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L'accoglienza non è una opzione. Del Centro studi Don Milani

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NARDO' - Mai come in questo momento sentiamo forte il rammarico di essere una Comunità che non riesce a far fronte a questa emergenza stagionale di ritorno che vede uomini, nostri fratelli, lasciati ai margini della nostra città.

Costretti e isolati nel più completo disagevole abbandono, si trovano ora in situazioni abitative ed igieniche precarie e umanamente insufficienti, proprio in questi giorni di maggior caldo, per questa terra.

Sempre più opaca e non più splendente la Medaglia d’oro al valore civile per l’accoglienza che fino a poco tempo fa ha inorgoglito il nostro gonfalone. Va mantenuta brillante con azioni concrete per il nostro prossimo o per chi spera di migliorare la sua vita iniziando il suo cammino con noi.

Le evidenti intempestive e fallaci strategie, adottate dai vari Enti, conseguenti a confusionari regolamenti e a mancanza di programmi, in appoggio a queste popolazioni con la prospettiva di illusori circuiti lavorativi e di benessere, non fanno altro che deprimere la nostra coscienza civile e/o fomentare l’attrito sociale.

E’ triste constatare che ancora una volta ci siamo addormentati lasciando il Cristo, a pochi metri da noi, soffrire solo! E ancora tra gli ulivi si ripete l’angosciate realtà: “… non siete riusciti a vegliare un’ora sola con me?”, perché quel calice, a volte, è veramente amaro.

Non riusciamo più, davvero, a riconoscere il profilo di Cristo? Ma cosa siamo dunque diventati?

Il problema secondo noi, del Centro Studi “don Milani”, è tutto lì, nella pesantezza del ‘sonno’ dei discepoli e nella ‘chiusura’ del loro cuore!

Nel momento della scelta e della consapevolezza di affrontare quella strada, la più amara, dove la dignità è sconvolta e calpestata, come è possibile andare avanti senza regole e far finta di non vedere?

Pensate davvero che quelle persone non si rendano conto del trattamento che stiamo riservando loro?

A che vale dissociarsi o peggio ‘in silenzio’, attendere soluzioni quando si rivestono cariche politiche deputate alla soluzione dei problemi che incontra l’intera Comunità?

Quale grande responsabilità ... ci stiamo assumendo? Questi sono i momenti delle scelte oculate, delle alternative e delle azioni mirate. Le associazioni di volontariato sono sempre pronte ad intervenire come anche alcune istituzioni. Una cosa ci pare alquanto ovvia, nessun rappresentante politico o amministratore di questa città potrà dire: “io non c’ero” oppure “ero in attesa che qualcuno procedesse” o “attendevo istruzioni dall’alto” e ancora peggio “non toccava a me”, magari stracciandosi le vesti pubblicamente. Scene antiche già viste. La responsabilità è ogni giorno più grave per quella gente intanto potrebbe finire per ‘ingrassare’ circuiti deviati e sarà posta ai margini della nostra coscienza come delle strade e lì, abbandonata, isolata, violata.

L’intera operazione, “Boncuri” andava meglio gestita, questo è chiaro ormai a tutta Italia, ma ora nessuno può tirarsi indietro, il guaio è fatto e ognuno se ne assuma le enormi responsabilità di fronte alla collettività neretina che, assolutamente non meritava ed evidentemente non si poteva certo sobbarcare tale imponente impegno se non con l’aiuto di alti adeguati competenti livelli istituzionali e coadiuvata da rigide norme di controllo e sicurezza.

Da cittadini auspichiamo maggiore attenzione e una più tempestiva azione organizzativa perché anche su questo si giudica l’operato amministrativo e il grado di civiltà e di accoglienza di un popolo democratico, solidale e valoriale.