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Lo sforamento del patto non è la fine del mondo ma ora bisogna cacciare alcuni dirigenti

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NARDO' - "Intendo fare una premessa - dice Giovanni Siciliano - è probabile che ci sarà il filosofo, il saccente o il neofita di turno che speculerà su quanto sto per dire".

 

L'articolo apparso oggi riguardo al patto di stabilità suscita in me il bisogno di dare un mio parere. L'eventuale sforamento del patto di stabilità non rappresenta la fine del Mondo. Tantissimi altri Comuni si trovano in analoghe situazioni.

L'importante è che ci sia chi è in grado e sappia affrontare situazioni di emergenza, e ritengo che il Sindaco sia in grado di fare ciò. Ritengo, inoltre, che pur avendo le idee chiare, forse, avrebbe dovuto attuarle prima. La situazione economico - finanziaria del Comune di Nardò è da attribuire a responsabilità politiche e burocratiche.

Per ciò che concerne le responsabilità politiche il Sindaco e l'attuale Amministrazione hanno il dovere di mettere a nudo le responsabilità delle precedenti Amministrazioni, ma il dovere principale è quello di mettere a nudo le responsabilità dell'apparato burocratico. Il nostro Sindaco, Giovedì 23 Febbraio 2012 si è recato a Roma presso le Commissioni I e X della Camera dei Deputati, per discutere del decreto "Semplificazioni", cioè delle responsabilità dei Dirigenti.

C'è in gioco, in questo decreto, il futuro dei Dirigenti Comunali di quasi tutti i Comuni d'Italia. Nel decreto di semplificazione sono contenute diverse norme di interesse nevralgico per gli enti locali con riferimento alla possibilità di sostituire i Dirigenti in caso di inerzia. Le novità riguardano i Dirigenti inadempienti, superficiali che quindi vanno incontro ad una sanzione amministrativa o amministrativa contabile, mentre attraverso il meccanismo di valutazione delle performance viene regolata la loro retribuzione di risultato.

Le penalità si inaspriscono ulteriormente se il ritardo o l'inadempimento produce un ricorso amministrativo. In tutta Italia si avverte l'esigenza di rendere più efficiente l'organizzazione burocratica e di imporre alla politica di essere più vigile e di guardare con molta più attenzione rispetto al passato, al bene delle comunità amministrate. Per quanto concerne il Comune di Nardò bisogna spiegare ai cittadini che lo sforamento del patto di stabilità nasce, soprattutto, dai debiti fuori bilancio. Troppi ce ne sono stati in passato ED IO LI HO SEMPRE E PUBBLICAMENTE DENUNCIATI.

Faccio due esempi su tutti: le centinaia di migliaia di euro in parcelle ad avvocati esterni e le centinaia di migliaia di euro per lavori pubblici affidati con superficialità. In ambo i casi, spesso, si è proceduto con determine dirigenziali che non avevano ne copertura economico - finanziaria ne impegno di spesa. Che dire poi dei tanti bandi di gara per lavori pubblici aggiudicati con ribassi incredibili e poi con lievitazioni dei prezzi in corso d'opera. E' necessario che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che si prenda atto che la gestione del bene comune ha bisogno di un ringiovanimento dei gestori e non più dell'operato di vecchi dinosauri.

Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale