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Senza pudore e senza decenza. Il Pdl tira in mezzo anche Mameli

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NARDO' - Senza pudore! Senza decenza, senza partecipazione democratica, senza ascoltare Nardò la Regione Puglia ha adottato il provvedimento di chiusura del nostro ospedale.

 

A nulla sono valsi gli studi, le analisi, le denunce, le proteste che tanti concittadini, a tutti i livelli, hanno prodotto.

Così, con un tratto di penna, la Regione Puglia ha cancellato un’opera che, da secoli, ha caratterizzato la gente di Nardò, un’opera che l’ha fatta crescere e che l’ha fatta sentire sicura. Sicura di poter contare su un supporto nel momento del bisogno. Sicura nel momento della debolezza e della malattia.

Certo l’ospedale non era il meglio. Ma la sfida era su come migliorare la struttura e non certo su come e quando chiuderla. E la sfida sembrava quasi vinta tanto che sulla struttura la medesima Regione Puglia ha investito milioni e milioni di euro.

Eppure oggi la stessa Regione Puglia con schizofrenia e contro ogni ragionevolezza ha deciso che le strutture ospedaliere vecchie e fatiscenti devono sopravvivere; ha deciso di ridurre gli standard qualitativi del servizio sanitario mandando all’ammasso ed allo sbaraglio le persone deboli e malate e di chiudere l’ospedale di Nardò.

E la decisione assunta è solo quella della chiusura dell’ospedale.

Non c’è traccia di come la Regione Puglia intende tutelare la salute dei cittadini di Nardò. La giunta Vendola ha deciso di chiudere l’ospedale ma che cosa e come pensa di soddisfare la domanda di servizi sanitari di una popolazione che in estate raggiunge centomila persone non è dato di sapere.

A questa domanda è opportuno che la Regione Puglia dia le risposte più concrete e più opportune! Che abbiano la stessa forza operativa della chiusura! Cioè delibere ed atti concreti! Non parole.

Noi riteniamo che le decisioni che ha assunto la regione Puglia non sono irrevocabili! Sono insulse! Ma possono essere cambiate, se l’intelligenza, la verità, la trasparenza, la partecipazione democratica, la solidarietà e la tutela della salute dei cittadini di Nardò sono valori propri dei politici di centro sinistra che governano la regione Puglia.

I guasti ed i danni di queste decisioni hanno responsabilità chiare. La Regione Puglia è governata da una coalizione di centro sinistra e Vendola ne è il presidente. Le responsabilità della decisione della chiusura dell’ospedale di Nardò è sua.

Purtroppo Nardò, l’ha molto votato, ed ha enormemente contribuito alla sua fortuna politica. Nardò, però, è stata contracambiata con un trattamento miserando che la danneggia oltremisura e che, per ora, oltre alla chiusura dell’ospedale prevede anche la chiusura del tribunale; e però ci fa dono gli scarichi fognari di tutta la provincia. Insomma sembra quasi l’odio e la voglia di rivalsa di un amante tradito.

Le responsabilità della decisione della chiusura dell’ospedale di Nardò è anche del nostro signor Sindaco.

Assistiamo preoccupati ad una scena già vista: Vendola ha promesso di salvare l’ospedale di Nardò ed a vinto le elezioni; Marcello Risi, sempre per salvarlo ha millantato conoscenze ed aderenze, salvo a volersi incatenare sui cancelli, ed ha vinto le elezioni.

Il risultato però purtroppo è lo stesso!

L’ospedale è stato chiuso e la domanda di servizi sanitari dei cittadini di Nardò è senza risposte.

Ora noi rifuggiamo da ogni campanilismo e da ogni faziosità e ci rendiamo conto delle difficoltà finanziarie della regione Puglia.

Ma tuttavia non comprendiamo le scellerate decisioni assunte e soprattutto non comprendiamo perché non vengono chiariti quali sono i livelli di tutela della salute garantiti ai cittadini di Nardò ed alle migliaia di turisti che ogni anno sono nostri ospiti.

Al Sindaco Risi ed al Presidente Vendola chiediamo nel concreto, di farci conoscere che cos’è la sbandierata “casa della salute”; chi è il suo dirigente; chi sono i medici; quando e come sarà aperta; se ci sarà un dispensario farmaceutico e degli strumenti ausiliari; se verrà mantenuto un pronto soccorso; se le ambulanze del 118 avranno i medici a bordo h24 e tutto l’anno, quante sono e dove sono dislocate, specie d’estate; se ci sarà il servizio prenotazioni; il servizio dialisi; quello per i diabetici; i servizi di cardiologia; i servizi oncologici; di esami radiologici; di laboratorio di analisi … e potremo continuare.

Vorremmo vedere le decisioni assunte; le somme stanziate i tempi previsti.

Il Popolo della Libertà ritiene che Nardò abbia subito una perdita incalcolabile e che i danni maggiori si verificheranno in un prossimo ed immediato futuro e chi pagherà maggiormente saranno i suoi abitanti più deboli e più bisognosi.

Per questo il Popolo delle Libertà ritiene che occorre mettere da parte divisioni e steccati e lavorare insieme per Nardò perché “Noi fummo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme, di fonderci insieme già l’ora suonò”.

Il Popolo delle Libertà pertanto, con forza, chiede al Sindaco di farsi portavoce dei sentimenti dei neritini e di attivarsi, in ogni forma e modo ed in ogni ambito, sia politico che amministrativo, al fine di ottenere risposte immediate e soluzioni concrete al fabbisogno di servizi sanitari dei cittadini di Nardò. Pensi che ogni gesto, ogni atto, così come ogni ritardo od omissione o complicità danneggia, per primo, gli ultimi di questa città.

Allo stesso modo e per gli stessi motivi chiede a tutti i politici che da Nardò hanno ricevuto voti a piene mani, siano essi di destra che di sinistra che di centro di non gongolarsi per il futuro facile consenso né tantomeno di difendere le insulse scelte della Regione Puglia.

Il Popolo delle Libertà di Nardò vigilerà perché niente rimanga intentato per la tutela della salute dei cittadini e perché tutti coloro che dicono di volere il bene di Nardò diano il loro concreto aiuto, diano le loro concrete e fattive iniziative in tutte le sedi opportune, e vigilerà anche perché le genti di Nardò siano trattate con pari dignità.

Il Popolo delle Libertà
Il Consigliere Provinciale: Mino Frasca
I Consiglieri Comunali: Mirella Bianco, Alessandro Presta, Cesare Dell’Angelo Custode