NARDO' - Un terremoto: tra i nomi, oltre a presunti "caporali", ci sono anche quelli di alcuni dei più noti e attivi imprenditori agricoli dell'intero Salento. E' a rischio di sopravvivenza, ora, l'intero comparto salentino delle angurie. Siamo, ovviamente, alla fase dei primi fermi per cui bisognerà ora comprendere la consistenza dell'impalcatura delle indagini. Con la più ampia presunzione di innocenza dovuta alla delicatezza del caso, siamo in grado di darvi i nomi degli indagati e l'intera motivazione della procura in seguito alle indagini portate avanti per mesi. Sedici di questi sono stati già arrestati.
Gli indagati
1) ABDELLAH Saed, inteso “Said”, nato in SUDAN il 13.06.1986, alias ABDULLAH Said, nato in SUDAN l’1.01.1979, residente in Palermo, domiciliato a Castelfranco di Sotto (PI), capo squadra (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
2) ADEM Meki, nato ad Alobaud (SUDAN) il 15.08.1960, residente in Racalmuto (AG), capo squadra (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
3) AIBECHE Abdelmalek, inteso “Alì”, nato a Ouled Yahia W Jijal (ALGERIA) il 13.02.1978, residente in Vittoria (RG), capo squadra (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
4) AIFA Belgacem Ben Bechir, nato a Chorbane (TUNISIA) il 14.03.1970, residente a Nardò (LE), capo squadra (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
5) AKREMI Bilel Ben Aiaya, nato il 28.07.1983 a Jendouba (TUNISIA), residente in Nardò (LE), capo cellula (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
6) BEN MOHAMED Hassen, nato in TUNISIA il 12.05.1977, residente in Pachino (SR), reclutatore (artt. 479 e 601 C.P.);
7) CAVARRA Giuseppe, nato a Noto (SR) il 01.10.1978, residente in Pachino (SR), datore di lavoro/reclutatore (479 C.P. e 12 Dlgs 286/98);
8) CORVO Marcello, nato a Nardò (LE) il 09.02.1960, ivi residente, datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
9) FILIERI Bruno, nato a Nardò (LE) il 29.01.1963, ivi residente, datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
10) GHACHIR Mohamed Yazid, inteso “Giuseppe l’algerino” o “Capo dei Neri”, nato a Guelma (ALGERIA) il 14.05.1968, residente in Taurianova (RC), capo cellula (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
11) JAOUALI SAHBI Ben Abderrahma, nato a Gabes (TUNISIA) il 13.09.1969, residente in Polignano a Mare (BA), capo squadra (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
12) JELASSI Saber Ben Mahmoud, inteso “Giuseppe il tunisino” o “Sabr” o “Capo dei capi”, nato a Tunisi (TUNISIA) il 15.10.1970, residente in Santa Maria a Vico (CE), capo cellula (artt. 416, 476, 482, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
13) LATINO Pantaleo, inteso “Pantaluccio”, nato a Nardò (LE) il 03.01.1954, datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
14) MALLIA Rosaria, nata a Noto (SR) il 23.12.1977, residente in Pachino (SR), datore di lavoro/reclutatore (artt. 479 e 601 C.P.);
15) MANDOLFO Livio, nato a Nardò (LE) il 26.11.1966, ivi residente, datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
16) MANFREDI Corrado, nato a Scorrano (LE) il 19.04.1953, ivi residente, datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
17) MARIANO Giuseppe, intesto “Pippi”, nato a Scorrano (LE) il 28.02.1938, residente in Porto Cesareo (LE), datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
18) MEHDAOUI Tahar Ben Rhouma, inteso “Mohamed” o “Gullit”, nato a Ouled Mehdi (Tunisia) il 10.03.1974, residente a Nardò (LE), capo squadra (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
19) PANO Salvatore, nato a Nardò (LE) il 22.03.1956, ivi residente, datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
20) PETRELLI Giovanni, nato a Carmiano (LE) il 15.02.1962, ivi residente datore di lavoro (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
21) TANJAR Nizar, nato in SUDAN il 02.11.1977, residente in Siracusa, capo cellula (artt. 416, 600, 603 bis, 629 C.P., 12 Dlgs 286/98);
22) ZROUD Houcine, nato a Mahdia (Tunisia) il 24.10.1966, residente in S. Croce Camerina (RG), caporale/reclutatore (artt. 479, 600, 601, 629 C.P.).
