NARDO' - Gli anticoncezionali non funzionano - e in questo caso la Chiesa ha proprio ragione ad essere contraria - ma allora come si risolve il problema? Potrebbe fare qualcosa l'assessore-cacciatore Flavio Maglio? Tutta la storia.
Il maltempo fa una vittima illustre, la più illustre di tutte: la cattedrale di Nardò, sopravvissuta ad un millennio di cataclismi e che ieri ha rischiato di essere danneggiata da tonnellate d'acqua. In sintesi: i pluviali sono andati in tilt perché una griglia a protezione di un canale di scolo è rimasta ostruita da diverse decine di piccioni morti e da molto materiale di risulta, tra cui le deiezioni degli stessi volatili.
La brutta sorpresa ha colto il parroco, don Giuliano Santantonio, ed i suoi collaboratori, sin dalle prime ore del mattino quando, intorno alle sette, lo scenario che si è presentato era impressionante: la navata sinistra (quella nella quale, su un altare, è esposto il miracoloso Cristo nero) era invasa dall'acqua che grondava letteralmente “a cascata” all'interno dell'edificio da una lunetta che sovrasta un altare barocco. Lievemente danneggiati alcuni affreschi e l'altare del Purgatorio.
L'acqua, piovuta molto abbondantemente su Nardò soprattutto dalle quattro del mattino, riusciva a defluire solo grazie ad un vecchio canale di scolo, ampio una decina di centimetri, mentre il grande canale di scolo realizzato recentemente era drammaticamente asciutto.
Sul posto solo i carabinieri della locale stazione di Nardò e molti sacerdoti in apprensione e anche il vescovo, monsignor Domenico Caliandro, che ha espresso molta preoccupazione per questa situazione che rischia di mettere in pericolo la stabilità dell'antica struttura. Ancora più esplicito don Giuliano che ha detto, chiaramente: “bisogna ormai decidere se si vogliono salvaguardare questi volatili oppure salvare il patrimonio architettonico della città”.
E don Giuliano non appare presagire facili sventure: l'intervento dei vigili del fuoco non c'è stato – erano impegnati in decine di altre emergenze – ma quello della Cep Protezione civile di Nardò sì. E sul terrazzo incriminato i volontari hanno trovato veramente di tutto: una griglia posta a protezione di uno scolo che si era intasata a causa di decine di animali morti. Un vero e proprio “tappo” per eliminare il quale c'è voluta un'ora di lavoro. Alla fine una “cascata” puzzolente e putrida ha invaso piazza Pio XI ma ha salvato il tetto della cattedrale che è fatto di spioventi e tegole: su quel lato della navata sinistra, risalente all'XI secolo, faceva pressione il peso di diverse tonnellate d'acqua.
Il rischio che si è corso è stato grande e il vescovo non ne fa mistero: “bisogna trovare al più presto una soluzione” dice mentre i suoi collaboratori ricordano che la pulizia è stata effettuata solo poche settimane fa, segno che con questi caldi la moria di piccioni è stata molto elevata.
Resta da capire che cosa sta succedendo altrove, ad esempio nell'ex mercato coperto di via Pellettieri i cui pluviali si intasano regolarmente a causa dei piccioni morti e il soffitto, verde e marcio, ne è la prova.
Il fenomeno, infine, dà riscontro di come siano state inefficaci le politiche di riduzione “demografica” a base di mangimi anticoncezionali attuate dal Comune negli anni scorsi: anche in questo caso la Chiesa ha ragione ad essere contraria perché servono a poco. In qualche modo bisogna ridurre il numero dei volatili e l'uomo che può avere la soluzione a portata di doppietta: Flavio Maglio, assessore nella giunta Risi e rappresentante dei cacciatori a livello provinciale.
Annalisa Quaranta