NARDO' - Le multe elevate ai turisti a Portoselvaggio fanno discutere.
PORTOSELVAGGIO SI CONFERMA COME “IL PARCO DELLE CONTRAVVENZIONI”, BEN 2.200. PECCATO CHE AGOSTO ABBIA SOLTANTO 31 GIORNI!
E SI PROCEDE CON ANALISI SBAGLIATE.
Su Portoselvaggio, ovvero “Il Parco delle contravvenzioni” (articolo di una quindicina di giorni fa), non ci eravamo sbagliati. Nel senso che avevamo pienamente ragione.
Ne dà clamorosa conferma l’articolo apparso domenica sulla Gazzetta del Mezzogiorno (una “nota” istituzionale) che già dal titolo mostra la sua eloquenza: ben 2.200 multe (ma, si vedrà, sono molte di più) comminate nel periodo estivo, immaginiamo nel solo periodo di agosto, parlando di “ una operazione di cassa “. Né più, né meno.
Peccato che questo mese abbia soltanto 31 giorni, altrimenti un comune come quello di Nardò non dovrebbe poi faticare con bilancio preventivo e consuntivo. Ma in tutta questa vicenda stona l’operato del Comandante di Polizia Municipale Cosimo Tarantino e dell’assessore di riferimento (delega, però, oggi nelle mani del sindaco; l’assenza di un assessore, il vuoto della “casella” ha comunque avuto ripercussioni negative) che non rispondono alle questioni poste.
Vale a dire che non dicono nulla rispetto al mancato adempimento di servizi che avrebbero dovuto regolamentare la zona, evitato pericoli alla circolazione di tutta l’area e (importante!), non avrebbero messo a repentaglio lo stessa pineta di Portoselvaggio (dirò dopo), considerando la pressoché totale assenza dei vigili. Che hanno comunque fatto capolino, ma per il solo tempo necessario (non poco, comunque) per elevare contravvenzioni a catena.
Non si dice nulla su questo, semmai si gioca al contrattacco e si procede per paradossi. Sbagliando analisi. Sulla vicenda parla il sindaco Risi, difendendone l’operato. Diremmo, atto dovuto, una mera difesa d’ufficio. Ma, davvero, così proprio non va!
Neanche un dubbio, un atto di resipiscenza. Diciamolo chiaramente, per Portoselvaggio si tratta di uno scandalo che sta travalicando il territorio nazionale (Gallipoli docet!)e per il quale qualche responsabilità dovrà pur essere cercata.
Altrochè “i turisti indisciplinati”, che pure non mancano. Possibile che stiano tutti nel territorio di Nardò?
A questo punto si faccia una ricerca per sapere quante multe sono state comminate nello stesso periodo a turisti dell’area di Gallipoli, Ugento, Leuca o Melendugno.
Fatta la media ponderata ci si accorgerà dell’indecente procedura adottata per Portoselvaggio che comunque non presenta soltanto questo problema (sarebbe bastato frequentarlo un po’). Possibilmente ci si scambi qualche idea di come sistemare il flusso di turisti per rendersi poi conto di un servizio fortemente lacunoso e repressivo sino a intravedere una procedura colpevolmente vessatoria. A tal proposito, che dire del permissivismo di far parcheggiare nel bosco (ripeto, nel bosco!), di fronte al Casablanca?
Sicchè, mentre si imperversava con multe alla cieca, in detta zona gli occhi degli stessi vigili e Corpo Forestale erano altrove. E’ bastata la minaccia di rivolgersi al Prefetto per vedere “dopo qualche ora” materializzarsi una task-force di vigili e Corpo Forestale per sgombrare l’area. Mai visto un così importante spiegamento di forze! Cos’era successo?
Immagino, qualcuno avendo letto quanto scritto si sarà preoccupato, temendo conseguenze. Altri diranno: ma in detta area vige il divieto di fermata e di accesso se non alle persone autorizzate! Vero! Soltanto che si parcheggiava e nessuno diceva nulla col rischio che una macchina che avesse preso fuoco poteva mandare il fumo la pineta di Portoselvaggio. E’ così o no?
E allora (diamine, ancora un consiglio), se non si vuole incorrere in questo, non è sufficiente che si metta un cartello di divieto, per quanto perentorio (a seguito della denuncia è stato poi messo un nastro… colorato, interdittivo, come quelli che si appongono su una casa in costruzione).
La “ratio” vuole che stante il grave pericolo, l’auto maldestramente parcheggiata debba essere immediatamente rimossa. Perché poi, di fronte a un malaugurato incendio, si potrebbe sempre dire che si è fatta la propria parte? (intendo, la multa). No, davvero.
Dunque, a cominciare da quel tratto bisognerà cambiare segnaletica, come forse anche buona parte del resto, adeguandola a qualche nuova necessità. Si tratta di aggiornarsi vedendo anche quanto succede in giro. Per stavolta chiudiamo qui, dovendovi tornare per parlare di turismo. Buone e cattive cose (ancora Gallipoli). Ma è bene, in materia di programmazione, che si esca dalle stanze e ricercare la partecipazione più ampia. E basta col delirio di onnipotenza. Bisogna soprattutto darsi da fare, col calendario bene in vista, per non farsi cogliere ancora una volta impreparati.
Luigi Nanni