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Rocco Luci, consigliere comunale e medico ospedaliero: "La delusione è grande"

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NARDO' - "Quando lo sdegno e la rabbia per le vicende riguardanti la sanità territoriale e la riorganizzazione ospedaliera raggiunge certi livelli viene difficile trovare le parole giuste per esprimersi senza correre il rischio di trascendere".

 

Se ce ne fosse ancora bisogno, con le decisioni prese dalla giunta regionale pugliese, la politica ha perso, ancora una volta, l'occasione per tentare di far ricredere quanti, giustamente, hanno perso ogni fiducia nei confronti della politica stessa e dei partiti.

Anche di fronte ad un malato grave, quale è stato rappresentato nel corso degli ultimi anni l'ospedale di Nardò, il medico non perde mai la speranza di poterlo salvare di conseguenza mette in atto tutte le procedure per raggiungere tale fine; ed anche se la malattia è incurabile non lo trascura per rivolgere le sue attenzioni solo verso altri malati.

I nostri politici regionali e locali, negli anni, non hanno saputo/voluto rivolgere le loro attenzioni verso la nostra struttura, dapprima in salute ma man mano sfiancata dal ridimensionamento e dall'accorpamento con la struttura di Copertino, per cui oggi assistiamo, inermi, alla parola fine che viene decretata dalla giunta regionale.

Allo stesso tempo, è cronaca giornalistica, certa politica si impegna, minacciando la crisi del governo regionale, per salvare ospedali localizzati in territori sedi di grossi potentati politici (vedi il caso dell'ospedale di Fasano le cui sorti erano inizialmente accomunate a quelle di Nardò, di Trani, e la vicenda della chiusura dei punti nascita di Gallipoli e di Casarano).

Non ci possono venire a dire che tali scelte sono dettate da esigenze del territorio perchè anche i meno accorti riescono a capire come effettivamente sono andate le cose.

A giustificazione della chiusura dell'ospedale di Nardò è stato detto che non possono essere mantenuti attivi ospedali con meno di 70 posti letto (difatti noi siamo arrivati a 58 posti letto ma solo dopo che la regione ha chiuso i reparti di ortopedia e chirurgia), ed inoltre perché nel corso del 2011 si è registrata una disaffezione dei cittadini di Nardo verso il nostro ospedale avendo essi scelto (sic!) di ricoverarsi presso altri ospedali (da considerare che il 118 non ricovererà a Nardo' per disposizioni della centrale operativa e che i malati con patologia chirurgica ed ortopedica non troverebbero più assistenza per mancanza dei reparti). Non si è poi tenuto conto che i reparti residui (Medicina, Geriatria e Lungodegenza) hanno lavorato a pieno regime con occupazione dei posti letto vicina al 100% con pazienti provenienti spesso da altri paesi anche lontani dal nostro.

Intanto continuano ad essere effettuati lavori di ristrutturazione dei reparti, l'ultimo in quello che avrebbe dovuto ospitare la lungodegenza, del costo di circa 200mile euro e sta per essere consegnata, per fine lavori, la megastruttura che ospita la camera mortuaria. Visto che in altri tempi abbiamo assistito alla corsa dei politici per le inaugurazioni dei nuovi reparti attendiamo fiduciosi qualcuno che abbia il coraggio di venire ad inaugurare questi ultimi.

La delusione è grande. Su cosa possiamo ancora puntare?

Forse su una riorganizzazione dei servizi territoriali che veda Nardo' punto di riferimento di tutto il distretto per servizi che siano di qualità e che contribuiscano a ridurre le lunghe liste di attesa che spesso costringono i cittadini a ricorrere a ricoveri ospedalieri, da giudicare impropri, per vedere esaudito il loro diritto di salute?

Sui Day service chirurgici che richiedono investimenti in termini di personale (al momento carente) e di denaro (ancora più carente)?

L'impegno che mi sento di prendere, pur in questo momento di sconforto, è quello di essere vigile affinché questi impegni vengano rispettati per far si che i cittadini di Nardò, seppure obbligati a ricorrere ad altre strutture in caso di bisogno di ricovero, possano trovare in sede ogni risposta alle loro esigenze di salute; così come i cittadini dei paesi vicini sede di ospedale dovranno venire a Nardo' per usufruire di servizi territoriali che a questo punto pretendiamo vengano qui concentrati.

Rocco Luci

Consigliere comunale – medico ospedaliero