NARDO' - Siamo alle solite poco approfondite motivazioni che spingono l’Amministrazione comunale ad utilizzare determinati atti contro l’Associazione “Amici del Museo di Porta falsa” . Tutto ciò mi sembra, da parte delle varie amministrazioni, un voler imporre una vera e propria continua peregrinazione a Paolo Zacchino e ai suoi amici.
Non riesco a capire il perché di tali determinazioni fatte di sfratti continui.
Negli anni ottanta, al culmine dell’attività di ricerca e di raccolta, di catalogazione non scientifica, di conservazione degli attrezzi della civiltà contadina, che sono un pezzo della nostra storia, del nostro cuore, di cultura del passato, che ci ha consentito di raggiungere i traguardi attuali, fu concesso dall’Amministrazione Però, all’associazione presieduta da Paolo Zacchino, l’intero stabile della Masseria Boncuri.
Era una scelta politica e una operazione lungimirante volta a salvaguardare la memoria storica dei nostri avi, gli attrezzi agricoli del passato ma anche a costituire attraverso catalogazione scientifica una realtà valida per creare in Nardò un “Museo vero e proprio” di civiltà contadina.
Evidentemente le Amministrazioni successive non hanno creduto nell’operazione di salvaguardia della cultura contadina neritina e anziché aiutare l’associazione nel raggiungere le finalità proposte hanno emesso sfratti continui e assegnazioni provvisorie, costringendo l’operoso Paolo Zacchino a divenire uno “zingaro” itinerante nel territorio neritino.
Le peripezie si sono succedute da Boncuri, sede all’epoca definitiva, ai locali di via S. Giovanni, ai locali della Scuola agraria, al Torrione del Castello ed ora.....non si sa dove.
Non c’è pace...il calvario continua!
In sostituzione del Museo che cosa è avvenuto? Lo sfratto a cosa è servito?
La Masseria Boncuri è stata affidata prima all’associazione “Narconon”, subito scomparsa, successivamente occupata dagli accampamenti abusivi dei lavoratori immigrati, poi dalle tendopoli messe a disposizione dal Comune e ora qualcuno lo vuole adibire a “Centro di accoglienza”....... non si sa bene di chi!
Il salone delle Suore di via S. Giovanni è ritornato ad uso esclusivo delle stesse.
La Scuola agraria, malgrado l’assegnazione, era e resta inagibile.
Il Torrione, pezzo prestigioso del Castello, da sede espositiva artistica diventerà Centro dei servizi previsto nell'ambito del Progetto "Tour. Grate 2".
Ulteriore colpo al cuore, ulteriore peregrinazione per la Città, ulteriore angoscia per Paolo e i suoi amici, ulteriore non scelta per il Museo!
L’Associazione presieduta da Paolo Zacchino non merita tutto questo!
E’ un uomo che si è speso tanto per Nardò, volitivo, puntuale, generoso, tenace , testardo, sensibile all’epopea del passato, scopritore di tanti talenti popolari.
Attorno al suo modo di operare molti cittadini si sono ritrovati: da poeti dialettali a illustri canzonieri, da scopritori e indagatori del passato a fotografi e artisti vari.
E’ riuscito a rappresentare scorci di vita paesana in molte località esterne a Nardò creando entusiasmo, turismo, voglia di conoscere, identità fra i neretini sparsi nel mondo. Ha mietuto successi, ha intessuto amicizie feconde, ha diffuso il nome della città ovunque gli è stato possibile.
Un vecchio detto latino afferma, “nemo profeta in patria”, per cui il nostro Paolo è costretto a non avere i giusti meriti e riconoscimenti che gli sono dovuti.
Il punto della domanda è : si vuole o no il Museodella Civiltà Contadina?
L’amministrazione comunale vuole o no, intervenendo con propri mezzi, che il Museo diventi veramente tale e quindi attrattivo per Nardò?
Nella risposta a questi interrogativi si può capire quale sia l’attenzione dell’amministrazione verso questa realtà e quali atti intende assumere per una definitiva stabile collocazione.
Il patrimonio comunale è enorme, occorre solo decidere e definire una volta per sempre.
Illudere, rinviare, sfrattare continuamente, aspettare non fa parte della buona politica ma .....dell’antipolitica, del malcostume, del mal governo.
Ad mayora!
Giovanni Però