Privacy

CONSIGLIATO DA PDM - Quarant'anni "a mollo". Che storie, ragazzi!

Stampa

NARDO' - L'intensità della scrittura e la forza delle esperienze: è un libro, che ha fortissimo “il sapore di mare”, nel quale Raffaele Onorato racchiude la storia della sua vita con dedica a chi lo ha amato e, soffrendo, ha atteso mille volte il suo ritorno.

 

copertina DOVE_OSAN

Lo speleosub, oggi 57enne, è stato responsabile per dodici anni del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico per Puglia, Calabria e Basilicata (fino al 2000) e dal 2004 al 2010 ha ricoperto l'incarico di responsabile nazionale della Commissione speleosubacquea del Corpo nazionale stesso.

Dal 1972 ad oggi ne ha accumulate tante di storie da raccontare e con questo sforzo letterario, mascherato da un titolo ironico così come è l'uomo, riporta alla memoria alcuni episodi straordinari.

“Dove osano le anguille” (collana Negroamaro di Salento Books) ricorda, ad esempio, il salvataggio di quattro sommozzatori durante la notte di Natale del 1987 quando Onorato venne rintracciato dall'ispettore Franco Resta, del commissariato di Nardò, perché non si avevano notizie di alcune persone che si erano immerse nel pomeriggio alla “Rotonda” di Santa Caterina. Un “mistero” svelato dal sub Onorato che conosceva come le sue tasche calette e grotte: in una di queste, protetti da una bolla d'aria ma in ipotermia, trovò i quattro colleghi e li riportò “a galla”. La serata si conclude con Onorato portato “a spalla” in trionfo dalla folla inneggiante.

Tante storie, tra paludi, spundulate, relitti inabissati, il Ciolo, la Grotta dei cervi a Badisco, un po' di filosofia e spazio anche a aneddoti che sembrano “barzellette sui carabinieri”. Quarant'anni di attività speleosubacquea grazie ad una memoria limpida e trasparente, come il mare.