. Ancora impegno di serie “A” come interprete del film "Quijote" dell’artista Mimmo Paladino dedicato a Don Chisciotte, un film presentato al Festival del Cinema di Venezia del 2006. Ma è versatile e istrionico quando diventa la “voce” di Jim Morrison nel mediometraggio animato “46” realizzato da Milo Manara per Valentino Rossi.
Con Isabelle Huppert, ospite a Palazzo Reale di Napoli per una serata di letture dedicata al cinema e in particolare al "Quijote" di Paladino e al “Don Chisciotte" di Orson Welles. Ma ha anche il tempo per un tuffo nel Salento tra gli ospiti de "La Notte della Taranta" a Melpignano con Carmen Consoli, Peppe Servillo, Lucio Dalla e l'orchestra diretta da Ambrogio Sparagna.
Il teatro lo vive anche da protagonista sulla scena e non solo come voce: nello spettacolo “Arlecchino” di F. Busoni per la regia di Lucio Dalla, co-produzione del Teatro comunale di Bologna e dell'Opera Festival di Wexford, in Irlanda.
A tutto tondo, il nostro Alemanno, sfiora anche il mondo immobile della poesia: Interprete del testo “Cantico dei Vangeli” di Alda Merini con l'orchestra Toscanini al Teatro comunale di Piacenza, al Teatro di Verdura di Palermo e nella valle dei templi di Agrigento.
Arriviamo ai giorni nostri: il giovane neritino è produttore artistico, nonché co-autore di alcuni testi, del nuovo album di Lucio Dalla “Il contrario di me”, in cui duetta col cantautore nel brano “I.N.R.I.”. Quello presentato proprio in questi giorni.
Prossimamente sarà impegnato nel tour teatrale dell'artista bolognese che toccherà le principali città italiane. In questi ambito emerge una delle prime passioni di Marco Alemanno: la fotografia. Il libretto di sala, infatti, contiene scatti esclusivi dell’artista salentino.
I programmi del futuro prossimo sono tanti: Nel 2008 sarà impegnato nella messa in scena di “Francesco, canto di una creatura” di Alda Merini ad Assisi e farà parte del cast di “The Beggar's Opera” di J. Gay, con Peppe Servillo e Angela Baraldi, per il Teatro comunale di Bologna, Modena e Reggio Emilia.
A Nardò, dove è tornato per le feste di Natale, fanno il tifo per lui i familiari, in primis mamma Anna e papà Enzo, ma anche i compagni di scuola che hanno scoperto dalla tivù che le tante promesse di Marco sono state mantenute.