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Potature drastiche alla Sarparea: due interventi e tante *FOTO&VIDEO*

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NARDO' - Danno al patrimonio storico degli ulivi monumentali della Sarparea.

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Quello che abbiamo visto alla Sarparea ha dell’incredibile. 

Nel pomeriggio di ieri un gruppo di attivisti del nostro moVimento ha effettuato un sopralluogo presso la famosa località interessata da progetti di edificazione di complessi turistici (il Consiglio comunale n. 106 del 21 dicembre 2009 adottò il piano di lottizzazione).
Gli ulivi interessati da questo scempio di potature sono quelli classificati come monumentali dai tecnici della Regione Puglia e sono contraddistinti da targhette con relativo numero seriale di riconoscimento.
La LR. 14/2007 tutela gli ulivi monumentali e all’ Art. 1 di questa così si legge:
La Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale.
Continuando ma fermandoci qui per non tediare il lettore così si legge all’Art. 10:
1. E’ vietato il danneggiamento, l’abbattimento, l’espianto e il commercio degli ulivi monumentali inseriti nell’elenco regionale di cui all’articolo 5.
Sarebbe sufficiente questo per far capire che il danneggiamento causato in questi giorni da queste scellerate potature a carico di branche secolari (grossi rami) ha compromesso irreversibilmente l’architettura botanica di questi esemplari arborei, un po’ come se fosse stato demolito un qualsiasi monumento storico della nostra città. Gli investitori speculatori si sciacquano la bocca, e magari ricevono pure dei premi, con termini quali architettura ecosostenibile, opere di mitigazione ambientale etc. applicando subdole azioni di greenwashing che vanno a dilavare il mosaico storico sociale ed ambientale del territorio con la compiacenza degli amministrazioni che, passivamente, raccolgono questi squallidi progetti. Questo dovrebbe farci riflettere e dovrebbe soprattutto far riflettere tutti coloro che con faciloneria sono attratti da false promesse occupazionali e da facili ritorni economici sul territorio.
Abbiamo informato tutti gli organi competenti in materia di tutela ambientale ( Corpo Forestale dello Stato, Ufficio tutela alberi Monumentali della Regione Puglia, Carabinieri NOE, IPA – Ispettorato agrario Provinciale) per porre fine a questo scempio a carico del patrimonio storico e paesaggistico della nostra Comunità. Ricordiamo che questi grossi tagli di potatura vengono classificati come capitozzature e procurano un danno fisiologico ed estetico irreversibile alle piante interessate, tant’ è che questa pratica oggi viene usata esclusivamente su esemplari arborei che verranno poi abbattuti ( es. piante danneggiate da malattie fungine e pericolose per la pubblica incolumità).
Per cui l’articolo 10 comma 1 della LR 14/2007 è completamente disatteso!
Chi pagherà questi danni?
L’estimo rurale in questi casi prevede un indennizzo, ma in questo caso sarebbe veramente riduttivo parlare di risarcimento. Un danno del genere provoca cicatrici così profonde alla nostra cultura e alla nostra storia che non potranno essere rimarginati con semplicistiche azioni di compensazione.
Nardò, 14/09/2012
MoVimento Cinque Stelle Nardò

Sito internet: www.nardo5stelle.it
Posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
FB: Movimento Cinque Stelle Nardò
Twitter: M5SNardo

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FERMIAMO IMMEDIATAMENTE LO SCEMPIO DELLA SARPAREA

Questa è l’orrenda sorte toccata all’oliveto monumentale (tutelato ai sensi della L.R. 14/2007) della Sarparea di Nardò.
Una potatura razionale ha tra i vari obiettivi quelli di migliorarne le condizioni vegetative, fitosanitarie, la produttività e insieme la longevità dei soggetti arborei, specie se questi
costituiscono un patrimonio ambientale e culturale tutelato.
Questi meravigliosi olivi secolari, così orrendamente capitozzati hanno subito invece una drastica perdita di valore sia come risorsa agricola e turistica che come patrimonio paesaggistico culturale con un proprio riconosciuto valore di esistenza.
Questa potatura non assomiglia neppure ad una cura colturale improntata a razionalità ma è uno scempio, una odiosa speculazione con il solo fine di ricavarne più legna possibile. Tutto ciò è un oltraggio inaccettabile, uno spregio verso gli antenati che con perizia e sacrificio
hanno plasmato questa natura in paesaggi di mirabile bellezza di cui abbiamo il dovere di impedirne la distruzione.
Questo scempio va fermato! Immediatamente!
bruno vaglio - 14 settembre 2012

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