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Non è questione di campanilismo. Ma di oggettività

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NARDO' - Sulla questione del depuratore cesarino pubblichiamo un pensiero di Massimo Vaglio semplicemente illuminante.

Porto Cesareo si faccia un impianto di depurarazione, uno di ultraffinamento e scarichi le acque nelle cave di tufo del Poggio che potranno fungere da trincee drenanti. Anzi, visto che l'impianto di depurazione difficilmente sarà più utilizzabile, se ne costruisca uno funzionante e logisticamente valido verso Torre Lapillo e convogli i reflui nei canali di bonifica. Faccia quello che vuole, ma si assuma le sue responsabilità, Nardò non può accollarsi i disagi, le colpe e l'inquinamento provocato da un vicino che con riluttanza delle regole, di fatto ha permesso che si costruissero migliaia di case abusive, costituendo lo sprawl urbano più disordinato e devastante d'Italia. Quante delle abitazioni di Porto Cesareo, stante questo disordine urbanistico, potranno mai essere servite dalla rete fognaria? Ben poche, e lo sanno bene, quindi, questa fognatura, se mai si realizzerà sarà poco più di una foglia fico, che non basterà certamente a coprire l'oscenità di una gestione urbanistica ed ambientale che grida vendetta e sarà monito ai posteri ed imperituro esempio di come non deve essere gestito un territorio.