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Timore del vuoto o timore del pieno? Un intervento con *FOTO*

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NARDO' - Non si parlerà mai abbastanza della scandalosa "vasca" di Portoselvaggio: un modo come un altro per gettar via i soldi dei cittadini.

VASCA PORTOSELAVGGIO1Il livello filosofico-concettuale dei due termini, si distingue da quello esistenziale, ma il significato può assumere molteplicità di relazione e diventa meno complesso se gli esempi, a cui faremo riferimento, sono semplici da esperire. Certo, proprio come concetto, lo si può usare in campo artistico, letterario, scientifico, sociale. Qui, non si disserta sull’argomento ma si dà spazio alle riflessioni come sempre derivate, invece, da immagini/concetto.

Che sia il PIENO dello scheletro di una struttura marcescente sovrapposta al territorio (per esempio la nuova/vecchia sede del comune dell’Incoronata o qualche edificio enorme, ma dissestato o in putrefazione nel centro storico) o che sia il VUOTO “a perdere”, del grande spazio della vasca antincendio di un parco ormai inutilizzata, i due estremi, rappresentano, in bella mostra, i limiti di strategie da ricordare, ma senza più futuro. Proprio come se fossero ‘medaglie al valore’ appuntate su programmi di sviluppo che non hanno avuto seguito, a conferma di una mancata lungimiranza e impegno per il bene comune, in piena condivisione con la città. Responsabilità di ‘azione’ oppure ‘omissione’, così ci hanno insegnato e, per questo la storia contemporanea del nostro comune caratterizzerà coloro che si presentano come ‘deus ex machina’, dalle grandi doti strategiche e poi nell’indifferenza di soliloqui sempre alla ricerca di consenso, senza ragione di scopo, nel silenzio fanno languidamente passare il tempo senza opporsi a nulla e aprendosi carriere politiche di specchiata affidabilità.

Inutile recriminare. Occorrerebbe una “storia” di Nardò scritta secondo approcci diversi e multidisciplinari (urbanistici, sociali, politici ecc…).

Ad altra, e spero consapevole, generazione, la responsabilità del SENSO da dare al riempimento di VUOTI cercati e all’annullamento di PIENI creati.

Ma poi, riflettendoci bene,sarà meglio l’azzeramento o la riconversione delle strutture di queste immagini?

Per un paese abituato alle decisioni da ‘conventicola di eletti’ o all’eterna emergenza, per cui “tutto, in quei casi, è permesso e tutto è possibile, sempre in deroga a …” e alla politica del rattoppamento da 20 anni, mi chiedo quanto occorrerà, per riscrivere le regole della ‘cittadinanza’ e far rinascere quel ‘senso del bene comune’ ?

La città di solito, nel tempo, includono, condividono, collaborano, evolvono, trasformano. Chi comprende una città è capace di trasformare la crisi, in nuove opportunità. Ma saremo così maturi per farlo o ci sfuggirà anche questa occasione? Dai comportamenti puerili “di botta e risposta” dal balbettio che presagisce un individualismo esasperato, è evidente l’assenza della politica reale per il raggiungimento dell’obiettivo chiaro del “bene comune”, e Nardò ne ha un assoluto bisogno. Riflettiamoci, lasciando per un po’ la nostra tastiera, magari dopo una lunga passeggiata per il nostro esteso comune percependo (ora che inizia la stagione primaverile), odori, colori, suoni, sapori. A volte, infatti, succede che sia la città stessa (intesa come territorio) a suggerire soluzioni e ad indicare la scelta giusta. E, guardandoci intorno, pensiando per un attimo a quanta “città ci manca” e quanta Nardò ci siamo persi in tutti questi anni! Avevamo o no il diritto di vivere in una città evoluta e aggiornata secondo gli standard di qualità? Nardò doveva essere molto diversa rispetto a quello che vediamo intorno a noi!

Non ci rimane altro che rimbocchiamoci le maniche, ora, senza passare il tempo ad individuare nemici (sarebbe troppo facile), ma non è l’atteggiamento giusto quando la responsabilità è di una  cultura che ci ha resi ciechi e insensibili. Occorre spazio, alle idee … di tutti! Ma, per favore, lasciate le tastiere e viaggiate vivendo il nostro territorio e, se notate qualcosa che non va, allora c’è l’Osservatorio sulla Città con voi.

Osservatorio sulla Città – Nardò (Le)