NARDO' - Il Centro Studi ‘don Milani’ di Nardò, sollecita tutte le associazioni esistenti sul territorio neritino (quelle attive), a porre particolare attenzione a questa fase decisionale che vede coinvolto il nostro territorio in un futuro che sta mostrando il suo volto sempre più ambiguo e confuso.
Non aiuta di certo il silenzio amministrativo, né l’acclarata sensazione “di decidere di non decidere nulla, in tutti i campi”.
Riconosciamo, e sottolineeremo nel tempo, le enormi responsabilità che il comportamento ‘non sempre chiaro e lineare’ delle opposizioni, lascia ampio spazio di manovra a maggioranze che confermano giorno per giorno mancanza di strategia responsabile, assenza di progetto condiviso e di prospettiva da indicare per la Città.
L’assurda assenza di documenti ufficiali per una approfondita discussione e confronto nei partiti, nei movimenti e tra le “ associazioni attive” getta ombre sul divenire futuro della Città.
Mai come in questo momento la velocità degli accadimenti (forse anche premeditata), le varie proposte che circolano negli ambienti chiusi, pongono la popolazione nelle condizioni di accettare, perché imposte, scelte complesse che potrebbero compromettere l’intero paesaggio e la nostra realtà vocazionale di turismo culturale.
“Democrazia partecipata” si chiama; ed è quella azione rivolta a far conoscere e a far condividere le grandi scelte a tutti e non si ottiene certo per decreto o per delibera. Per questa il Centro Studi ‘don Milani’ si batterà sino alla noia e continuerà con impegno a proclamare l’unita di intenti delle diverse ‘voci’ della città. “Democrazia rappresentativa” è invece l’azione politico amministrativa riservata agli eletti, che possono decidere personalmente, senza dar conto agli elettori di nulla se non alla fine del mandato.
E’ proprio questa “Democrazia rappresentativa” che oggi è messa in discussione, causa prima del diffondersi dell’antipolitica, delle liste civiche, del marasma amministrativo esistente in Italia.
I cittadini sono stanchi delle continue contraddizioni proprio di quella “democrazia rappresentativa”, delle decisioni assunte senza confronto con la realtà, con i cittadini, dell’astrazione in cui vivono i rappresentanti, delle continue invasioni territoriali, delle sempre più frequenti azioni di potere personale a danno del territorio, a progetti che magari risultano essere a vantaggio di pochi e non dell’intera collettività. L’interesse generale da tempo, a noi sembra, stia cedendo il passo all’interesse particolare.
Siamo di fronte al dissolvimento generale dei partiti, al loro coma profondo, al percorso senza ritorno!
Eppure dei partiti abbiamo bisogno, per incanalare e rappresentare i temi del nostro vivere civile!
Per uscire da questo vicolo cieco, per rimettere in sesto i Partiti, rinnovati nello stimolo, nella coscienza, nello loro essenza, senza deviazioni di sorta, è urgente ricollegare, riconnettere la spina con la “democrazia partecipata”, con l’ascolto della gente in maniera continua e costante.
L’abuso della democrazia rappresentativa può essere corretto solo da una profonda metodologia di ascolto, di partecipazione e condivisione, come ha fatto il Centro Studi ‘don Milani’ in questi ultimi mesi a proposito di progetti importanti da realizzare sul nostro bellissimo territorio dotato di uno splendido paesaggio.
Preoccupati dalle vicende amministrative, da certe posizioni astensioniste invitiamo tutti al colloquio, all’esame pubblico delle istanze, a confronto aperto e nobile, a condividere o meno certe scelte.
Occorre perciò maggiore compattezza nell’indicare precisi obiettivi da raggiungere e dimostrare con azioni concrete la tutela e la salvaguardia ambientale attraverso risposte decise e condivise ad ‘attacchi’ giornalieri, specialmente quelli non discussi o partecipati alla collettività.
Per cui le diverse ‘voci’ che, come Centro Studi ‘don Milani’, abbiamo ultimamente riunito ed ascoltato, dovranno essere sempre pronte a non sottovalutare qualunque iniziativa politico amministrativa ed a promuovere nuovi studi, riflessioni e punti di vista unificanti per proporre anche alternative.
Occorre dunque trovarsi, incontrarsi, confrontarsi; tenere viva continuamente l’attenzione perché non si proceda ad altri errori madornali che possano mettere a rischio il nostro territorio, compromettendone il futuro. Tutti devono comprendere, se vogliono salvare la democrazia e ripristinare il vero senso del loro essere nella società dei Partiti, che “governo della città” è sinonimo di condivisione e partecipazione.
Ecco perché il Centro Studi ‘don Milani’ di Nardò sostiene e sosterrà il principio che la democrazia rappresentativa potrà riprendere la sua efficacia solo se si attua la “democrazia partecipata”!

