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Torre dell'Alto. L'indifferenza con *FOTO*

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NARDO' - E, siccome non ci facciamo mancare nulla…

senza parole1Il TAM TAM corre e l’Osservatorio sulla città riceve immagini (antiche) assurdamente aggiornate. Intere generazioni conoscono quel disordine. Ma chi veste il ruolo politico, beh, ha una grande responsabilità in più. Naturalmente noi dell’Osservatorio sulla città, sempre incoraggiati dai cittadini andiamo avanti. Infatti, aggiungiamo giorno dopo giorno tasselli a testimonianza dell’indifferenza perpetrata verso la qualità urbana nei luoghi che andrebbero invece preservati proprio per la scelta vocazionale della città e per il suo futuro sviluppo.

Si tratta dell’ingresso alla Torre dell’Alto dal lungomare appena dopo S. Caterina di Nardò.

Vi sembra un ingresso adeguato ad una delle zone paesaggisticamente più importanti, originali e uniche? Lo sapete o no che l’area andrebbe pubblicizzata, non solo in Italia, ma si auspica il raggiungimento dei primi posti, tra le ‘località naturali’ più importanti d’Europa? Magari facendola diventare il volano trainante delle sviluppo dell’intera nostra zona? Vogliamo o no differenziarci per qualità con l’impegno per il territorio? Siamo o no convinti ancora di questo?

Il silenzio assoluto di coloro che sarebbero anche deputati a questo, è angosciante.

Eppure, di amministratori saggi o giovani e ora giovanissimi ci sono e allora perché continua questo degrado? Anche questo farà parte della malsana idea della politica dei bilancini, che sta mostrando la sua peggiore faccia proprio in questi giorni ?

Insomma, queste sono le immagini che rappresentano lo stato dell’arte del paesaggio, contemporaneo a questa nostra compagine amministrativa (naturalmente il riferimento come sempre è per la maggioranza, per l’opposizione e per gli indipendenti) e questa se ne prenderà la responsabilità del disinteresse evidenziato. Non una parola, non un concetto, non un discorso di apertura a programmi ‘reali’ organizzativi di coinvolgimento delle prossime, e del tutto possibili, politiche per il territorio.

Voci di comitati, associazioni, enti non vengono ascoltate, le consulte sembrano non occorrere, ma invece proprio lì, i rappresentanti di queste categorie potrebbero avere spazio nel formulare idee e istanze. Nulla di nulla. Continuando in questo modo sarà difficile, poi, parlare di P.U.G. o addirittura, prossimamente tentare di salire per l’ennesima volta ‘in plancia’ .

Sì, sarà sempre più difficile.

Molte, tante parole e pochissimo spirito aggregativo. La sindrome da colonnello senza esercito. Questo ci sembra che rimanga il grande difetto di questa città.

L’indifferenza perpetrata nel tempo, per Nardò (come ebbi a dire tanto tempo fa negli scritti su La Voce di Nardò 2004), sconvolge la percezione che abbiamo di essa. Praticamente ci abituiamo al degrado.

La conferma? Guardiamoci intorno, viviamo ‘di’ e ‘tra’ ruderi (urbani e… concettuali).

Grazie ad Aldo per le foto di oggi

Osservatorio sulla città – Nardò (Le)

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