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E' il sangue di Padre Pio! *SUPERVIDEO*

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pioNARDO' - Solo per voi, lettori di Pdm, la redazione apre lo scrigno della memoria e ricorda quello che accadde in città esattamente 18 anni fa. Un evento che ha cambiato la vita di molte persone. Siamo riusciti a recuperare un articolo pubblicato due giorni dopo sul quotidiano nazionale "La Repubblica" e un video di una trasmissione andata in onda in Rai. Due documenti veramente unici! Buona lettura e buona visione.

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E' IL SANGUE DI PADRE PIO'

14 maggio 1994 —   pagina 19   sezione: CRONACA

LECCE - Un rivolo, una striscia scura sulla statua bronzea. Una striscia di sangue, dicono. Il sangue di padre Pio. Sarebbe la seconda volta in poco più di un mese. Un fenomeno strano, accolto sia con festeggiamenti che con scetticismo in un paese del Salento, Nardò, 40 mila abitanti. I fedeli accorrono, la Chiesa tace di fronte al mistero, l' ennesimo, attorno alla figura del frate con le stimmate, padre Pio da Pietrelcina.

E' calda l' aria che avvolge il cortile della basilica dei santi Cosma e Damiano: siamo a 40 chilometri da Lecce e quasi 400 da San Giovanni Rotondo, il paesino appollaiato sul Gargano dove alle 2,30 della notte del 23 settembre del ' 68 padre Pio morì. Aveva 81 anni. Da quel giorno è venerato come un santo. La Chiesa attende di proclamarlo beato e nel frattempo viene di tanto in tanto sconvolta da fenomeni misteriosi. Come quello del sangue. La macchia rossastra è visibile ad occhio nudo.

E' accaduto due giorni fa, s' è saputo solo ora. Un gruppo di persone ha visto un liquido rossastro fuoriuscire all' altezza del collo, per un' ora. Poi la macchia s' è prima consolidata, quindi ha iniziato a sciogliersi. Il rivolo è sceso, il segno è rimasto sul collo. I fedeli che hanno assistito alla scena hanno subito chiamato il parroco ed è anche intervenuto un medico che ha raccolto quel liquido in una provetta e, dopo essersi consultato con la curia, è partito per San Giovanni Rotondo.

Lì ci sono i frati di padre Pio, c' è il convento di Santa Maria delle Grazie e soprattutto la Casa del sollievo della sofferenza, l' ospedale voluto dal fraticello. In questa struttura certamente all' avanguardia nel settore sanitario si sta esaminando il liquido che ormai secondo tutti "è il sangue di padre Pio". Ne è convinto soprattutto Mario De Benedittis, 43 anni, sindacalista, devoto di padre Pio.

E' stato lui a donare la statua alla chiesa di Nardò. Ed è stato lui a commissionare l' esecuzione dell' opera a un artista di Bolzano, Agide Finardi, già noto per alcune sculture sul fraticello. De Benedittis adesso racconta che quel rivolo è il segno della presenza di padre Pio, "umile cappuccino al servizio degli umili", come amava definirsi con quel tono dolcemente burbero che l' ha reso famoso nel mondo. De Benedittis racconta di quella sera della scorsa Pasquetta festeggiata con una visita a San Giovanni Rotondo, al santuario del frate con le stimmate dinanzi alla cui tomba il sindacalistà pregò: "Fammi avere un segno della tua presenza".

Quindi, contento, fece ritorno a Nardò. Il giorno dopo, e siamo al 5 aprile scorso, la statua (che sarà inaugurata il 29 maggio) sistemata momentaneamente in casa dell' uomo iniziò a emettere un liquido rossastro, dal collo, proprio all' altezza dell' orecchio sinistro. Il sindacalista informò i frati cappuccini di San Giovanni Rotondo che invitarono l' uomo a non divulgare l' evento e a fotografare la statua in presenza di un sacerdote e di un medico. Tutto fatto, nessuna pubblicità, riserbo rispettato.

Due giorni fa la statua ha ripreso a emettere un liquido rossastro, un rivolo lungo 40 centimetri. De Benedittis ora non ha dubbi: "E' il segno della presenza di padre Pio". E la gente crede. Crede sia che il frate possa dare segni misteriosi, inspiegabili della sua presenza (la sua biografia ne è zeppa) sia all' autorevolezza della fonte, cioè al sindacalista molto conosciuto a Nardò. E nella cittadina già iniziano a giungere carovane di pellegrini.