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Nove neritini d'assalto sulle Dolomiti. Con *SUPERFOTO*

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NARDO'/DOLOMITI - In allegato una "breve" recensione sulla Maratona delle Dolomiti alla quale hanno partecipato nove neritini. Ecco la cronaca, ricca anche di particolari che hanno un significato importante per gli appassionati di ciclismo ma soprattutto  per chi ancora non conosce questa disciplina sportiva. Nel Salento sono ormai migliaia gli appassionati del settore e noi a Nardò abbiamo una numerosa comunità di ciclisti. Sarebbe una bella iniziativa poter leggere sui pettorali, la prossima volta, "Città di Nardò".

 

dolomiti

MARATONA DLES DOLOMITES

Il sogno dei nove neritini amanti della bici

Nove neritini doc “salpano” alla volta delle Dolomiti per partecipare all’evento ciclistico più importante dopo il giro d’Italia.

Appena rientrati dalla maratona regina delle granfondo, e dopo aver recuperato le forze, i nove Neritini solo ora meditano sull’ardua impresa portata a termine. La corsa in bici riservata ai non professionisti che non è solo una semplice competizione agonistica ma anche contatto umano e arricchimento culturale, come usa definirla Michil Costa presidente del comitato di organizzazione.

E così la “squadra” capitanata da Walter Greco, sportivo da sempre e uomo d’Arte, ha portato i colori neritini sulle dolomiti. La ASD Team di Nardò composta da Giovanni Dell’Anna, Luigi Rizzo, Salvatore Paglialunga, Maurizio Paladino, Salvatore Manca, Walter Greco, Francesco Muci, Roberto Margiotta, Antonio De Pace, (in ordine anagrafico) ha iniziato e completato i percorsi che coinvolgono ben sette passi alpini, un’impresa degna del giro d’Italia. Tratti impossibili da affrontare per chi è abituato alle pianure del Salento, percorsi che includono 11 km di salita e 3000 mt di dislivello, improponibile per chiunque ma non per chi oltre ad aver preparato l’evento con un duro allenamento, ha anche determinazione, passione e voglia di vincere.

La Maratona delle Dolomiti ha visto la sua prima edizione nel 1987 con appena 166 partecipanti. Oggi, giunta alla sua 26^ edizione è l’evento ciclistico più sentito dopo il Giro d’Italia. Oltre trenta mila le domande di adesione giunte da ben 75 Nazioni diverse per partecipare ad una sfida sportiva molto faticosa, dura ma immersa nello scenario dei passi dolomitici del Pordoi, Sella, Campolongo, Falzarego, Gardena, Valporola, Giau, tutti rigorosamente chiusi al traffico. Un serpentone che si snoda attraverso uno dei territori più belli al mondo e patrimonio dell’umanità.

Da trentamila richiedenti però solo 9224 ciclisti di 45 Nazioni diverse sono stati ammessi alla singolare maratona. Meno di un terzo perché tali sono le capacità logistiche di gestione dell’evento, anche in termini di sicurezza.

L’Italia ha avuto il maggior numero di partecipanti, ben 4791, seguita da Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna. Le donne partecipanti sono state 861 mentre si contavano anche ciclisti provenienti da Malesia, India, Russia, Brasile, Sud Africa, Nuova Zelanda e Argentina.Partenza alle 6,30 da La Villa. Perfetto il connubio tra uomo e natura; l’aria è fresca, ideale per la partenza, la temperatura è di 17°C e tra i ciclisti neritini si respira l’ansia da prestazione per la loro prima volta sulle Dolomiti e forse perché avvertono anche il peso della Comunità Neritina che si sentono di dover rappresentare al meglio delle loro possibilità.

Immersi nella natura volano tra le vette e le valli delle fantastiche montagne avvolte da un silenzio surreale interrotto solo dal respiro affannoso e dalla pedalata dei concorrenti, una sensazione ed una emozione unica nel suo genere e difficile da dimenticare.

La Maratona però non è solo agonismo ma è anche promozione e finanziamento di temi sociali e progetti di solidarietà per le popolazioni meno fortunate.

Il tema sociale di questa edizione è stato il “sorriso” ed il perché lo capiamo dalle parole del presidente del comitato di organizzazione, Michil Costa: “La vita insegna a sorridere alla primavera. Sorrido quando sogno i novemila su per i passi con le loro biciclette, sudati e colorati, stremati ma felici. Sorrido all’amore (e chi non lo farebbe?) e sorrido all’armonia. Sorrido leggendo una poesia di Emily Dickinson, sorrido quando ascolto Frank Zappa.

E sorrido anche perché, con le nostre azioni, forse siamo riusciti a sensibilizzare parte dei nostri ospiti, i nostri concorrenti, i nostri sostenitori, chi segue la nostra gara sui media e sogna di prendervi parte, in un ambiente davvero incontaminato. Sorridiamo perché il raggiungimento delle emissioni compensate non è un sogno, si può fare. Sorridiamo perché ci crediamo, perché il pianeta a disposizione è uno, uno solo.

Ma, soprattutto, sorrido agli scorbutici, a quelli che portano una maschera funesta. Un sorriso ce l’hanno anche loro, magari nascosto.Chi sa sorridere – scriveva William Shakespeare - è maestro della sua anima. Sorridere non ha controindicazioni”.

Mentre per la solidarietà, una parte del ricavato frutto delle quote di iscrizione e degli sponsor, sarà devoluta alla ASSISPORT Alto Adige che sostiene i talenti sportivi che non sono in grado di finanziarsi, e all’Associazione Onlus/ONG “Insieme si può” il cui progetto principale quest’anno si chiama “sostegno scolastico” e sarà attivato ad Agoè-Lomè in Togo.

Giovanni, Luigi, Salvatore, Maurizio, Salvatore, Walter, Francesco, Roberto, Antonio, fantastica impresa!