PDM - Se Atene piange Sparta non ride. Chiude a breve anche l'Agenzia delle entrate di Gallipoli. Il dissolvimento dei servizi al cittadino è sotto gli occhi di tutti. La casta dei politici e dei boiardi di Stato pur di mantenere intatto il proprio bouquet di costosi privilegi e garanzie non esita a tagliare lì dove non dovrebbe: i servizi pubblici. Sanità, enti territoriali, giustizia, previdenza: siamo solo all'inizio di una spirale che, togliendo servizi ai cittadini e rendendoli "camminatori", li obbligherà a sottomettersi ed entrare nell'anticamera della politica clientelare, quella fatta da faccendieri e pseudo agenzie di servizi che altro non saranno che convogliatori di voti. Togliere un servizio pubblico o impoverirlo significa rendere schiavi i cittadini. Questo non potrà durare a lungo, la pentola sta per esplodere.
Il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, pubblica un decreto col quale si incomincia il carosello di chiusura degli uffici territoriali. Per ora chiuderanno alcune agenzie del settentrione, poi si passerà anche alla Puglia con Gallipoli e Lucera.
"Razionalizzare l’impiego del personale in funzione della effettiva richiesta di servizi da parte dell’utenza e di economizzare i costi di gestione, prevedendo la chiusura degli uffici con carichi di lavoro esegui per i quali non si giustificano gli oneri connessi al loro funzionamento. La soppressione degli uffici permetterà un consistente risparmio annuo sui costi di gestione" è la motivazione come, ormai, sta capitando sempre più spesso di leggere.
La logica è: prendo la gente e, finché non va in pensione, la butto dentro un unico ufficio zonale, magari a Lecce, così risparmio almeno sugli immobili e sui costi di gestione degli stessi. In molti casi, è successo nel pubblico negli anni scorsi, ministeri ed enti hanno "venduto" immobili di proprietà per poi riprenderseli in affitto. Una logica illogica che va in controtendenza rispetto a qualsiasi forma di risparmio reale. Oggi comprendiamo il perché di questi atti: è partito lo smantellamento di tutto ciò che ha un costo ma che rende un servizio mentre gli sprechi veri restano occultati nei migliaia di consigli di amministrazione e società controllate dai ministeri che costano miliardi di euro solo in consigli d'amministrazione a apparati di funzionamento. Ma vuoi mettere non dover fare un concorso pubblico per fare le assunzioni? E' la politica deteriore che ci sguazza fino ai capelli.