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Il futuro è più semplice di quel che pensiamo

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NARDO' - Ci scrive l'Osservatorio suggerendo come utilizzare gli ettari della discarica di Castellino una volta messo in sicurezza l'impianto. Una nota a margine dell'articolo: ricordiamo a tutti che la zona è privata e che sarà, quindi, il privato a decidere cosa e se fare qualcosa su quel terreno.

 

Dalle ultime notizie, sembra sia giunta al termine la lunga e complessa situazione della discarica di Castellino. Per Nardò sarebbe una fase storica che si chiude. La Provincia di Lecce sta dando seguito ad una procedura che la collettività neretina agognava da decenni. Quello su cui invece, l’Osservatorio sulla città, vorrebbe far riflettere è l’utilizzo futuro di quell’enorme spazio che si libererà sul suolo della discarica. Infatti, una volta che (l’ottimismo non deve mancare!) venisse posta in essere finalmente la fatidica “messa in sicurezza”, la considerazione posta dall’Osservatorio sulla città (sempre più  lungimirante e sappiamo quanto valga come atteggiamento costruttivo, per i passi che la città deve assolutamente fare nei prossimi anni) già dall’aprile del 2008, sugli organi di stampa si preoccupava di comprendere come riconvertire quello spazio. Intanto, sicuramente per Nardò quest’indicazione di ‘messa in sicurezza’ aprirebbe una stagione nuova di ri-qualificazione del suo paesaggio. Occorrerebbe dare concretezza al senso di utilizzo ‘alternativo-partecipativo’ di quello spazio. Se in altri luoghi, infatti, la chiusura delle discariche controllate permette di destinarne gli spazi, a parchi o ad altre strutture inerenti a percorsi aperti e giardini, qui a Nardò, sarebbe opportuno (sia per la grandezza sia per le possibilità economiche derivanti a favore delle casse comunali in questo momento storico per la città) sperimentare altri generi di riconversioni e di destinazioni almeno per quelle aree che contemplano nel futuro una loro deprecabile sotto-utilizzazione o, magari, a non rientrare in zone di progettualità ai fini della valorizzazione paesaggistica. Bene, ora sarebbe possibile pensare a diversificare l’utilizzo di quel luogo. 

Appena chiusa la discarica di Castellino a Nardò, ritengo sia fondamentale un suo nuovo uso alternativo; sarebbe opportuno, infatti, sulla maggior parte della sua vasta estensione dove si ritiene adeguata la ‘precaria’ stabilità del terreno, posizionare dei pannelli fotovoltaici creandone un progetto-pilota o ‘modello’ di ultima generazione. Infatti, intorno esiste già l’alberatura adatta come recinzione, esistono le vie di comunicazione per la manutenzione, non occorrerebbero dunque altri impatti e la tecnologia sta provvedendo alla qualità dei supporti auto orientabili dei pannelli in caso di movimenti della superficie (già molto usati in altri luoghi). Quale migliore scelta sapendo che sotto i pannelli che recuperano energia, esiste una ex-discarica controllata? Sarebbe un episodio strutturale qualificante per la scelta nella direzione della qualità del paesaggio. 

Trasformare praticamente la parte della città più debole e sensibile che ha sollevato, nella storia, malcontento indignazione e desolazione, in un’area di ‘accumulo’ di energia e di potenziale ricchezza, orgoglio e motivo di importanza per tutta la città. Questo progetto darebbe prova del salto qualitativo intrapreso da una terra in piena trasformazione. 

Nardò si porrebbe come comune capofila e modello della scelta ‘concettuale’ di riconversione progettuale, dimostrando realmente come da una ‘criticità’ si possa creare ‘opportunità’ di sviluppo e risulterebbe d’esempio per l’uso delle fonti di energia alternative utili per la propria rinascita. 

Riconosco ad iniziative di questo genere, anche un apporto culturale e perché no, turistico! Ritengo fondamentale che la cultura delle energie alternative, ricerchi in queste tematiche di riconversione un suo indirizzo specifico. 

Un’importante città d’arte come Nardò ha bisogno d’idee che ne confermino la vocazione di laboratorio e di ricerca per la creazione del nuovo paesaggio contemporaneo. 

La presenza del dibattito serrato sulle fonti di energia rinnovabile e alternative suggerisce quanto delicato sia questo momento storico ed è bene che i profili professionali giusti e competenti dicano la loro, dando l’apporto adeguato allo sviluppo dei nuovi progetti e stimolino idee che, come quella che ho qui esposto, diventino ambito di riflessione e discussione. 

La mia ipotesi, del grande campo fotovoltaico sul sito della discarica controllata, permetterebbe l’innesco di realtà imprenditoriali possibili, sicuramente regolamentate e di esempio per l’intero Salento. 

Quindi, è obbligatorio, pensare nuove soluzioni, per temi a difesa dell’ambiente e per una maggiore ricerca di ecocompatibilità che sia capace di produrre un alternativo “quotidiano sostenibile possibile”. 

D’altronde le “riconversioni funzionali” e la “riqualificazioni delle aree urbane marginali”, costituiscono e costituiranno la nuova frontiera, diventando il tavolo di prova delle nuove generazioni di professionisti, la cui sensibilità ambientale costituirà la premessa per lo studio e l’alternativa necessaria forma di “qualità di vita”.

Agli organi gestionali dunque la responsabilità delle prossime decisioni:

Condotta sottomarina, URGE risposta a breve !

Area marina protetta, URGE indicazione d’intento a brevissimo !

Progettualità di riconversione area ex discarica, URGE direzione da dare allo sviluppo di riconversione a vantaggio del paesaggio !

Mobilità cittadina, URGE soluzione che coinvolga le circonvallazioni per l’individuazione di aree parcheggio e fermate bus elettrici che decongestionino il centro storico e l’estramurale, magari da utilizzare principalmente per passeggiare, attrezzandola con marciapiedi più ampi, alberatura e siepi curate, più panchine e perché no, più piste ciclabili e percorsi per diversamente abili.

Troppo ottimismo o reali step strutturali possibili, da seguire con volontà e collaborazione tra cittadini e istituzioni senza steccati, limiti o ideologie fino ad adesso disaggreganti?

Penso che in questo momento occorra cercare “SENSO da DARE”  che  “CONSENSO da AVERE”

Paolo Marzano responsabile
dell’Osservatorio sulla città – Nardò (Le)