NARDO' - "Da operatore del Diritto, ma, innanzitutto, da semplice cittadino di Nardò, mi permetto di intervenire nella vicenda della paventata soppressione del nostro tribunale".
Per scongiurare il concreto pericolo che Nardò possa perdere anche la sede del Tribunale, non sono certo sufficienti una lettera del Sindaco e delle foto. E’ necessaria una delibera con cui il Consiglio comunale si pronunci, all’unanimità, contro la soppressione del Tribunale.
La delibera, inoltre, deve essere supportata da tutta la documentazione (determine del Dirigente del Settore Lavori Pubblici, delibere comunali, lettere del Ministero), attestante le ingenti somme già spese dallo Stato per realizzare la struttura, oltre ad una relazione, agevolmente reperibile dal personale preposto, con specificazione delle numerose cause e dei carichi pendenti presso il Tribunale.
Tutto ciò è necessario sia per scongiurare l’oramai imminente soppressione del Tribunale, sia per dotarsi di “armi giuridiche” indispensabili per affrontare l’inevitabile controversia legale contro lo Stato. Il Ministero, infatti, non può decidere di sopprimere il nostro Tribunale non motivando o, addirittura, ignorando la delibera, supportata dalla documentazione tecnica innanzi riferita.
In caso contrario, una decisione di tal fatta sarebbe affetta da evidenti vizi di legittimità da far valere innanzi all’Autorità giudiziaria amministrativa. E’ necessario, dunque, convocare immediatamente una seduta monotematica del consiglio comunale, far reperire dagli uffici comunali competenti la documentazione tecnica necessaria, adottare, al più presto, la delibera ed inviare il tutto al Ministero.
Altri Comuni, tipo Galatone, si sono già adoperati in tal senso, adottando apposite delibere. Noi che cosa stiamo aspettando?
Avv. Paolo Gaballo