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Processo a don Quintino: la Curia vescovile si tira fuori dal processo

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NARDO' - La Curia di Nardò ha chiesto ufficialmente di essere estromessa dal processo che si sta celebrando nei confronti di don Quintino De Lorenzis, 35 anni, di Alliste, ex parroco della comunità di San Gerardo Majella, accusato di aver palpeggiato un marocchino nella sacrestia della parrocchia.

 

La richiesta è stata avanzata dall’avvocato Marcello Marcuccio, dopo che nella scorsa udienza il legale
che assiste la parte civile, avvocato Salvatore Centonze, aveva chiamato in giudizio la Curia come
responsabile civile.
Nella richiesta di citazione depositata in aula, il legale ha sostanzialmente equiparato il rapporto che intercorre fra la Chiesa ed il parroco a quello fra un datore di lavoro ed un dipendente.
Il principio giuridico alla base della pretesa, accolta dai giudici, poggia sull’articolo 2049 del codice civile sulla responsabilità dei padroni e dei committenti per «i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell’esercizio delle incombenze a cui sono adibiti».

Saranno i giudici della prima sezione penale (presidente Stefano Sernia, a latere Anna Paola Capano e Silvia Minerva) a decidere se ammettere o meno la citazione in giudizio della Curia.
L’accusa di violenza sessuale, formulata dal sostituto procuratore Stefania Mininni, si basa su un singolo episodio, che risalirebbe al 15 ottobre del 2010. Il giovane straniero, residente a Nardò, si sarebbe rivolto al prete qualche giorno prima per chiedergli di aiutarlo a trovare un posto di lavoro. Il religioso lo avrebbe rassicurato, suggerendogli di andarlo a trovare qualche giorno dopo. Presentatosi all’appuntamento, il 27enne avrebbe ricevuto da Don Quintino dei vestiti puliti, e proprio mentre si stava cambiando il parroco lo
avrebbe palpeggiato. E' la parola dell'uno contro quella dell'altro, senza - al momento - altre prove o testimonianze.
La decisione dei giudici arriverà alla prossima udienza, fissata per l’otto ottobre.