NARDO' - Una nota musicale, una scheggia di preghiera, una piccola grande comunità in cammino!
Nella nostra cultura prevalgono, purtroppo, la ricerca e la constatazione del negativo, mentre intorno a noi si svolgono piccoli e grandi eventi di positività e agiscono persone singole o in gruppo di nobile testimonianza.
Una realtà, che non dovrebbe sfuggire alla nostra attenzione, è «La Cittadella dei ragazzi», sorta a Santa Caterina di Nardò nel 2006 su iniziativa di don Enzo Greco con la collaborazione di tanti amici, tra cui Mario Barbara e Marisa Caputo: nello spirito di san Giovanni Bosco si è costituito un oratorio, dove, accanto alla preghiera, si pongono i ragazzi nelle condizioni di esprimere le proprie capacità e di trovare le condizioni di crescita.
Una caratteristica, che si è mostrata vincente, è quella del coinvolgimento anche dei genitori degli stessi ragazzi in questo progetto di fede, di socializzazione e di specializzazione.
L’espressione prevalente e qualitativa è quella della musica, anche perché, sempre in riferimento a don Bosco, un oratorio senza musica è come se fosse senz’anima.
E non solo! Così come le singole note compongono l’armonia musicale, anche i singoli petali di fiori ricostruiscono la bellezza e la freschezza del creato da donare al Dio creatore.
Per questo nell’ambito delle iniziative sin dal 2002 si è realizzata l’«Infiorata» nel Giovedì Santo, ma, quest’anno, nel giorno del Corpus lungo il viale dell’abitazione di don Enzo,per accogliere, come tappa, Gesù Eucaristico durante il percorso della processione parrocchiale delle Cenate.
Un momento di intensa partecipazione e di efficacia singolare: l’infiorata, variopinta dai colori di stagione e musicata dalle raffigurate note musicali e musicate dai concertisti, è stata un tappeto leggiadro, sublime e mirato, nel suo percorso di bianco fiorito, diretto verso l’altare ove adorare Gesù Eucaristico. Il suo è un costante cammino attraverso le strade del mondo continua non per giudicare e condannare, ma per perdonare anche chi giudica, affiancarsi all’uomo che cerca, assumersi i peccati dei pentiti, lenire le sofferenze e asciugare le lacrime di ingiusti patimenti.
Il tappeto di fiori, solcato da don Tommaso con Gesù Eucaristico elevato e benedicente, al suono dei tamburi e, poi, di sacri brani musicali e allo scintillio di fiammelle, sembrava, in quella penombra piena di luce spirituale, per ogni partecipante un sentiero di grazia per le proprie coscienze e di grazie al Dio creatore, Padre buono e misericordioso.
A vivere e a far vivere questi momenti di intensa partecipazione è merito della «Cittadella dei ragazzi», con 101 soci tra ragazze, ragazzi e adulti, sempre fortemente animata da don Enzo ed, ora, presieduta da Ferruccio Pascali, che riesce a coniugare la sua professione di psicologo e l’impegno associativo, coadiuvato da altri amici, tra cui il vice presidente Cosimo Palano, generale in pensione.
Si può ormai ritenere che questa associazione è ben inserita soprattutto negli ambienti musicali sia come gruppo, che conquista continui riconoscimenti e consensi dove si esibisce, sia come singoli orchestrali: Marco Margarito, che si è esibito presso l’ambasciata italiana a Tirana e a Marsiglia con l’orchestra giovanile del Conservatorio di Lecce; Marco Rolli, che ha conseguito il primo premio nel maggio scorso nel concorso del comune di Scorrano e con il terzo premio nel comune di Acquatica dopo altri due componenti della «Cittadella» Caterina Merenda con il primo e Chiara Marsala con il secondo premio. Ed inoltre la stessa Caterina Merenda e Simone Trifoglio si sono classificati ai primi posti in concorsi internazionali svoltisi a Lecce.
Gli allievi, che dal numero di 12 iniziali sono diventati 39, sono seguiti da 7 professori, con la presenza del maestro Giovanni Greco, mentre continuano a studiare, affermandosi con ottimi risultati presso il Conservatorio di Lecce, come è avvenuto per Marco Margartito e Gabriele Ciarfera.
Per Nardò è un fiore all’occhiello, che, anche attraverso la iniziativa dei «Presepi viventi», suscita valori umani essenziali, lega alla propria fede, socializza e impegna i giovani, ricevendo consenso e segnando tappe importanti con il lasciare la propria impronta in tutte le circostanze.
Ed è avvenuto nei momenti significativi del primo concerto nel 2005 per l’intima emozione; nel concerto nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei per la profonda devozione; in quelli tenuti alla presenza del papa Benedetto XVI nel gennaio 2008 in Vaticano per la somma importanza della persona e del luogo, e l’altro, nello stesso anno, alla presenza del vescovo Antonio Rosario Mennonna a Muro Lucano per commosso affetto filiale.
Tuttavia ritengo che il loro momento più forte si concretizza attraverso la leale e serena condivisione, la sperimentata crescita, il proficuo impegno del loro tempo libero, la preghiera corale a Dio, che spesso si accompagna alle straordinarie note musicali della loro bravura.
Il nostro momento, che assorbiamo sia dalla limpidezza professionale e dalla serietà di questi ragazzi sia dall’impegno di don Enzo e dei suoi collaboratori, non trova idonea dimensione verbale per racchiudere tutta la nostra gratitudine come cristiani e come componenti della comunità civica, che credono nella necessità della presenza di forti testimoni di valori concreti, come avviene nell’ambito della «Cittadella dei ragazzi».