NARDO' - Ironica e gustosa, ma anche profonda, ecco la cronaca di un Consiglio comunale "al fresco" ma senza i pubblicizzati "soffiatori sul collo".
Venerdì scorso ho assistito alla seduta del Consiglio Comunale di Nardò. Si è parlato di IMU e del Consorzio di Bonifica di Arneo, tra i vari argomenti.
Anche se la politica m’interessa poco, questa faccenda dell’IMU mi ha appassionato da subito, sin dalla sua introduzione.
Non me ne vorrà il sindaco Marcello Risi , che oltre ad essermi simpatico è anche l’unico primo cittadino di Nardò, dopo Franco Antico, a degnarmi di un saluto e di una stretta di mano, anche se non appartengo né sono appartenuto a nessuna “parrocchia”.
Non me ne vorrà se, nonostante mi fossi preparato all’appuntamento con il Consiglio Comunale per essere adeguato al livello del dibattito assembleare, alla fine delle circa due ore di presenza in aula molti miei dubbi sono rimasti insoddisfatti.
Premetto che in aula , tra il pubblico, ero quasi da solo. E’ vero che la tecnologia permette ai cittadini di seguire le vicende del Consiglio Comunale anche via internet, ma degli ansimanti “soffiatori sul collo”, così auto battezzatisi in campagna elettorale, non si è vista nemmeno l’ombra, tanto per intenderci.
Sull’Imu la questione riguardava la riduzione delle aliquote di base previste dal Ministero. L’opposizione presente in aula ha proposto delle modifiche migliorative per i contribuenti su terreni agricoli , abitazione principale e immobili posseduti da titolari di mutui casa. La maggioranza, nel vocìo generale, ha ribadito l’impossibilità di una riduzione delle aliquote prima del 30 settembre, data ultima per l’emanazione del regolamento comunale sull’Imu. Quindi l’amministrazione comunale, per bocca del sindaco, ha annunciato l’adozione di condizioni di favore per gli anziani che risiedono in case di cura e per i residenti all’estero: entrambe le categorie saranno assoggettate al prelievo sulla prima casa con l’aliquota del 4 per mille, anche se non vi risiedono o dimorano abitualmente. In tal senso a detta di alcuni consiglieri problemi potrebbero sorgere per coloro che hanno versato l’acconto con aliquota piena, in assenza di regolamento comunale. In realtà, secondo le legge nazionale sull’Imu, sembra evidente che per il primo acconto fosse obbligatorio il rispetto delle aliquote standard, senza possibilità di riduzioni.
Quando la parola è passata al sindaco, per giustificare l’impossibilità di una riduzione delle aliquote standard, si è riascoltata una vecchia tiritera: il Comune riceverà meno trasferimenti statali nel corso del 2012 per un ammontare di un milione e mezzo di euro che difficilmente saranno coperti dalle maggiori entrate derivanti dall’Imu. Difficilmente. Nessun riferimento numerico alla stima di gettito Imu effettuata dal Ministero sulla cui base sono stati calcolati i minori trasferimenti. Nessuna richiesta in tal senso da parte dell’opposizione. Nessuna dichiarazione sulla stima delle possibili entrate derivanti dall’Imu. Nessuna voglia di spiegare cosa siano il fondo di riequilibrio e le misure compensative. Nessuna voglia di uscire dalle secche delle parole e dei refrain per cercare , ove possibile, di restare sui fatti. Cosa succederà se le entrate saranno maggiori delle stime? E’ vero che i cittadini non sono fiscalisti e chiedono un linguaggio semplice, e pochi fronzoli. Ma i conti se li sanno fare, e qualche numero potrebbe soddisfarli molto più di tante belle parole e di altrettanto, spesso inutili, dibattiti.
La prossima volta che vorrò riassaporare il clima dell’Aula Consiliare mi farà piacere ritornarci, anche se un amico consigliere comunale mi ha suggerito caldamente (per il mio benessere, credo) di evitarmi queste incursioni.
Devo dire però che a Palazzo Personè i climatizzatori funzionano ottimamente.
Non c’è proprio motivo di stare freschi altrove.
Marco Barrotta