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1 NEWS - Basoli divelti, nonostante lavori di sistemazione ovunque con *FOTO*

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NARDO'- Il vecchio basolato resisteva anche ai carri armati. Il nuovo, nel senso che è stato rimesso in posa con tecniche moderne due anni fa (letto di cemento e fughe, tra un basolo e l'altro, sempre di cemento, come le piastrelle del bagno) sta saltando per aria ovunque: in corso Garibaldi, in piazza Pio XI, in largo Calvario, in via Duomo. Per non parlare dei lavori devastanti in via Osanna e via Cairoli dove la “traccia” di asfalto, lasciata per mesi, sta causando lo spostamento di tutti i basoli rimasti.

 

La circostanza più scandalosa riguarda, ovviamente, le zone dove il basolato è stato rifatto integralmente con la spesa di diversi milioni di euro finalizzati proprio a quest'opera: due tranche differenti di cui una, per 1milione e 600mila euro, finanziata dalla legge sul Barocco minore e l'altra da un progetto comunale. Sono i lavori effettuati con quest'ultimo che presentano i danni maggiori.
Le moderne modalità di lavorazione hanno comportato l'assottigliamento dei basoli originari e anche la divisione in pezzi più piccoli. Poi la posa su una base di cemento che non è “elastica” ma molto rigida così come le “fughe” tra un basolo e l'altro. La morale è che sta saltando tutto per aria a solo un anno dalla conclusione dei lavori ed appare sempre più evidente che la scelta è solo una: il “nuovo” basolato non regge al passaggio delle automobili.
“L'incolumità delle persone è, ormai, a rischio – dice Paolo Marzano dell'Osservatorio sulla città – e tremo al pensiero di quanti anziani cammineranno su quel percorso minato il giorno della festa di San Gregorio”. L’Osservatorio, con tutto l’impegno e il lavoro che giorno per giorno dimostra di condurre, non avalla né condivide il modo di procedere e denuncia con queste foto la critica situazione del basolato e questa benedetta “tenuta” dei lavori per rattoppare i guasti, dichiarati comunque dagli uffici che devono controllare a “regola d’arte”. Ma, come si vede facilmente, dalle foto e dal vivo, non c'è regola né arte.

3 via_Duomo-calvario“La denuncia della situazione al 9 febbraio 2012 – dice il responsabile dell'Osservatorio, Paolo Marzano - non permette la benché minima connivenza dell’Osservatorio sulla città con la gestione degli interventi che si realizzano, stratificando irresponsabilmente densità disomogenee con diverso materiale che pesa sempre più su un fondo già, di per sé, compromesso”.

“Città dunque accessibile? L’ Osservatorio sulla città pensa proprio di no!”. Tra pochi giorni sarà la festa del Santo patrono di Nardò, San Gregorio e molti anziani e famiglie si riverseranno nel centro storico, auspico la riparazione e il ripristino della situazione che le intemperie di questi giorni, trovando un contesto già sconquassato e precario stanno facendo degenerare in un vero e proprio rischio reale per l’incolumità pubblica”. Anche in questo caso, l’Osservatorio sulla Città intende precisare la sua funzione e i suoi obiettivi: “Sempre dalla parte dei cittadini e per la loro sicurezza, l’Osservatorio sulla Città di Nardò, lavora per produrre idee possibili e per cogliere quella qualità che possa condurre alla pratica disciplina dell’educazione alla bellezza dei luoghi e dell’ambiente che viviamo. Ricordo da sempre che l’Osservatorio sulla città è nato per riattivare quella, sopita, coscienza civica, avendo come obiettivo la promozione della conoscenza delle trasformazioni in corso e per avvicinare i cittadini alle sedi delle decisioni pubbliche che riguardano direttamente il loro destino comune”.

1 Cattedrale“L’Osservatorio sulla città, individua come vero e proprio “ecosistema”, cerca di aprire spazi alternativi di relazione per la collettività, proponendo luoghi d’incontro diversificati e ricercando strumenti importanti per l’educazione alla bellezza del territorio. L’Osservatorio sulla città, consapevole della situazione complessa di fronte alla quale, Nardò dovrà porre le basi e scegliere la strada per un suo futuro possibile, auspica maggiore impegno, nuova condivisione degli obiettivi e maggiore partecipazione alla vita cittadina con quella rinnovata passione avendo l’obiettivo di costruire una consapevole dialettica. L’obiettivo è riuscire a guardare con maggiore sicurezza quella costruzione del ‘bene comune’, inteso come necessario programma reale per il futuro del nostro territorio.

Come fa l’ Osservatorio sulla città a trovare tracce di ‘bellezza’ in queste immagini quando è chiara l’abdicazione delle regole più elementari e l’indifferenza alle più elementari norme  della vita civile della mia comunità. Così facendo si finisce per creare una città ‘nemica’ della sua stessa popolazione”. La rivitalizzazione, in queste condizioni, non si può attuare perché occorrono le regole inderogabili del buon comportamento urbano che funga da esempio per il nostro paese”.

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