NARDO' - Abbiamo letto con vivo interesse il comunicato di Giovanni Però con il quale rappresenta che “La rotazione dei Dirigenti, annunciata sugli organi di stampa come cosa salutare foriera di nuovo input amministrativo, indipendentemente dalla professionalità espressa nel bene e nel male, nel presente e nel passato dagli interessati, è una chiara resa e una sonora sconfitta per l’amministrazione comunale che intende promuoverla".
Un provvedimento che fa ruotare tutti è ingiusto perché i dirigenti non hanno la medesima competenza e specializzazione, non hanno maturato identica sensibilità ai problemi e il loro spostamento diventa più una maschera riparo per l’amministrazione da eventuali critiche e contemporaneamente assolve coloro che con i propri comportamenti omettono, contrastano.
La rotazione generale, come provvedimento punitivo generico, denunzia tutta la insufficienza e la incapacità amministrativa della giunta e in più determina nell’immediato disservizi e confusione, per cui è lecito chiedersi: il provvedimento da quali motivazioni scaturisce?
Perché si parla di rotazione generale e non parziale?
Tutti i dirigenti ostacolano gli indirizzi programmatici, si assentano, ritardano i provvedimenti, contrastano l’azione amministrativa, agevolano situazioni o persone o ditte compiacenti non rispettando la generalità, la legalità, la totalità degli aventi diritto?
Oppure sono gli amministratori che uscendo dal seminato dei propri poteri cercano di forzare la mano con richieste non legittime, con adozione di atti privi di copertura o con gesti poco rispettosi o con sovrapposizioni indecorose o con richieste compiacenti di performance contrarie ai doveri d’ufficio e alla professionalità tecnica?
Gli amministratori esprimono indirizzi, i Dirigenti organizzano ed attuano!
Cosa allora sta accadendo, che cosa si nasconde dietro la rotazione?
Un mirato disegno di qualche o più assessori volto ad avere un dirigente più malleabile e compiacente nel proprio settore?
Oppure con fine strategia liberare qualche posto, per accontentare qualche amico e aumentare così la già precaria spesa pubblica sulle spalle dei cittadini?
Se vero è e fondato tutto ciò che è stato rappresentato dall’amico Giovanni Però, se sono veri i timori prospettati, non sarebbe forse il caso che anziché far ruotare i dirigenti ci fosse una rotazione di alcuni assessori? Delle due l’una: o sono inadeguati i dirigenti del Comune di Nardò, cosa assai improbabile quanto meno per la lunga esperienza sul campo, o cosa più probabile sono inadeguati alcuni assessori che a tutt’oggi non sono riusciti a dare una adeguata risposta politica.
Consegue, pertanto, dall’analisi fatta che sono questi ultimi che debbono effettivamente “ruotare” sperando, che, nel futuro riescano a dare quell’apporto politico che a tutt’oggi non sono riusciti ad apportare.
Infine, circa le perplessità, i timori, gli aspetti nebbiosi rappresentati dal Però, ci si augura prima di tutto che siano privi di fondamento e che ad ogni buon conto per il futuro l’azione politico-amministrativa sia più chiara e sotto gli occhi di tutti; in mancanza di tale invocata chiarezza, si spera comunque in un maggiore e pregnante controllo da parte degli organi a tal fine preposti.
Al Sindaco le opportune valutazioni del caso.
Il Consigliere
Salvatore Antonazzo