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Il cinismo della autorità sanitarie. Il calvario di chi finisce in Ortopedia o Medicina. Lo sfascio, in diretta

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NARDO' - Lettera aperta ai rappresentanti istituzionali del territorio sull'ospedale San Giuseppe - Sambiasi.

 

Come era facilmente prevedibile, il Piano di Riordino Sanitario e Ospedaliero Regionale Pugliese, per gli anni 2010-2013, con il taglio dei posti letto, con il tanto sbandierato potenziamento della medicina del territorio e con una diversa concezione organizzativa della medicina dell'urgenza – emergenza, incentrata sull' utilizzazione efficientista del servizio del 118, si è dimostrato un vero flop, con conseguenze gravissime sulla salute dei cittadini di Nardò e dei pugliesi tutti.
La chiusura dell'ospedale S.Giuseppe-Sambiasi di Nardò, se si eccettua la persistenza di sottodimensionati, residuali reparti di area medica, ha già provocato e continua a provocare, gravi e talora irreparabili danni alla salute dei nostri concittadini, che costretti a fare riferimento ad altri nosocomi insicuri, carenti di personale e, quindi, poco organizzati, affollati e con lunghissime liste d'attesa, non trovano risposte certe e di garanzia per la propria salute, sopratutto quando è necessario garantire un intervento sanitario urgente e indifferibile.
E' dell'ultima ora la chiusura dell'ambulatorio di Ortopedia dell'ospedale di Nardò, per mancanza di personale medico, temporaneamente in ferie. Non solo la città più popolosa della provincia soffre la chiusura del proprio ospedale con perdita dei suoi posti letto, ma le autorità sanitarie, con indifferenza e cinismo, ritengono di non dover assicurare nemmeno un minimo servizio di ambulatorio, dal momento che decidono tranquillamente di chiuderlo, senza nemmeno un preavviso per i poveri utenti, regolarmente prenotati!
Una Direzione Sanitaria Ospedaliera che operi in questa maniera non ottempera ai suoi compiti fondamentali!
Che dire poi del giro tortuoso per essere ricoverati, se pur in condizioni di urgenza, nella Unità Operativa di Medicina residuale a Nardò. Chi avesse necessità di essere ricoverato in tale reparto non lo può fare perchè, ufficialmente a Nardò, l'Ospedale non c'è più. Se per questo motivo ci si reca o, meglio, si viene portati in ambulanza all'Ospedale di Copertino e lì non c'è posto, allora si viene riportati, con diritto d'asilo, all'ospedale di Nardò. Che triste e pericoloso pellegrinaggio!
Per non parlare poi del servizio del 118, carente di medici e personale, che spesso è costretto ad operare con ambulanze prive di medico a bordo, con le gravi conseguenze che sono ormai a tutti note.
Davanti a tutto questo, la domanda sorge spontanea: chi vigila perchè alla cittadinanza neretina sia assicurato un livello, se pur minimo, di assistenza sanitaria? Il Sindaco, gli amministratori, i politici, sopratutto quelli impegnati nel favorire la costruzione di inquinanti e pericolose per la salute Centrali a Biomasse e quelli impegnati in defatiganti tornei estivi di pallone, ancora una volta dimostrano distacco e disinteresse per la salute deì cittadini, tradendo sul piano operativo, etico ed umano il mandato che, in buona fede, i cittadini hanno loro conferito. Uno atto di dignità - come già altre volte ribadito - imporrebbe le dimissioni di tutta l'attuale Amministrazione cittadina!
Il Comitato Civico ha spontaneamente e liberamente assunto il dovere morale e operativo di difendere lo storico Ospedale di Nardò a salvaguardia della salute della cittadinanza tutta, anche di quella dei passivi detrattori - pochi o molti che siano - che ritengono del tutto inutile qualunque battaglia indirizzata in questo senso.
Con questo obiettivo prioritario e irrinunciabile, si avvisa la cittadinanza che è in dirittura d'arrivo l'elaborato iter per formalizzare la proposta di Referendum abrogativo regionale del Piano Sanitario Regionale Pugliese 2010-2013. Al momento opportuno questo Comitato darà ampia risonanza alle modalità della raccolta firme.
E' anche in itinere la costituzione della Federazione delle Associazioni laiche e religiose per la difesa permanente dello storico Ospedale di Nardò ed in questo senso saranno presto e ufficialmente contattate tali organizzazioni e/o sodalizi con l'invito a formalizzare la loro adesione alla Federazione.
A queste si aggiungano altre iniziative, non ultima quella sul recupero del “lascito Sambiasi”, delle quali sarà data ampia ed esaustiva informazione.
Difendiamo il nostro Territorio!

Nardò, 1.08.2012 Roberto Filograna (Pres. Com. Civ. Spes Civium)