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Ristrutturazione della masseria Boncuri: i tuoni della Cgil

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NARDO' - Ecco che cosa si ottiene nel prendere decisioni controverse ed incompresibili: si arrabbiano tutti.

 

"La decisione di ristrutturare Masseria Boncuri - dichiarano dal sindacato - è tardiva, oltre che ininfluente sulla condizione dei lavoratori che resteranno, purtroppo, come stanno: dispersi nelle campagne, invisibili e irrintracciabili, nell’abbandono e nel degrado, a dormire sotto gli alberi o nascosti in pericolanti casolari. Oppure 'alloggiati', non si sa dove, dai datori di lavoro. Ma sempre invisibili".

In questi mesi, purtroppo, si è andata delineando una situazione drammatica per tutti i migranti giunti a Nardò, marcata dall'assenza di diritti e di aiuti di prima necessità. "In tutti questi mesi - aggiungono dalla Cgil -, avremmo avuto la possibilità di programmare un’adeguata accoglienza, di rimettere in piedi il luogo in cui lo scorso anno i lavoratori hanno preso coscienza della loro condizione e dei loro diritti, Masseria Boncuri per l’appunto. Avremmo avuto la possibilità di dare gambe all’idea che i diritti sul lavoro vanno garantiti a tutti i lavoratori. Oggi ci vediamo invece davanti a un’emergenza umanitaria, a gente che chiede acqua e cibo per sopravvivere, di cui nulla sappiamo. Lo scorso anno morì d’infarto un giovane lavoratore a Boncuri, al ritorno da una giornata di lavoro: oggi se qualcuno di loro si è sentito male o è deceduto, abbiamo l’orribile sensazione che non si verrà mai a sapere. A fare da sfondo a questo quadro vergognoso, un teatrino dell’assurdo, un tira e molla di rappresentanti istituzionali e politici e, quel che è peggio, il silenzio gravissimo della Provincia di Lecce e della Prefettura. Il tutto per ottenere l’unico risultato a cui puntava: perdere tempo prezioso, quando si aveva invece tutto il tempo necessario a disposizione per fare le cose per bene".