NARDO' - Gli accadimenti di questi giorni nel settore della sanità pugliese, con il piano di riordino ospedaliero attuato dalla Giunta regionale, prova, ancora una volta, l’esorbitante contraddizione della politica portata avanti dal Presidente Nichi Vendola, che non esita sostenere un piano di riordino poco oculato, per non dire scellerato, contro il quale l’opposizione in consiglio regionale, l’opposizione e la maggioranza delle province e dei comuni depauperati dei propri siti di cura, ma anche tutti gli operatori della sanità, dirigenti sanitari, medici, e soprattutto i cittadini stanno alzando la propria voce, fino ad ora inascoltati.
E’ doveroso ricordare che Vendola usò, nella sua campagna elettorale, come cavallo di battaglia, proprio i tagli alla sanità previsti dal suo predecessore, - non esente da colpe - per lanciarsi in una svenevole e, già allora, poco credibile, campagna a favore degli ospedali e dei diritti del malato, senza contare gli impegni presi con i cittadini di Nardò nel tempo, a beneficio dei suoi referenti politici (PD SEL ecc ecc ) da questi ultimi invero ci si sarebbe aspettato non una latitanza ma una presa di posizione netta sulla chiusura dell’ospedale di Nardò, culminata con una bozza di protocollo d’intesa riguardante la riconversione del plesso ospedaliero.
Insomma, i sovrani della politica fanno di tutto per mettere in difficoltà gli onesti contribuenti-cittadini, e di questo non siamo certamente soddisfatti. Tuttavia, che nessuno lo dimentichi, il Sovrano di questo Paese (che, per chi non se lo ricordasse, è sempre il Popolo), ha voglia di vedere ristabiliti i suoi diritti a cominciare da quello alla salute, chiarendo che, il sovrano non è sopra la legge ma è la legge sopra la testa del sovrano, “ Legibus solutus”. L’immobilismo politico degli ultimi anni, ha proposto esattamente la “soluzione” che ha portato altre realtà al disastro: privatizzazioni, licenziamenti, tagli alla spesa sociale e politiche economiche restrittive. Quella che stiamo vivendo è una crisi grave e sconcertante, la mancanza totale nell’investire nell’elemento più importante della società il cittadino. Nuove aziende, sviluppo, ricerca, meno burocrazie in poche parole portare avanti le idee che si trasformano in occupazione, maggior denaro che circola, nuove famiglie, aumento dei salari e sviluppo.
Promuovere l'innovazione all'interno delle imprese e gli investimenti nelle risorse umane con l'obiettivo di creare una società della conoscenza. La priorità viene data alla formazione permanente e agli incentivi per la ricerca e lo sviluppo. Investire nei giovani è fondamentale per la strategia di occupazione e di crescita.
Per tornare alle vicende nostrali, si legge sul quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 12.07.2012 che titola: “Equilibri Politici” – Sel e maggioranza: rottura all’orizzonte? Sul tema Boncuri.
Rifletteva il nostro illustre Direttore Valerio, sulla portella neritina: “Tu non lasciare me ospedale, io non dare te masseria. La maggioranza di Palazzo Personé torna alla logica del baratto e reagisce con metodi primitivi alla brutalità della giunta regionale che salva o butta giù gli ospedali come se fossero birilli.
E' l'insorgere di un braccio di ferro che, per alcuni aspetti, è considerato da molti politici neritini l'unico modo per far capire a Vendola che alle prove di forza si deve reagire con una forza uguale e contraria”.
Di conseguenza, la annunciata – perché – clamorosa rottura tra Sel e il resto della maggioranza, causa la mancata riapertura del centro di accoglienza di Boncuri, (sul quale si sarebbe dovuto fare quantomeno una rendicontazione delle risorse spese l’hanno scorso per capire come affrontare quello successivo), e su altri temi tecnici e ambientali, che potrebbe essere ufficializzata nel corso del consiglio comunale del 13.07.2012, con l’assessore Vincenzo Renna, riferimento in Giunta di Sel, che potrebbe annunciare la “sua” decisione di farsi da parte, mentre il partito, rappresentato dalla consigliera Coppola, garantirebbe l’appoggio esterno alla maggioranza. In parole povere, il “sovrano” ritira le sue truppe se non si riapre Boncuri? E’ questo un capriccio o un serio bisogno? Quello che è certo è che la visione dell’attuale situazione sul tema “Boncuri” non basta, è necessaria una visione etica e genuinamente politica.
Come risponderà il sindaco Risi?Forsein chiave D’Annunziana habere non haberi, ossia una completa indipendenza da tutto e da tutti in nome di sé e delle proprie idee. Se così fosse il Sindaco avrebbe tutti i suoi consiglieri al suo fianco ad appoggiarlo, anche perché la si leggerebbe in duplice chiave, la prima come una posizione netta – finalmente - nei confronti del “sovrano” e la seconda, sfaterebbe definitivamente il tormentone dell’estate neritino e dei tanti politici pro-contro con la margherita in mano: “Onorevole Risi o Onorevole Sindaco”?
Il Consigliere
Salvatore Antonazzo