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Cerin... a casa 'mpicciata minti fuecu

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NARDO' - Il detto in vernacolo non crei disturbo: il nome non sarebbe potuto essere più azzeccato. Mettere un "cerino" dentro la polveriera dei tributi locali di Nardò, un settore devastato anche dalla gestione di San Giorgio-Tributi Italia, o meglio dalla carente vigilanza del Comune in quella gestione, è fin troppo pericoloso: si continua a parlare della carenza di un archivio/banca dati "pulito", eppure questo doveva essere un onere contrattuale della vecchia gestione. Ma c'è di più: la Cerin obietta che gli archivi sono sporchi e incompleti nel lungo periodo 1993/2007. Basterebbe tanto per chiarire, una volta per tutte, che c'è una classe politica e dirigenziale a cui va attribuita una superficialità gestionale che ha procurato solo danni ai quali si fa fatica a rimediare.

 

Siamo venuti in possesso di uno scambio di corrispondenza tra la Cerin, società addetta alla riscossione dei tributi per conto del Comune di Nardò, e lo stesso ente guidato da Marcello Risi. Parole non certo d’amore quelle dedicate dalla Cerin al comune di Nardò, anzi. E’ evidente dal testo della missiva il clima non certo idilliaco bensì di dura contrapposizione. Un clima che potrebbe incidere negativamente sulla riscossione dei tributi. Soldi freschi, vitali per le disastrate casse comunali, a maggior ragione dopo lo sforamento del Patto di Stabilità.
Il direttore di produzione della Cerin srl rimprovera all’ente “l’incompletezza delle banche dati” nelle quali “mancano completamente i versamenti Ici elaborati dalla Tributi Italia spa” (vecchio ente riscossore) e trasmessi su “supporto cartaceo solo in data 3 maggio 2012”. Nella predetta “banca dati ompleta” (completa solo a parere del comune di Nardò a  quanto si evince dalla lettera) mancano inoltre “numerose denunce di variazione a partire dal 1993 fino all’anno d’imposta 2007”.. Insomma i dati, indispensabili alla Cerin per riscuotere le agognate somme previste dal Comune di Nardò, sono incompleti e lacunosi!
Tale situazione, con una gran mole di lavoro cartaceo, sta causando ritardi e la Cerin ha dovuto impegnare “numerose unità lavorative” aggiuntive. Insomma, volendo tradurre, è azzardato prevedere nel bilancio di previsione somme certe, come invece, vorrebbe l'Amministrazione comunale per far quadrare i conti. Bisognerebbe anzi valutare al ribasso per non ritrovarsi nel bilancio consuntivo grosse sorprese, in negativo naturalmente. L'incompletezza delle banche dati non consente, infatti, stime certe e le previsioni al rialzo, fatte finora, risulterebbero azzardate e pericolose.
La lettera si conclude con il riferimento ad una misteriosa dipendente Cerin, individuata dal comune di Nardò (chissà rifacendosi a quale riferimento legislativo...), a cui sono state consegnate le password di 2 importanti banche dati (SIATEL e SISTER) che consentono l’accesso a dati molto sensibili. Una circostanza che ha ulteriormente adirato i dirigenti della Cerin che parlano di “scelta incomprensibile, unilaterale e arbitraria”.
In questo clima da guerra fredda non mancano, però, parole di disponibilità verso il Comune da parte della Cerin, quando afferma: “per quanto concerne le problematiche relative al personale la scrivente società è disponibile a concordare eventuali soluzioni al fine di soddisfare le reciproche necessità”… Di quali necessità si parli non è chiaro.
Ma è nostra intenzione approfondire la questione relativa alla "scelta" del personale con apposita interrogazione consiliare presentata dall'opposizione.
Chissà che il rinnovamento voluto da Risi non riparta, dopo il ripescaggio di Giuseppe Tarantino, anche da queste figure. Più passa il tempo e più Risi si rivela la brutta (ma proprio brutta) copia di Antonio Vaglio…
 
Pippi Mellone
Comunità Militante
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