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Era attesa, è arrivata: la lettura del momento da parte dell'uomo del Sel a Nardò, Vincenzo Renna

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NARDO' - La notizia della chiusura dell'ospedale di Nardo' mi addolora profondamente.

 

E’ assurdo pensare di governare i territori a colpi di calcolatrice e conseguenti sforbiciate, secondo criteri ragioneristici, evidentemente, criticabili e confutabili pro domo nostra.
Ho tentato, in questi ultimi mesi, purtroppo, senza risultati positivi, di perorare lo studio di fattibilita' proposto da un gruppo di stimati tecnici salentini, promotori dell'ampliamento della struttura sanitaria del "San Giuseppe Sambiasi".
Soluzione questa, che avrebbe centrato gli obiettivi di efficienza ed economicita,' rilanciando una struttura quella del nostro nosocomio agibile e senza dubbio in condizioni migliori di quelle in cui versano altre strutture preservate dal piano di riordino sanitario.
Purtroppo i numeri hanno imposto queste scelte dolorose da parte della Regione Puglia; governare impone alla classe dirigente di esercitare la propria discrezionalita' nell'ambito di una cornice e di un perimetro stringente e stretto legato alla sottoscrizione dell'accordo perfezionato tempo fa con il Ministero della Salute.
Ora ci tocchera' verificare che, il piano di interventi e protocolli finalizzati a garantire un'offerta sanitaria di primo piano per la nostra citta, a partire proprio dal corretto utilizzo della struttura ospedaliera teste' revocata, sia effettiva e non solo sulla carta.
Occorrera', inoltre, studiare interventi atti a garantire, migliorandola da subito, la mobilita' degli utenti per favorire la fruibilita' delle strutture preservate nelle citta' vicine.
Pur nell'amarezza di una scelta, che non siamo riusciti a modificare, da politici del territorio non faremo mancare ogni sforzo ed impegno affinche' la chiusura dell'ospedale non coincida con un sostanziale arretramento dell'offerta di servizi sanitari sul nostro territorio.
Vincenzo Renna