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Una sentenza che può aprire un "filone" e fare da precedente. Sblocco delle pratiche e dell'edilizia alle porte?

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NARDO' - Anche per le varianti ai Prg si applica la procedura semplificata della nuova legge regionale in materia di urbanistica: o la regione si pronuncia entro 150 giorni o la variante si intende approvata positivamente.

 

Decisione di grande importanza del TAR Lecce per tutti i Comuni della Regione Puglia.

Con sentenza pubblicata questa mattina, infatti, il TAR di Lecce ha stabilito che le varianti urbanistiche adottate dai Comuni dotati solo di P.R.G. e non ancora di P.U.G. devono essere riscontrate dalla Regione entro 150 giorni, decorsi i quali si intendono approvate favorevolmente.

La sentenza è stata emessa con riferimento ad una zona ricadente nel territorio del Comune di Nardò, ma è applicabile anche alle varianti urbanistiche, successive all’anno 2001, adottate dai Comuni pugliesi con strumenti urbanistici adeguati alla L.R. n. 56/80.

I fatti. Il P.R.G. di Nardò, entrato in vigore nell’anno 2002, ha imposto vincoli di carattere espropriativo e di inedificabilità su numerose aree del territorio, i quali, tuttavia, avendo una durata di 5 anni, sono da tempo decaduti.

Il proprietario di un’area interessata da un vincolo espropriativo decaduto chiedeva la riqualificazione urbanistica della sua area, che, dopo essere stata concessa dal Comune con l’adozione di una variante al P.R.G., veniva inviata alla Regione per l’approvazione definitiva.

L’Ente Regionale, tuttavia, non forniva alcuna risposta; sicchè, il proprietario interessato, rivolgendosi all’Avv. Paolo Gaballo, presentava ricorso al TAR Puglia - Sez. di Lecce, evidenziando che era già inutilmente decorso il termine assegnato alla Regione dalla nuova legge in materia di urbanistica per riscontrare la variante adottata dal Comune.

Secondo il legale, in particolare, il Comune di Nardò, sebbene non sia ancora dotato di un Piano urbanistico generale, per apportare una variante urbanistica al suo P.R.G., può ugualmente beneficiare del meccanismo semplificato introdotto dalla L.R. n. 20/01, secondo cui, se la Regione non riscontra la variante adottata entro 150 giorni, la stessa si intende approvata favorevolmente.

Con la sentenza pubblicata questa mattina, la I Sezione del Tribunale amministrativo leccese (Presidente Antonio Cavallari, relatore Massimo Santini) ha accolto il ricorso presentato dal proprietario del terreno.

In particolare, il TAR, accogliendo la tesi sostenuta in giudizio dall’Avv.to Gaballo, dopo aver rilevato il decorso del termine assegnato alla Regione, ha stabilito che la variante del Comune poteva già intendersi controllata con esito positivo per il maturarsi del silenzio assenso.

Secondo il Tribunale amministrativo leccese, infatti, “ricorre, in siffatte ipotesi, la formazione di un provvedimento tacito e, soprattutto, favorevole nei confronti del richiedente, il quale riceve così un vantaggio dal silenzio serbato dalla Pubblica Amministrazione”.

Soddisfazione è stata espressa dall’Avv. Paolo Gaballo: “la decisione del Tribunale Amministrativo di Lecce riveste particolare importanza in quanto semplifica notevolmente le procedure amministrative in materia di varianti urbanistiche ed è applicabile ad altri Comuni della Regione, dotati di P.R.G. adeguati alla L.R. 56/80”.