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La dirigenza comunale e le "nicchie" di potere

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NARDO' - Dopo tante voci soliste ecco la nota definitiva della segreteria Udc sulla questione che riguarda la rotazione dei dirigenti comunali.

 

La rotazione dei dirigenti, oggetto, nella municipalità neritina, ad onor del vero, più di accademica teorizzazione che di concreta applicazione, appare al momento oltre che opportuna, quanto mai doverosa. E se è vero che l'acqua stagnante col passare del tempo diventa putrida e maleodorante, è altrettanto vero che il principio della rotazione dei dirigenti comunali obbedisce alle stesse esigenze di limpidezza, trasparenza e incontaminatezza che attengono all’elemento più prezioso e indispensabile per la vita. Tutto ciò in linea con la vigente normativa sulla dirigenza pubblica che è prioritariamente finalizzata a garantire l’imparzialità e il buon andamento della Pubblica Amministrazione, così come esplicitamente previsto dal dettato costituzionale.

Le nicchie di potere, a volte congiunte ad arroganza operativa e a certezza d’impunità, sia che riguardino la sfera dirigenziale, sia che attengano agli organi di direzione politica, sono nocive agli interessi generali e alla gestione della cosiddetta Res Pubblica. Conseguentemente, l’eccessiva permanenza nello stesso incarico non è sempre foriera di accrescimento di competenza e professionalità ma può dar luogo, spesso, ad un reticolo di relazioni che pregiudicano la necessaria autonomia decisionale, e determinano indebite e pericolose invasioni di campo.

Su un concetto vorremo essere chiari. La rotazione non può non riguardare la totalità dei dirigenti, soprattutto nella fase di prima applicazione del provvedimento, sia perchénon vi sono nella fattispecie figli di un dio minore, sia perché la differenza verrà fatta annualmente dall’apposito nucleo di valutazione e dal sistema premiale o sanzionatorio previsto dal cosiddetto decreto “Brunetta”.

Non si può dunque non esortare il sindaco a passare dalle parole ai fatti, dagli annunci ai concreti provvedimenti, non solo per una questione di credibilità politica, e di rispetto

 

della dignità professionale di tutti gli interessati, ma anche per porre in essere l’auspicata ed attesa riorganizzazione degli uffici, il quarto punto in seno al condiviso programma del primo cittadino.

Detto provvedimento includerà certamente nuovi criteri di valutazione che tengano conto in maniera puntuale e dettagliata sia degli obiettivi prioritari, esplicitati nei piani esecutivi di gestione, sia dei risultati conseguiti in ogni singolo settore dirigenziale, sia infine del livello di soddisfazione dell’utenza. In ogni caso appare superfluo rammentare che gli assessori cambiano, anche per volontà degli elettori, mentre i dirigenti restano.