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Scelte sconsiderate per cinquant'anni secondo il consigliere comunale Oronzo Capoti

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NARDO' - Interessante analisi di Oronzo Capoti, consigliere comunale di Nuovocorso per Nardò. Capoti non si ferma agli ultimi giorni e affonda il colpo: "Oggi arrivano gli effetti di scelte sconsiderate che hanno caratterizzato la politica per un cinquantennio". Questa volta PdM ne consiglia la lettura.

Quel bieco sistema di potere iniziato dalla vecchia nomenklatura Dc-Psi si è perpetrato fino ai giorni nostri trovando reincarnazione in Risi, Renna e tutta la loro maggioranza politica; un sistema tramandato di padre in figlio, essendo il nepotismo all'ordine del giorno della politica neretina. Le lacrime di coccodrillo di oggi servono a poco. La classe dirigente di Comuni limitrofi, come quella di Copertino, ha difeso con le unghie e con i denti ogni servizio garantito ai propri concittadini.

Abbiamo assistito in questi anni, a partire dal primo riordino Fitto, ad una continua passerella sterile nel nocomio neretino, da Vaglio a Fracella, da Risi a Luci. Passerelle condite da parole e promesse. Parole e promesse che son servite a Vendola a guadagnarsi Palazzo Capruzzi nel 2005, a Vaglio a riconfermarsi nel 2007 e a Risi a vincere nel 2011. E' vero, hanno vinto, ma a perdere è stata la nostra Città.

Il buonsenso e la responsabilità di una buona politica sarebbero dovute servire, invece di lanciarsi in proclami del tipo: "Torneranno a nascere i bambini a Nardò!", e promesse, a fare il punto della situazione e fissare obiettivi concreti e realizzabili inerenti nello specifico ai bisogni dei cittadini e dei malati.

Altre Regioni più lungimiranti, anche guidate dal centrosinistra, prima di mettere in atto Piani di Riordino si sono preoccupati di studiare i dati sui bisogni di salute del territorio. Qui, no. Qui si è proceduto a un riordino esclusivamente economicistico e "politico". Come spiegare altrimenti il salvataggio di Fasano e Trani? La classe dirigente neretina, al governo da 30 anni, ha preferito far valere il proprio peso nei partiti per difendere strutture personalistiche e di dubbia utilità.

Il fare arragonte di questi signori oggi ha prodotto, ahinoi, quello che noi paventiamo da anni: la chiusura totale e definitiva del San Giuseppe Sambiasi senza neanche sapere concretamente a quale tipologia assistenziale sarà convertita la struttura. L'avevamo detto nel Consiglio comunale monotematico del luglio scorso, invece di lanciarsi in progetti fantasmagorici e tardivi, seppur apprezzabili per l'iniziativa, meglio pensare ad obiettivi concreti. In quell'occasione lanciammo l'idea della restituzione alla città di Nardò del nostro Ospedale. Oggi più che mai questa resta l'unica ancora di salvataggio per una sanità ormai inesistente a Nardò.

Per responsabilità politiche oggettive e impegni presi pubblicamente in più circostanze, sarebbe doveroso che il sindaco Risi, l'assessore Renna, il consigliere Luci e tutta la maggioranza rassegnassero le dimissioni immediatamente e irrevocabilmente.

Oronzo Capoti,
consigliere comunale Nuovocorso per Nardò