PDM - L’Ordine dei giornalisti della Puglia sostiene la protesta dei colleghi e delle colleghe leccesi che domani, nel corso delle dirette per le elezioni amministrative, esporranno alcuni adesivi con frasi che sintetizzano l’attuale situazione dell’informazione in Italia.
L’informazione precaria è sicuramente meno libera e meno utile ai cittadini.
Quello del giornalista è un lavoro fondamentale per la democrazia di un paese e va retribuito “equamente”. L’iniziativa, partita dalla denuncia di un operatore di un’emittente privata leccese, che non percepisce stipendio da circa nove mesi, deve far riflettere sulla situazione di crisi che coinvolge il nostro paese e il settore dell’informazione.
Un episodio che purtroppo, però, non è isolato e non è circoscritto alle tv private ma coinvolge anche la carta stampata, le radio, le agenzie di stampa e il “pullulante” mercato on line. Ogni giornale che chiude, ogni sito “oscurato”, ogni radio o tv che non riesce più a proseguire le sue trasmissioni è un colpo al cuore della libertà e della pluralità di informazione. Il problema è articolato e coinvolge i giornalisti, gli editori, le istituzioni che devono, soprattutto in questo contesto, ragionare insieme per venir fuori da questa situazione. I giornalisti raccontano sempre i problemi della collettività, dei soggetti deboli, dei precari, difficilmente riescono a imporre all’attenzione generale i propri. Domani un gruppo di giornalisti e giornaliste, operatori e fotografi proverà a farlo.
Questo il comunicato di "Informazione precaria"
L'informazione non è un hobby
Ogni giorno siamo in prima linea tra mille difficoltà.
Siamo con i lavoratori precari, cassintegrati o licenziati quando organizzano cortei e sit-in di protesta.
Siamo con gli studenti, quando denunciano un sistema che non funziona e servizi inesistenti.
Siamo con i ricercatori, che progettano il futuro del Paese ma non riescono a progettare allo stesso modo la propria vita privata.
Siamo con gli ammalati che non trovano cure o non hanno soldi per pagarle.
Siamo con le famiglie senza casa, e ci facciamo portavoce di madri affrante.
E siamo anche dietro ai politici, ma per raccontare sempre la verità.
Con i nostri microfoni, i nostri taccuini, le nostre video/fotocamere, le nostre tastiere cerchiamo di guardare, fissare e raccontare la società che ci circonda, ma non sappiamo ancora per quanto potremo continuare a farlo.
La crisi economica ha travolto anche noi.
Negli ultimi mesi hanno chiuso i battenti molti giornali, molte televisioni e radio sono in difficoltà: con l’informazione non si vive più. Cassaintegrazione, bassi compensi, contratti a termine, partite Iva "fasulle", contributi fantasma, prepensionamenti, stipendi in ritardo sono anche la nostra quotidianità. Ed è l’unica cosa che fino ad ora non siamo riusciti a raccontare.
A Lecce, cominceremo domani, lunedì 7 maggio, in occasione delle elezioni amministrative: protesteremo pacificamente nel corso delle dirette televisive di commento al voto indossando un adesivo con alcuni semplici slogan per sottolineare come quella del giornalista sia una professione fondamentale per un Paese davvero democratico.
Una professione fatta di studio, sacrifici, dedizione massima che non può essere considerata un hobby.
Perché anche noi, come gli altri, dobbiamo pagare le bollette!
Informazione precaria
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Evento facebook
https://www.facebook.com/events/167498886710481/
Fonte: Ordine dei Giornalisti della Puglia