PROVINCIA DI LECCE - A Nardò la media per Antonio Gabellone è veramente buona: prende 595 voti mentre congedo si ferma a 65. Gabellone piace al popolo pidiellino, nulla da dire. Molto convincente l'affermazione del presidente della Provincia nelle consultazioni interne per la segreteria provinciale. Attesi i commenti dei protagonisti. A Nardò aveva espresso il sostegno a Gabellone il gruppo di Pdl/Ppdt che fa capo a Mino Frasca.
Su 16mila iscritti hanno votato in 9mila e 775: vince l’espressione dell'area che fa riferimento a Raffaele Fitto. A Lecce hanno votato 4900 iscritti e la mozione Gabellone-Bruni ha preso 3372 voti pari al 68,82% contro i 1528 (31,18%) per quella di Congedo-Tundo. A Maglie Gabellone ha superato il 90%. Solo ad Ugento si registra una flessione: Gabellone si ferma al 62,3.
Antonio Gabellone è il primo coordinatore eletto del Pdl Lecce, con una percentuale del 73,6% contro il 26,4% di Saverio Congedo. Sono stati 9.775 i votanti e questa è la specifica: 7179 Gabellone - 2586 Congedo. Solo dieci le nulle.
Il Pdl salentino sceglie Antonio Gabellone. Da oggi, il presidente della Provincia di Lecce, espressione dell’ex ministro Raffaele Fitto, è anche il primo coordinatore eletto del Pdl. E’ stato scelto con il 75 per cento delle preferenze dei novemila ed ottocento votanti. Il restante 25 per cento ha votato per Saverio Congedo, sostenuto dall’ex sottosegretario Alfredo Mantovano. Dunque, sono andati alle urne novemila e ottocento iscritti, poco più del sessanta per cento (61,25) sui quindicimila 921 iscritti. I quattro seggi salentini - Lecce, Maglie, Casarano e Ugento - aperti alle 9, hanno chiuso alle 22. Lo scrutinio è cominciato pochi minuti dopo. A Maglie, dominio di Fitto, il Pdl ha fatto il botto. Sono andati alle urne l’85 per cento degli iscritti, mentre complessivamente il seggio, che comprendeva altri 34 comuni per un totale di tremila iscritti (allestito nell’Auditorium Cezzi), si è attestato sul 65 per cento.
Fitto ha votato in mattinata. Ad Ugento - nella Cantina cooperativa Ozan, dove confluivano tredici comuni - l’affluenza è stata del 70 per cento. Più bassa a Lecce - con 29 comuni, all’hotel Tiziano - dove l’affluenza è stata del 58 per cento. Congedo ha votato intorno alle 10. Gabellone, invece, ha votato a Casarano (al Complesso EuroItalia), alle 11.30, commentando di «essere rimasto colpito dalla grande partecipazione al congresso» sia per il dibattito sia per l’espressione del voto. Un afflato unico, ha detto, anche se «c’è stato il tentativo di schiacciare il congresso su una prova di forza tra due anime.
Ma le anime all’interno di un partito di 16mila iscritti sono molte di più, com’è giusto che sia. Tutte, però, convivono all’interno di un partito unitario e coeso». Congedo, nella relazione tenuta sabato, all’apertura del congresso, aveva parlato di un partito aperto e plurale. «All’indomani del congresso non ci sarà alcuna resa dei conti, nessuna spaccatura nè ritorsione» aveva detto in risposta a quanti insistevano sulle conflittualità tra le due anime del Pdl, quella dell’ex Forza Italia, incarnata da Fitto, e quella della vecchia An, rappresentata da Mantovano. Proprio quest’ultimo, in sede congressuale, aveva precisato che «non siamo la vecchia corrente di Alleanza nazionale e non ci trasformeremo nella corrente dei vice» nel partito che prenderà vita da domani con la nuova guida. Nel suo intervento, Mantovano aveva accoratamente sostenuto Congedo, “smontando” la candidatura di Gabellone ed accusando il partito e Fitto. Contrapposizioni che sono venute fuori in maniera accesa alla prima occasione utile.
Come in ogni elezione che si rispetti, infatti, non sono mancati momenti di tensione alle urne. In particolare, a Lecce, poco dopo le 19, sono volate anche parole grosse davanti ad un seggio tra i sostenitori dei due candidati concorrenti. Ad una delle due parti era sembrato che qualcuno stesse tentando di votare due volte. La faccenda si è risolta nel modo migliore ma tensione ed attenzione erano alte, anche se nessuno voleva darlo a vedere. Lo scrutinio è andato avanti fino a notte inoltrata. Oggi, il nome del nuovo segretario.