NARDO' - Col passare del tempo ci rendiamo conto di come sia complicato farsi promotore di discorsi e idee, specialmente quando si dibatte delle problematiche della nostra bella ed incompresa città.
L’OSSERVATORIO SULLA CITTA’: CENTRO STORICO ?
Una questione di… udito, vista e denti!
Col passare del tempo ci rendiamo conto di come sia complicato farsi promotore di discorsi e idee, specialmente quando si dibatte delle problematiche della nostra bella ed incompresa città. Essa possiede un potenziale culturale ed economico enorme, tenuto o meglio “imbrigliato” o “sotto scacco”, da questo o quel personaggio, illusosi, non si sa perché, per indotti poteri divinatori, di trasformare, dall’oggi a domani, tutto in oro, da solo, come re Mida. Il nostro “oro” invece è già il nostro paesaggio e la possibilità di poterlo presentare nel migliore dei modi sta nelle azioni e negli interventi, specificatamente corali da assumersi con una pratica prassi collegiale, istruite da organi collaboranti ed ispirate da un pensiero volto al bene comune.
Nessuna presunzione di voler far passare per meritevoli di attenzione le nsotre iniziative o le nostre discussioni, ma nell’assenza totale da decenni, di decisioni programmatiche (“condivise” o promosse dalla condivisione, essenziale termine, assolutamente mancante da qualunque intervento fin’ora ascoltato sia dalla maggioranza, sia dall’opposizione sempre più assente, sia dai silenziosi consiglieri indipendenti), tocca alla collettività dare un segno di presenza di “altre voci” provenienti dal territorio.
Noi siamo consapevoli di aver cercato ed usato, in questi anni, quante più possibili, metafore, similitudini, allegorie, parallelismi, parafrasi che consentissero un’agevole interpretazione prettamente “organica” degli interventi sulla nostra città. E’ pur vero, lasciatevelo dire da chi ha imparato qualcosina, sull’andamento delle problematiche urbane ed ha scritto e ricercato un po’ di roba, su questo argomento:
http://xoomer.virgilio.it/arch.paoladarpino/Architettura/ricerca.htm
La storia insegna che, quando non si programmano gli interventi secondo un strategia comune e condivisa, beh!, statene certi che a guadagnarci saranno in pochi e non la collettività! Eppure, volendo, dice Antonio (amico e simpatizzante dell’Osservatorio sulla città), ci sarebbe un’altra ipotesi interpretativa che potrebbe meglio spiegare lo “sfarfallamento” del nostro Centro storico. Bene, dico io, allora a lui l’illuminata spiegazione:Un’altra metafora che riguarda il (mal) funzionamento del Centro storico diventa un discorso importante per la sua specifica ‘umana’ regolamentazione.
Diciamo che il Centro Storico sia il cervello (quindi noi stessi, la nostra storia), il corpo pian piano che ci allontaniamo dalla testa, sia la periferia. Ora sentite questa storia; magari se conoscete un odontoiatra o un oculista o un otorino o ancora un posturologo potrebbe parlarvene (ma so che già avete intuito dove vado a parare!).
Cala la vista da un occhio? Avete mal di denti? Non ci sentite bene da un orecchio? Sappiate che già prima di scoprirlo, il vostro cervello ha innescato un processo di autoregolamentazione della “macchina perfetta” cioè il vostro corpo (non lo dimenticate mai), per cui uno di questi scompensi viene meccanicamente “compensato” da posture ‘diverse’ della testa.
