Privacy

Sulla pelle dei poveri cristi. Di Rina Calignano

Stampa

NARDO' - Ogni tanto, tra le tante e grette stupidaggini dei leghisti di casa nostra, c'è qualcosa che val la pena di leggere e divulgare: "Non potevamo continuare a tacere perchè qui, continuando a menare il can per l'aia, si sta pericolosamente giocando sulla pelle dei poveri cristi. Non si tratta di sciocco pietismo, ma di autentico rispetto delle persone che non possiamo lasciare vivere in condizioni disumane. I tatticismi, i tentennamenti, gli stop and go, quando di mezzo c'è la vita di persone in carne ed ossa, non sono tollerabili. Il tempo che passa invano, purtroppo, non gioca a favore dei migranti. E' sempre così:"dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur".

 

Non c’è pace per i migranti stagionali tra gli ulivi di Boncuri. Dopo i vari tavoli tecnici nei quali sostanzialmente abbiamo assistito alla strategia del rimpallo che ha lasciato insoluto il problema della sistemazione dei lavoratori stagionali e dopo aver capito che i soldi invece ci sono per affrontarlo, è risultato di tutta evidenza che l’amministrazione comunale di Nardò nicchia a darvi soluzione.

Il ridotto numero dei migranti (circa 250) rispetto allo scorso anno non giustifica affatto il girare la testa dall’altra parte. 250 persone abbandonate a se stesse e senza alcun controllo: questo sì crea notevoli problemi di sicurezza e igienico-sanitari che solo una vista molto corta, intrisa di un certo ideologismo destrorso, non riesce a vedere e che noi di Costruire Insieme non possiamo non condannare.

Una civile e umana accoglienza di queste persone nella già sperimentata masseria Boncuri (ne vantavamo il modello da esportare solo lo scorso anno!) per consentire loro di usufruire delle minime condizioni di sopravvivenza (un tetto per dormire, acqua per lavarsi, bagni chimici e visite mediche insieme a controlli giornalieri delle forze dell’ordine) avrebbe reso un doveroso servizio non solo a queste persone, ma a tutta la comunità neritina perché l’avrebbe resa più sicura.

Credono di tutelare meglio l’ordine pubblico quanti, con ruoli istituzionali, se ne stanno lavando le mani, permettendo così che le campagne diventino latrine a cielo aperto, mentre gli stessi migranti, sbandati, senza aiuti e senza controlli, esasperati per i tanti disagi, potrebbero malauguratamente intraprendere azioni pericolose?

L’amministrazione alla fine dovrebbe solo assumersi il compito di coordinare gli interventi delle varie associazioni di volontariato pronte a intervenire e garantire l’allestimento dei servizi minimi con somme regionali certe (70.000 euro).

Nelle riunioni del 3 e 4 luglio tra le associazioni, il vice-sindaco e l’assessore addetto, si era aperto uno spiraglio possibilista, che poi è tramontato, mentre il Sindaco si esercita a giocare a rimpiattino e appare sempre più ostaggio di personaggi in cerca d’autore.

E come la mettiamo con il rispetto della dignità inviolabile della persona, che è potatrice di sacrosanti diritti, quella dignità che produce rispetto ed eguaglianza e che si coniuga inscindibilmente con la libertà, quel rispetto della dignità della persona che in tutta questa vicenda non si è visto?

Costruire Insieme non ci sta e, insieme alle altre associazioni sensibili al problema, è pronta a dare il suo contributo come in passato, anche se si tratta di una goccia nel mare, consapevole che un’amministrazione che volta le spalle a migranti in stato di bisogno sconta una arretratezza culturale spaventosa.

Costruire Insieme (Rina Calignano)