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Il partigiano. Stasera è a Nardò

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NARDO' - Oggi alle 19, nel chiostro dei Carmelitani nel Centro storico di Nardò, il professor Pati Luceri presenta il suo libro “Partigiani e antifascisti in Terra D'Otranto”. Interverrà il partigiano Maurizio Nocera.

L'iniziativa è patrocinata dall'Amministrazione Comunale di Nardò. Oltre 1200 i partigiani e gli antifascisti leccesi censiti, ai quali vanno aggiunti gli oltre 600 tra brindisini e tarantini. Un popolo di volontari, alcuni dei quali deceduti, dei quali è ricostruita in schede biografiche l’avventura degli anni di lotta per la pace e per la libertà.

Un’opera «di eccezionale importanza per tutti noi» scrive nella prefazione proprio Maurizio Nocera, segretario dell’Associazione nazionale partigiani italiani di Lecce.

SCHEDA

Un altro evento storico, oltre al Risorgimento, ha unificato il popolo italiano. Il riferimento epocale è a quella lotta di Liberazione, alla Resistenza che, con il 25 aprile del 1945, decretò definitivamente la fine del fascismo e dell’occupazione nazista. Sebbene riservata a un movimento non propriamente di massa e numeroso - come elitario era rimasto quello che aveva portato, nel 1861, all’unità della nazione - la Resistenza aveva visto la partecipazione attiva di molti cittadini meridionali trovatisi, per diversi motivi, lontani da casa. Compiendo una scelta coraggiosa, militari o semplici civili scelsero di far parte delle squadre organizzate dei partigiani. Tanti i nomi, tante le storie, alcune finite tragicamente. Tanti gli uomini e le donne con la riconquistata libertà nella bisaccia, povera, colma di ricordi di quelle notti passate tra i boschi ignoti dei monti, con la intima lotta tra paura e coraggio. Ma quale fu il contributo che i salentini diedero in quei mesi, prima dell’arrivo delle forze alleate e della completa Liberazione dell’intero territorio italiano? 

A questa domanda ha dato una risposta esauriente il recente volume di Pati Luceri “Partigiani e antifascisti di Terra d’Otranto” (Giorgiani Editore).

Oltre 1200 i partigiani e gli antifascisti leccesi censiti, ai quali vanno aggiunti gli oltre 600 tra brindisini e tarantini. Un popolo di volontari, alcuni dei quali deceduti, dei quali è ricostruita in schede biografiche l’avventura degli anni di lotta per la pace e per la libertà. Un’opera «di eccezionale importanza per tutti noi» ha scritto nella prefazione Maurizio Nocera, segretario dell’Associazione nazionale partigiani italiani di Lecce. 

Leggendo, ma anche solo consultando, i profili delineati dopo mesi di ricerche in vari archivi di tutt’Italia, si capirà quanto i partigiani e gli antifascisti salentini pur non operando nei luoghi natii, abbiano lottato per scrivere, qualche volta con il sangue, una delle pagine più importanti della storia democratica del Paese.