NARDO' - Da parte di un nostro grande amico ecco un racconto che materializza le paure di chiunque possegga una abitazione estiva.
NARDO' - SE QUESTO E' UN FURTO. ARRIVANO I NUOVI PREDONI
Anche i ladri non sono ...quelli di una volta.
Genealogia di un furto. Con scasso e violento. Senza freni inibitori e dimostrazione palese e ostentata di un modus operandi che svincola e sgancia questi nuovi predoni da ogni logico rapporto di relazione. Umana. Loro, estranei a questa. Uomini contro. Irredimibili e forse candidati a operazioni sempre più crude, fintantoché non incapperanno (se sfortunati, incapperanno) nelle maglie della giustizia che, come viene detto, a quel punto farà il suo corso. Per la casistica, un tragitto brevissimo, quasi sempre, perché (s'è visto) non rischiano molto. Di un furto si tratta. E loro lo sanno.
Qui non si tratta di difendere a denti stretti la "roba" o a invocare derive giustizialiste, perché parlare di guardie e ladri è forse tempo perso, tanto da non essere considerata valida materia di discussione. Al massimo, ci sarebbe da stendere la trama di un film casereccio, ma anche questo c'è stato. Stavolta, però, la storia può essere considerata nuova e forse inedita, meritevole di attenzione, sufficiente comunque a imbastardire la vita di tutti i giorni. Decidete voi se pure fa crescere l'allarme sociale. Fermiamoci qui. Insomma, sono arrivati i "nuovi" predoni.
Si dirà che non si tratta della prima e nemmeno dell'ultima volta e che si registrano cose molto più gravi, per soffermarsi al territorio neritino, il doppio attentato al presidente del Silb (Società Locali da Ballo Italiani). Tutto vero. Ma soffermiamoci sul fatto e cerchiamo di capire.
Il loro progetto in una giornata di metà maggio è stato quello di devastare una villa sulla litoranea per Portoselvaggio (nei mesi e settimane precedenti altri casi analoghi). "Preda"facilmente individuata in quanto incustodita. Non un solo punto luce nel giro di chilometri, ammesso che fosse servito per scoraggiarli (e comunque, perché il tratto costiero di Portoselvaggio viene tenuto al buio?) e, certo, evitando una notte di luna piena. Per farlo, forse uno o più sopralluoghi. Loro in formazione collaudata. Diligenti e professionali, dunque. Altrimenti, sarebbe stato meglio per loro darsi ad altre attività. Dunque, non un semplice furto, ma la messa in atto di una viltà che non si riconoscono. Refrattari e reietti. Non c'è alcuno stato di necessità per agire in quel modo. Per "sventrare" l'abitato, hanno cominciato portandosi via il portone di ferro, forzato il garage facendo saltare i montanti su cui era poggiata la barra metallica, portando via tutto quello che gli era necessario. Sempre restando all'esterno, rotto il portone principale, smontato le grondaie in rame, il metallo prezioso che ormai è un marchio di fabbrica di un neocomportamento criminale, soprattutto quando lasciano al buio interi centri abitati o impediscono a un treno di ripartire (ma, chiediamo, chi "compra" il ferro e il rame, sapendo di ricettarlo? Chi?).
Cosa può esserci in una casa al mare? Tanto o niente, poco o molto per quello che interessa. E, pertanto, sempre pronti all'opera ( persino dotati di una piccola ma efficace gru!) per mettere sottosopra gli ambienti e portarsi via dalla villa l'inimmaginabile: cassetti e stoviglie, materassi e coperte, lenzuola e copriletto, tavoli e sedie, scaldabagno e tende, portalumi e piccoli elettrodomestici. L'asportazione, poi, del "quadro elettrico", ha messo fuori uso il motore del pozzo, danneggiandolo irreparabilmente. Ma l'elenco è infinito. Perché hanno squarciato tutti i sacchi imballati a fine stagione per conservare con ordine le cose. A voler scoprire (nella circostanza, inutilmente) tesori aurei o argentei che non c'erano, raggiungendo la somma idiozia di staccare il rame da una piccola targa con dedica. Vasta è la loro letteratura: saper che talvolta quegli intelligentoni di proprietari nascondono le loro gioie nei punti più impensati: in una pianta ornamentale, nell'interstizio di un mobiletto, nella bambagia di un cuscino. E allora, il loro compito è quello di smascherarli. Non li si può prendere per fessi in questo modo!
Qualcuno potrà pensare che queste azioni vengano poco contrastate dalle Forze dell'Ordine. Non è così, volendo considerare anche i tanti risultati ottenuti. A loro vanno apprezzamento e considerazione. Altra cosa se si dice (ed è vero) che le loro guarnigioni sono insufficienti per un territorio vasto come quello di Nardò. Una dozzina di uomini per i Carabinieri e forse altrettanto per la Polizia, oberati di incombenze e grattacapi. Fanno quello che è possibile fare. Non sono mai mancati i successi , anche se talvolta gli stessi vengono vanificati. Indovinate da chi. Resta, comunque, fondamentale l'efficacia delle denunce e la collaborazione dei cittadini.
La razzìa dei nuovi Attila deve essere durata alcune ore, tempo più che sufficiente per decidere cosa fare e, certo, insufficiente ad avere un soprassalto di ragione. Comunque, si sono anche affaticati. A portata ... di mano c'era comunque qualche bottiglia di acqua minerale. Tante ore a devastare e rovistare e a trovare sì, tante cose da portare via, ma non il malloppo che avrebbe fatto svoltare le loro vite e poi con comodo poterlo raccontare ai loro sodali. Certo che gli è andata bene, ma non benissimo. Sarà (per loro) un'altra volta. Sotto, dunque, con la prossima abitazione. Gli è venuto , poi, la necessità di dover andare al bagno e fare la cacca. Potevano farla sul pavimento di una delle tre stanze, oppure facendosi dondolare da un vecchio materasso in precedenza "ispezionato". Hanno, invece, scoperto la tazza del bagno e l'hanno usata, senza però poter azionare la vaschetta. Mancava l'acqua. Però, stavolta, educati.
Luigio Nanni