NARDO' - L'imprenditore gli consegnava i soldi per pagare le tasse ma lui non l'avrebbe mai fatto. Così si è andati avanti per anni. Un sistema già visto un po' ovunque, anche a Nardò. A rivelare il "buco" di 300mila euro una richiesta dell'imprenditore all'Agenzia delle Entrate.
Avrebbe intascato il denaro dell’azienda con il pretesto di pagare tasse e contributi. È questa l’accusa che ha fatto finire sotto processo un commercialista di 41 anni, L.F., nato a Fasano ma residente a Lecce.
Ieri si è aperto il giudizio davanti al giudice del Tribunale monocratico Fabrizio Malagnino, con l'accusa di truffa aggravata e continuata dopo la denuncia presentata da Antonio Mazzeo, amministratore della ditta «Family Transort » di Nardò, dove il professionista si occupava della contabilità.
L'uomo si sarebbe fatto consegnare il denaro da Mazzeo sostenendo di aver anticipato le spese per il pagamento di tasse e contributi, e portando all’incasso titoli di credito per un ammontare complessivo di circa 311mila euro. Mazzeo si accorse della presunta truffa solo dopo aver chiesto un resoconto all’agenzia delle Entrate, dove risultava che i pagamenti erano stati eseguiti solo in parte.
In particolare, nel 2003 risultavano versati solo 1.278 euro a fronte di una tassa di 11.348; 12.997 a fronte di 49.461 per il 2004; 18.540 a fronte di 128.720 per il 2005; 24.291 a fronte di 105.400 per il 2006; 2.253 a fronte di 13.232 per il 2007, e 3.120 per il 2008.
Nel corso delle indagini, svolte su delega del pm dai militari della Guardia di finanza della compagnia di Lecce, gli investigatori effettuarono un blitz nello studio professionale del commercialista e nell’azienda neretina, alla ricerca di documenti che potessero provare la presunta truffa.
In quella circostanza, i militari sequestrarono però solo alcuni timbri ed altro materiale cartaceo. Nel corso dell’udienza di ieri Mazzeo si è costituito parte civile con l’avvocato Franco Orlando, avanzando una richiesta di risarcimento del danno pari a 500mila euro. L’imputato è difeso dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto e Silvio Caroli. La prossima udienza è fissata per il prossimo 10 gennaio.