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Referendum anti-casta: una nota dal comitato referendario della provincia di Lecce: "il disfattismo rallenta solo la raccolta di firme"

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NARDO' - Dice Agostino Indennitate che "appare curioso come, nonostante la raccolta di firme per il referendum sia in corso da tempo, l'onda anti-referendum-anti-casta (sic!) si sia levata a Nardò e sulle pagine facebook dei neritini, solo da qualche giorno, in concomitanza col sostegno reso noto dall'associazione Andare Oltre, che così come avvenuto in tutta Italia (basta una ricerca su internet per confermarlo) da parte di delegazioni locali di vari partiti, associazioni e movimenti (Sel, Movimento 5 Stelle ecc.), ha deciso di organizzare un banchetto in città per favorire l'incontro tra l'iniziativa referendaria ed i cittadini".


Una polemica di basso profilo, che sa tanto di risentimento personale su faccende che nulla hanno a che fare con il referendum.

In particolare teniamo a chiarire le affermazioni delle responsabili locali di un'associazione consumatori, Epifani e Raho, che hanno esternato valutazioni oggettive, soggettive e anche 
politiche.

E' stato sottolineato, infatti, che "la partecipazione a tale raccolta di firme dimostra alla “casta” che in Italia esiste una “cittadinanza attiva” pronta a reagire alle ingiustizie e ai soprusi".
Bene, questo è il risultato principe! Sottoscrivere il referendum significa scegliere di alzare la voce e per non subire più!
Perché saremmo sciocchi a non pensare che, con faccia tosta che si ritrova la nostra classe dirigente, non ci potrebbe mettere un attimo a ripristinare il proprio lauto compenso, sfidando la pazienza del popolo, com'è successo in Sardegna pochi mesi fa! Ma sottoscrivere il referendum è un gesto di militanza civile!

Non solo: le signore Epifani e Raho hanno auspicato che l'iniziativa "non voglia essere mero strumento demagogico e facile tentativo di "acchiappare" consenso in maniera un po' subdola da parte di vecchi politici (...) che sarebbe meglio che rimanessero (o andassero) a casa", io mi sento di rassicurarle, perché, questa non è più l'iniziativa di una singola persona o di un singolo movimento, tant'è che io stesso non faccio parte di Unione Popolare, che ha 
materialmente promosso il referendum.

Quindi, pur ritenendo legittime le valutazioni politiche che giungono da una tipologia d'associazione che la cronaca ci ha mostrato sempre pronta a prestare propri referenti alle campagne elettorali (innumerevoli, ad esempio, i candidati della federconsumatori), mi sottraggo alla difesa d'ufficio tornando al merito della questione: il rimborso elettorale e la validità.

Il rimborso: com'è stato correttamente esposto dall'associazione, spetta ai 
promotori, se il referendum arriverà ad essere espletato e raggiungerà il 50% 
più uno dei votanti, con una dotazione massima di 2.500.000.000 euro, da 
dividere tra tutti i referendum dell'anno, che raggiungeranno il quorum.
Nel caso ciò dovesse succedere la responsabile di UP ha dichiarato che verrà 
destinato a "persone più bisognose di noi", in accordo con tutti i promotori 
del referendum. Una dichiarazione in bianco alla quale speriamo di veder 
seguire i fatti, perché significherebbe che tutto questo sforzo collettivo è 
andato a buon fine.

La validità: qui la situazione, come avviene per tutta la burocrazia 
italiana, è più ingarbugliata, perché ci sono varie chiavi di lettura della norma, che 
tra sentenze, costituzionalità e interpretazioni, non la rendono di semplice 
applicazione... tant'è che spesso i comitati sono incappati in "tranelli 
burocratici": clamoroso il caso di Grillo, che presentò tre referendum 
sull'informazione e, per una diversa interpretazione della legge, subì 
l'annullamento di centinaia di migliaia di firme, rendendo insufficienti le 
firme raccolte e annullando ogni possibilità di presentazione di quei
referendum.

Ad oggi, quindi, nessuno può dire con certezza che questa raccolta non sia valida, e insinuare il dubbio serve solo a rallentare la raccolta delle firme. 
Chi lo fa esibendo entrambi gli argomenti, "validità" e "rimborso", lo fa con evidente volontà di boicottare, visto che il primo argomento esclude il secondo.
Quindi ciascuno (anche se grillino di Nardò) agisca secondo coscienza, nella consapevolezza che per maggiore sicurezza il comitato referendario ha deciso di fare anche una seconda raccolta firme, a partire dal 6 ottobre prossimo, utilizzando una seconda finestra temporale.

Allego un link [ https://www.facebook.com/video/video.php?v=445626595468415 ] 
con le dichiarazione della coordinatrice del comitato referendario, che 
spiega come stanno le cose.

Agostino Indennitate
Comitato referendario per le indennità parlamentari - Provincia di Lecce
https://www.facebook.com/events/288759434549291/
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