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Giovanni Falcone: la riflessione di un giovane politico

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NARDO' - "Spesso si discute di legalità in maniera poco seria, o quanto meno frettolosa" dice Lorenzo Siciliano.

Credo che un tema così importante e fondamentale per un Paese democratico, quale l'Italia, debba essere affrontato nel migliore dei modi. Vent'anni fa, come oggi, veniva barbaramente ucciso un uomo, quale Giovanni Falcone, per il quale, credo, non esistano parole così straordinarie per poterlo descrivere. Sono consapevole, tuttavia, del fatto che ogni uomo ed ogni donna che si ritenga libero/a, abbia il dovere morale di ricordare chi ha creduto in una battaglia, che doveva essere comune.

Purtroppo non è stato così. Questa battaglia Falcone, assieme al suo collega ed amico di sempre, Paolo Borsellino, l'hanno combattuta da soli. Soli. Consapevoli dell'altissimi rischio che correvano. Consapevoli di combattere una battaglia che, forse, non hanno mai iniziato. Il principio di legalità e di senso dello Stato non si raffigurano in medaglie da tenere appese al petto. Sono dei sentimenti, dei valori puri e forti che ciascuno di noi dovrebbe fare propri. Rimanere da soli non è più possibile. Nessuno deve pensare che credendo in questi ideali si possa rimanere soli.

La battaglia per la legalità, oggi più di ieri, è divenuta una guerra per la legalità. Lo Stato, se è Stato, deve avere il compito di tutelare chi si fa portavoce di questo principio. Il portavoce deve essere ognuno di noi, ogni giorno. La legalità non è una battaglia "della Domenica"; è un sentimento che deve nascere al nostro interno e deve essere tramandato ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli.

La strada che si sta percorrendo è quella giusta. Ora bisogna solo andare avanti, cercando di non ritornare indietro. Questo mio pensiero potrebbe lasciare il tempo che trova, ma credo che chi lo vorrà fare proprio ci riuscirà senza alcun problema e senza alcun timore, dedicando, magari, un piccolo pensiero a quello straordinario uomo di nome Giovanni Falcone. Paolo Borsellino disse che gli uomini passano, ma le idee restano. Restano le loro tensioni morali che continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Ecco, quelle gambe devono essere le nostre.

Lorenzo Siciliano