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Nessun diritto di cittadinanza per la condotta sottomarina a Nardò

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NARDO' - Il consigliere Salvatore Antonazzo ci sta prendendo gusto. Dopo Mino Natalizio c'era stato il vuoto per quanto riguarda lo studio e l'approfondimento dlele tematiche ambientali, lassù a Palazzo. Ben venga, dunque, qiesta passione del consigliere dell'Udc che è fondamentale per affrontare materie compelsse come queste e che riguardano, in definitiva, la difesa del territorio.

 

La realizzazione del progetto già respinto dal Consiglio Comunale di Nardò in data 28.05.2012, relativo alla condotta sottomarina per consentire il collettamento di Porto Cesareo alla rete fognante di Nardò, voluto dalla Regione Puglia e redatto dai tecnici dell’AQP non ha avuto alcuna accoglienza.
Alla unanime decisione della Amministrazione Comunale molto hanno contribuito le Associazioni Ambientaliste, i Partiti e Movimenti Politici della Città e la Associazione Culturale “Don Milani” che ha lanciato una proposta alternativa al progetto iniziale, idonea però a risolvere le diverse criticità e negatività che il progetto regionale comportava.
La discussione odierna della II commissione verteva ad analizzare la proposta avanzata dal Centro Studi  presentata ufficialmente alla Amministrazione di Nardò e Porto cesareo.
I punti fondamentali condivisi all’unanimità sono i seguenti: la traslazione della  condotta dalla litoranea strada provinciale 112 che evita la allocazione della condotta in un’area protetta e sensibile dal punto di vista geologico, idrogeologico ed archeologico nell’ambito della Palude del Capitano e Parco di Porto Selvaggio; il collettamento traslato consente a tutta l’area interessata che va dalla litoranea alla sp 112 (tarantina), di divenire infrastruttura capace in futuro di accogliere le problematiche fognarie che sono e saranno presenti nei nuclei abitativi di S. Isidoro, Villaggio Tramonti, Villaggio Resta e lottizzazioni in via di realizzazione.
L’infrastruttura che si deve realizzare non può servire soltanto per trasbordare la fogna dal quale da Porto Cesareo a Nardò ma deve, invece, guardare all’insieme, al territorio nel suo complesso in cui viene ad inserirsi, tenere conto delle esigenze antropiche  dell’area, a mostrare la sua capacità di essere vero e autentico motore di sviluppo presente e futuro, rispettando il paesaggio, il bene acqua che trasporta, i possibili allacci futuri e le prospettive di sviluppo culturale, sociale, turistico e di tempo libero.
Inoltre consente la sanificazione della costa di Torre Inserraglio e il riutilizzo delle acque depurate da parte del Consorzio di Arneo tramite un impianto di affinamento collegato al depuratore di Nardò.

Il Presidente della II Commissione
         Salvatore Antonazzo