Al momento delle irruzioni dei Carabinieri del R.O.S. nelle abitazioni (sono stati sorpresi nel sonno alle ore tre del mattino), non hanno opposto la benché minima resistenza. Durante l’operazione, i Carabinieri del R.O.S., dei Comandi Provinciali interessati e del N.I.L. si sono avvalsi del supporto di elicotteri ed unità cinofile per la ricerca di droga, armi ed esplosivi.
I reati contestati
“Associazione per delinquere” (art. 416 C.P.), “riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù” (art. 600 C.P.), “tratta di persone” (art. 601 C.P.), “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” (art. 603 bis C.P.), “estorsione” (629 C.P.), “falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (art. 476 C.P.), “falsità materiale commessa dal privato” (art. 482 C.P.), “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (art. 479 C.P.), “favoreggiamento dell’ingresso di stranieri nel territorio dello stato in condizioni di clandestinità” (art. 12 Dlgs. 286/98).
Le indagini
La misura cautelare emessa dal G.I.P. di Lecce dr. Carlo CAZZELLA, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce (dr. Cataldo MOTTA e dr.ssa Elsa Valeria MIGNONE) scaturisce dall’attività investigativa convenzionalmente denominata “SABR”:
condotta dal R.O.S. di Lecce, dal gennaio 2009 al marzo 2010, con ulteriori specifiche attività condotte ad integrazione nei mesi estivi del 2010 e del 2011, nonché fino al mese di ottobre 2011, a carico di un sodalizio transnazionale, costituito da Italiani, Algerini, Tunisi e Sudanesi, operante in Puglia, Sicilia, Calabria e Tunisia, dedito alla tratta di esseri umani provenienti da vari Paesi Africani, al favoreggiamento dell’ingresso di clandestini nel territorio nazionale, al grave sfruttamento lavorativo dei medesimi ed all’illecita intermediazione lavorativa, mantenendo i lavoratori extraUE in stato di soggezione continuativa, condizione analoga alla schiavitù, nonché alla commissione di più c.d. “reati collegati” (“falsità materiale ed ideologica”, “estorsione”);
cui hanno collaborato, per specifiche e contingenti esigenze operative e/o legate ad acquisizioni documentali, il Comando Provinciale CC di Lecce, il Comando CC Tutela del Lavoro ed il Comando CC Politiche Agricole e Alimentari, soprattutto in ordine ai contributi pubblici AGEA – Ministero Politiche Agricole, di cui hanno beneficiato alcuni degli odierni indagati;
che ha consentito, in via prioritaria, di documentare come l’organizzazione criminale, attiva in Nardò (LE), ma anche in Rosarno (RC) ed in altre parti del Sud Italia, fosse dedita al reclutamento di cittadini extracomunitari, per la maggior parte tunisini e ghanesi, introdotti clandestinamente in Italia e comunque presenti sul territorio irregolarmente, dovendosi ritenere i permessi di soggiorno, ove esistenti, falsi, poiché rilasciati sulla base di false attestazioni di assunzioni al lavoro, da destinare allo sfruttamento lavorativo nella raccolta di angurie e di pomodori ed a tal fine mantenuti in condizione di soggezione continuativa e, pertanto, diretta alla commissione di più delitti, tra cui quelli di riduzione in condizione analoga alla schiavitù, di favoreggiamento alla permanenza illegale sul territorio italiano di cittadini extracomunitari, di intermediazione illecita e grave sfruttamento del lavoro, di estorsione e di violenza privata.
L’attività d’indagine “SABR”, condotta dal R.O.S. di Lecce e compendiata in più informative di reato, ha di fatto consentito, fra altri aspetti, di far emergere la sussistenza delle fenomenologie criminose di “riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù” e “tratta di persone”, poste in essere in un contesto transnazionale, che unisce con un unico filo conduttore tutti i compartecipi nelle attività, con compiti e ruoli ben delineati in capo ad ognuno. Un vero e proprio “sistema”, efficientemente organizzato, che nasce e prolifera anche grazie alla “disperata ed obbligata” partecipazione delle stesse vittime.