NARDO' - Polemica a distanza tra la Protezione civile di Nardò e la Capitaneria di Porto di Gallipoli che “non perde tempo per queste cose”. A margine si registrano due salvataggi via mare.
L'invasione di natanti a poche decine di metri dalla costa della Lea, registrata durante l'ultimo fine settimana, ha fatto registrare molte proteste da parte dei bagnanti costretti a respirare l'aria malsana generata dall'accensione dei motori.
In ogni caso chi va a Portoselvaggio, e si sciroppa chilometri a piedi, lo fa proprio per godere di una natura incontaminata e non per vedere il mare invaso dalle imbarcazioni. Sabato e domenica in tanti hanno chiamato l'assessore all'Ambiente Flavio Maglio che, a sua volta, rilanciava chiamando la Cep-Protezione civile di Nardò che, come l'ente parco, non ha un gommone. Inoltre la squadra antincendio del Cep stesso notava, il 29 luglio alle 18, numerose imbarcazioni ancorate anche agli scogli e un catamarano “sospetto” con tantissime persone a bordo.
Così son partite le chiamate al 1530, il numero delle capitanerie, ma nessuno interveniva. Alla fine il caposquadra investe del problema il capo della struttura operativa, Guido Gaetani, che sollecita l'intervento ma l'operatore della capitaneria risponde: “abbiamo mezzi impegnati in emergenze e non possiamo perdere tempo per queste cose”. Dell'accaduto il Cep ha steso un verbale che sarà consegnato all'Amministrazione comunale che, a questo punto, come l'Amp e il Cea, dovrebbe dotarsi di un gommone per “difendere” la sguarnita costa di Portoselvaggio.
Intanto, nelle ultime 48, due interventi della Capitaneria lungo la costa di Nardò: uno per tirare a riva una canoa che imbarca acqua, e sopra ci sono un papà e due bambini, e l'altro per soccorrere un tuffatore che ad Uluzzo s'è lanciato in acqua in modo maldestro.