Questa ruoterà a seconda della parte alterata per regolamentarne l’uso. Se vi manca un po’ di udito ruoterà per meglio ricevere i suoni, se vi manca un dente la simmetria della mandibola ‘penzolerà’ asimmetricamente (gnatologia), insomma basta che uno solo di questi organi non funzioni bene, che anche gli altri si mettano a lavorare male, cioè risentano in modo negativo della sofferenza dell'organo vicino, trasmettendo questo loro malessere agli organi con cui hanno strette relazioni fisiologiche. Di conseguenza una malposizione del cranio obbliga la colonna dorsale a compensare la perdita di baricentro, piegandosi in varie direzioni e di conseguenza anche le strutture ossee del piede devono inclinarsi per compensare lo sbilanciamento della colonna. La mandibola e l'unica struttura ossea che pende dal nostro scheletro e compie i suoi movimenti facendo fulcro su due punti simmetrici, situati alla base del cranio, l'articolazione temporo-mandibolare.
I suoi movimenti devono essere identici da un lato e dall'altro. Come le gomme di un automobile devono essere equilibrate, altrimenti il consumo del battistrada avviene piu da un lato che dall'altro, anche i condili mandibolari devono lavorare equilibrati, e affinché questo avvenga devono esistere tutti i denti sull'arcata destra e sinistra, ben bilanciati in occlusione. La mancanza di denti in uno dei due lati masticatori viene subito avvertita dai nostri sensori statici ed oculari, che cercano di controbilanciare l'inclinazione della mandibola, piegando il capo dal lato opposto. Quando poi la colonna cervicale si accorge che il capo e piegato, anche questa si piega, e alla fine di questa catena consequenziale anche i piedi si adeguano a tutta questo disequilibrio. Ho usato parole veramente semplici e forse non proprio scientificamente appropriate, ma ho cercato di rendere molto semplice la spiegazione di un argomento molto complesso. Quando in una bocca mancano denti a destra e ci sono quelli di sinistra, la mandibola sale a destra.
L'articolazione di destra viene compressa e si può avere l'artrite prima, l'artrosi poi, della articolazione temporo-mandibolare. I muscoli innalzatori della mandibola, lavorano assi metricamente, si stancano con nulla e diventano dolenti, prima solo toccandoli poi anche spontaneamente. I muscoli della porzione cervicale della colonna, si contraggono provocando indirettamente cefalee e dolenzie cervicali molto forti e durature, che accompagnano la vita del paziente rendendola difficile. Molte persone soffrono di cefalee ed emicranie e non sanno che queste possono derivare (a volte) dai denti. Cio non significa che tutte le patologie cranio-cervicali derivino da problemi dentali, ma spesso con cure odontoiatriche serie ed approfondite, tutto si risolve.
NON VOLENDO ESSERE E PROPORSI ASSOLUTAMENTE COME UN ARTICOLO SCIENTIFICO, TALE RACCONTO ESPRIME UNA METAFORA IMPORTANTE PER COMPRENDERE LA FUNZIONALITA’ DEL NOSTRO CENTRO STORICO E LA SUA POSSIBILE CURA. EVENTUALI CANTIERI, STRADE CHIUSE E LAVORI CONTINUI, SOVRACCARICANO ALTRE SEDI STRADALI ANCHE QUELLE PIU’ LONTANE DISSESTANDOLE MAGGIORMENTE. PIAN PIANO IL DEGRADO AVANZA E I DENARI SI SPENDONO SENZA AVER RISOLTO NULLA SOLO PER IL FATTO DI NON VOLERE AFFRONTARE LA SITUAZIONE GENERALE IN MANIRA CONCRETA E RESPONSABILE. SEMPLICE, NO? ANCORA PERO’ C’E’ SILENZIO AL CASTELLO DOVE MAGGIORANZE E OPPOSIZIONI, PENASANO, PENSANO, PENSANO!
Grazie ad Antonio, che pone anche una verifica finale!
Quindi, la domanda per la verifica del discorso è:
”Cosa c’entra il mal di dente con il consumo della suola della vostra scarpa da un lato?”
“Cosa c’entra il basolato che sta saltando via, in corso Garibaldi con il cantiere di via Lata o Via Zuccaro?”
OSSERVATORIO SULLA CITTA’ – Nardò (Le)