NARDO' - Servono tavoli tecnici e consultazioni popolari prima di fare un passo azzardato e più lungo della gamba.
Io sottoscritto Paolo Maccagnano, in qualità di Consigliere Comunale appartenente al Gruppo Consiliare Noi X Nardò
PREMESSO
- che con proposta di Deliberazione di Giunta Comunale n. 163 del 16/04/2012 l'Amministrazione Comunale di Nardò ha manifestato l'intenzione di realizzare una "piattaforma per il trattamento delle frazioni organiche. Impianto di compostaggio a F.O.R.S.U. più frazione verde con produzioni energetiche in loc. Pendinello";
- che la relazione generale allegata al progetto indica quale soggetto proponente il Comune di Nardò, e che nella premessa si legge: "il progetto nasce dall'esigenza di dotare il territorio neritino e salentino di un primo impianto pubblico di compostaggio ove far confluire i rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e dalla frazione verde";
- che, per quanto sopra, è intenzione dell'amministrazione inserire tale opera nel piano triennale delle opere pubbliche;
- che, invero, l'assessore ai LL.PP. Vincenzo Renna ha più volte pubblicamente affermato che la realizzazione di questo tipo di infrastrutture deve essere effettuata attraverso una sinergia tra pubblico e privato;
- che Lei sindaco, sembrerebbe aver dichiarato che, tra la quindicina di proposte avanzate all'amministrazione, quella a cui si intende dare corso apparirebbe la migliore;
- che come "lamentato" da più voci, molte delle quali interne alla stessa maggioranza, di questo progetto si è cominciato a discutere a preliminare già redatto;
- che la Regione Puglia, con riferimento al punto precedente, nella "guida pratica relativa alle soluzioni impiantistiche per il trattamento biologico dei rifiuti con produzione di compost" allegata alla delibera di Giunta Regionale 12 Luglio 2011 n. 1573, sottolinea come siano necessari "...una accurata scelta della localizzazione della stazione dell'impianto ed il coinvolgimento attivo delle popolazioni interessate, sia nelle fasi di progettazione, che durante la gestione dell'impianto...";
- che nella premessa della suddetta "guida pratica" della Regione Puglia, la lettera d) recita: "informare e costruire il consenso dell'opinione pubblica in relazione agli obiettivi preposti e alle garanzie di sicurezza fornite";
- che il coinvolgimento della popolazione residente in prossimità di loc. Pendinello, ma anche della vicina Marina di S. Isidoro, non è mai avvenuto, tanto che la gente è quasi completamente all'oscuro dei contenuti del progetto;
- che la localizzazione del sito in prossimità di una località turistica è sconsigliabile, oltre che dalla "logica" anche da numerose linea guida sull'argomento;
- che alla sezione 11 della relazione generale al progetto sono proposti i termini di coerenza delle scelte tecnologiche ed impiantistiche adottate, con le BAT (Best Available Tecnologies), e nella scheda relativa all'ubicazione dell'impianto, al punto due, si legge che: " Aree industriali dismesse o quelle destinate dalla pianificazione urbanistica agli insediamenti industriali costituiscono la collocazione più idonea per gli impianti";
- che il sito di Pendinello è interessato dal vincolo dei "coni di visuale" di 6 km di Portoselvaggio, e che le generiche motivazioni riportate nel progetto non sembrano poter superare tale vincolo, come pure gli altri vincoli presenti nell'area sono stati superati, a nostro avviso, abbastanza genericamente (ma sugli aspetti vincolistici ci riserviamo ulteriori approfondimenti);
CONSIDERATO
quanto sopra riportato
INTERROGA
la S.V. per sapere
- se tale impianto deve essere di natura esclusivamente pubblica o, come affermato dall'assessore Renna: "l'amministrazione comunale attraverso la partecipazione di questo progetto, intende espletare un'azione di orientamento e coordinamento, fondamentale nel sostenere efficacemente le scelte private, per attivare una percezione diffusa della valorizzazione sinergica dell'integrità ambientale ed ha la prerogativa di rendere i privati investitori consapevoli protagonisti di un processo economico e virtuoso...", lasciando intendere la natura pubblico - privatistica dell'opera; (si presume attraverso lo strumento del Project financing);
- se corrisponde al vero la circostanza che il sito di Pendinello è stato individuato perché "prontamente disponibile" rispetto ad un'area nella zona industriale sicuramente più idonea, in quanto vi sarebbe l'urgenza di approvare il progetto entro Settembre;
- se quanto sopra riportato dovesse corrispondere al vero, il perché di tale scadenza;
- se non sia il caso di prevedere le necessarie garanzie che l'impianto non venga in futuro potenziato o modificato/convertito;
- se non sia il caso, per tutto quanto sopra espresso, aprire dei tavoli tecnici e parallelamente consultazioni popolari per approfondire l'argomento.
- se dovesse corrispondere al vero la circostanza che il progetto preliminare di cui alla proposta di delibera di Giunta Comunale n. 164 del 16/04/2012 è stato "scelto" tra la quindicina di proposte pervenute all'amministrazione comunale, perché ufficialmente tale proposta progettuale reca la firma del Settore LL.PP. del Comune di Nardò?
- se non ritiene, vista l'importanza della presente interrogazione, rispondere nel termine di 10 giorni prescritto da leggi e regolamenti, visto che con precedenti interpellanze in forma scritta, ciò non si è verificato.
Paolo Maccagnano - Consigliere Comunale