NARDO' - Referendum contro gli stipendi d’oro della casta. Tutta una bufala?
Qual è la notizia più interessante? Che anche a Nardò è possibile firmare la proposta di referendum abrogativo dell’art. 2 della legge 1261/65 riguardante la diaria percepita dai parlamentari italiani a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. O che l’iniziativa intrapresa da Unione Popolare ( partito originariamente associato all’UDC ) e dal suo segretario, Maria Di Prato, già democristiana e poi UDC che nel 2010, insieme ad altri colleghi e parlamentari, fuoriesce dall'UDC per creare Unione Popolare fermamente convinta della necessità di un partito di centro che guardi con interesse al centro-destra, possa essere solo una bufala portata avanti in vista delle prossime elezioni politiche?
La questione è semplice.
Al di là del merito del quesito referendario (condivisibilissimo), ai sensi, però, dell’art. 31 della L. 352-1970, non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime; inoltre, ai sensi dell’art. 32 della medesima legge, le richieste di referendum devono essere depositate dal 1 gennaio al 30 settembre di ciascun anno. Essendo ormai decorso il termine del 30 settembre del 2011, ed essendo il 2012 l’anno che precede la scadenza della Legislatura in corso, ne consegue che (salvo il caso di elezioni anticipate nel corso del 2012) la proposizione (o meglio, il deposito delle firme raccolte) di uno o più referendum sarà possibile solo a partire dal 2014.
A questa contestazione, la coordinatrice nazionale Di Prato ha risposto:“infatti le firme le consegneremo a gennaio 2013″. Quando le si è fatto notare, però, che “la legge non consente che vengano consegnate a più di 3 mesi dall’apposizione dei timbri sui moduli delle firme” (avvenuta ad aprile) non ha risposto, o meglio, ha detto che i loro “costituzionalisti” hanno idee divergenti sul punto. Infine, quando le è stato chiesto se queste persone definite “costituzionalisti” che credono che 3 mesi vada interpretato nel senso di 9 mesi hanno magari un nome, e se possono citare alcuni precedenti a loro sostegno, da qui in poi nessuna risposta.
Il rischio, dunque, è che la raccolta di queste firme possa portare a un nulla di fatto. I tempi tecnici sono scanditi dalla legge 352/70; essa prevede che “la richiesta della consultazione deve provenire da cinquecento elettori – la cui sottoscrizione deve essere raccolta e depositata in un arco di tempo non superiore a tre mesi dal momento in cui il comitato di promotori, costituito da non meno di dieci cittadini elettori, ha annunciato ufficialmente l’iniziativa della richiesta secondo le modalità previste dalla legge – e deve essere depositato nella cancelleria dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione entro il 30 settembre di ciascun anno anteriore alla scadenza delle Camere – anno inteso non come anno solare, ma come 365 giorni – e nei sei mesi successivi alle relative elezioni.” (Mazziotti Di Celso, Manuale di diritto costituzionale).
La poca chiarezza dei promotori e la mancanza di risposte ai dubbi mossi da tanti cittadini circa l’effettiva correttezza delle procedure adottate per l’approvazione del referendum alimenta le polemiche, che inducono molti a diffidare da Unione Popolare e da tutti coloro che stanno organizzando, a Nardò come in tutta Italia, la raccolta firme in questione.
Dal canto nostro, pur consci del possibile fallimento dell’iniziativa referendaria, riconosciamo che la partecipazione a tale raccolta di firme dimostrerebbe alla “casta” che in Italia esiste una “cittadinanza attiva” pronta a reagire alle ingiustizie e ai soprusi auspicandoci, però, che l'iniziativa non voglia, per quanto sopra, essere mero strumento demagogico e facile tentativo di "acchiappare" consenso in maniera un po' subdola da parte di vecchi politici dei partiti che vogliono ricrearsi una verginità utilizzando l'insofferenza popolare per avere visibilità e risonanza mediatica all'approssimarsi delle elezioni....i politici della vecchia scuola, che sarebbe meglio che rimanessero (o andassero) a casa....
Non riusciamo, difatti, a spiegarci perché spingere tanto per terminare la raccolta di firme (il termine scade in questo mese, luglio 2012), senza dire che le firme non potrebbero essere depositate prima del 2014…Sarebbe inoltre interessante sapere dai promotori, in caso di raggiungimento del quorum, cosa farebbero dei rimborsi referendari (€ 0,52 per votante con un massimo di circa 2,5 milioni di Euro)...
Avvocatideiconsumatori Nardò
I Responsabili
(Moira EPIFANI e Monica RAHO)