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Il sole sulla discarica? Con *FOTO*

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NARDO' - Come può velocemente confermare, una veloce ricerca, digitando ‘fotovoltaico su discarica’, in altri luoghi, la chiusura delle discariche controllate permette di destinarne quegli spazi, a parchi o ad altre strutture inerenti a percorsi aperti e giardini.

vuoti a_perdereScoprirete che si può anche piantumare con bassa vegetazione la sua superficie, ma poi rimane sempre un luogo di ‘pregiudizio’ (solo per qualche generazione). Qui a Nardò, sarebbe opportuno invece sperimentare altri generi di riconversioni e di destinazioni per quelle aree che contemplano nel loro futuro una loro deprecabile sotto-utilizzazione o, magari, a non rientrare in zone di interesse progettuale ai fini della valorizzazione paesaggistica. Appena messa in sicurezza la discarica di Castellino a Nardò, ritengo sia fondamentale riflettere un suo nuovo uso alternativo; sarebbe opportuno, infatti, su tutta la sua vasta estensione, posizionare un grande campo fotovoltaico.

Trasformare praticamente la parte della città più debole e sensibile che ha sollevato, nella storia, malcontento e desolazione, in un’area di ‘accumulo’ di energia e di potenziale ricchezza, orgoglio e motivo di importanza per tutta la città. La vegetazione già esistente riserverebbe dall’impatto visivo ‘continuum’ paesaggistico, probabilmente assolvendolo. Questo rientrerebbe nel discorso di trasformare zone di ‘crisi’ in grande opportunità di ricchezza culturale e sociale.

Se d’altronde per decine di anni il nostro territorio ha ‘tollerato’ l’assorbimento dei rifiuti che arrivavano dai moltissimi comuni del bacino di riferimento, senza il minimo ristoro per la popolazione neretina, allora sarebbe opportuno guardare a soluzioni che agevolino la ripresa ambientale ed economica di Nardò magari supportati dalle istituzioni provinciali o regionali. Questo progetto darebbe prova del salto qualitativo intrapreso e della volontà di una terra in piena trasformazione.

Nardò sarebbe così il comune capofila della riconversione su vasta scala di quelle energie ‘integrative’ (non alternative) e risulterebbe di sicuro esempio per l’uso delle fonti di energia dal sole utile per la propria rinascita. Riconosco ad iniziative di questo genere, anche un apporto culturale e perché no, turistico! Ritengo fondamentale che la cultura delle energie integrative, ricerchi in queste tematiche di riconversione un suo indirizzo specifico.

Un’importante città d’arte come Nardò ha bisogno d’idee che ne confermino la vocazione storico-naturalistica di laboratorio e di ricerca per la creazione del nuovo paesaggio contemporaneo. La presenza del dibattito serrato sulle fonti di energia rinnovabile, suggerisce quanto delicato sia questo momento storico ed è bene che i profili professionali giusti e competenti dicano la loro, dando l’apporto adeguato allo sviluppo dei nuovi progetti e stimolino idee che, come quella qui esposta, diventino ambito di riflessione e discussione.

La mia ipotesi, del grande campo fotovoltaico Castellino sul sito della ex discarica controllata (messa in sicurezza), permetterebbe l’innesco di realtà imprenditoriali possibili, sicuramente regolamentate e di esempio per l’intero Salento. Quindi, è obbligatorio, pensare nuove soluzioni, per temi importanti sulla ‘rotta’ che Nardò deve intraprendere, indirizzati alla difesa dell’ambiente e per una maggiore ricerca di eco-compatibilità che sia capace di produrre un alternativo “quotidiano sostenibile” ora, tecnologicamente possibile. Pannelli fotovoltaici capaci di auto assestarsi e che seguono la luce del sole.

D’altronde le “riconversioni funzionali” e la “riqualificazioni” delle aree urbane marginali”, costituiscono e costituiranno la nuova frontiera, diventando il tavolo di prova delle nuove generazioni di professionisti, la cui sensibilità ambientale costituirà la premessa per lo studio e l’alternativa necessaria forma di “qualità di vita”. Per ora attendiamo pazientemente la messa in sicurezza di un troppo pieno sempre esistito accanto alla nostra città e che il ‘trend discarica’ ritorni in auge, interessando i media locali distratti a tempo alternato da umori e passioni ondivaghe, a seconda delle priorità infrastrutturali necessarie al territorio? Magari! No, non credo proprio, altrimenti non ci mancherebbe intorno tanta città, per essere sufficientemente ‘normali’.

Osservatorio sulla Città – Nardò (Le)