LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - L'argomento è ghiotto (e misconosciuto). Diciamo la verità, queste elezioni provinciali sfiorano il ridicolo, per profili di legittimità e modalità di elezione. Incredibile la violazione della "norma" della parità di genere. Eppoi, c'è lo psicodramma del Pd. L'autore conclude (doverosamente) con gli auguri a Giovanni Siciliano che, davvero, ci potrà spiegare qualcosa. Magari con una iniziativa di portadiMare.
ELEZIONI PROVINCIALI
CARO ELETTORE, NON TI SCORAGGIARE: IN FUTURO POTREBBE ESSERCI ANCORA BISOGNO DI TE!
Questa rubrica vuole oggi guardare alle elezioni provinciali di domenica scorsa e allo stato di salute del Pd salentino. In quanto alle prime, si è consumata una bizzarria istituzionale difficilmente eguagliabile. In breve, la legge che avrebbe dovuto sopprimere le Province è stata bellamente annacquata e al suo posto, al momento, un simulacro di competenze non del tutto chiarite, rinviando tutto a un decreto del presidente del consiglio dei ministri.
C'è chi finemente osserva, tanto rumore per nulla. Forse non è così. Sta di fatto, però, che all'elezione di questo ente di secondo livello ( o semplice Agenzia Tecnica), caro elettore, non sei stato nemmeno chiamato (e, chissà, visti i tempi, e sempre che la cosa ti interessi, quando tornerai a farlo!), poiché, da regolamento, potevano farlo soltanto i consiglieri comunali. E con l'altra straordinaria follia che i voti di ciascun consigliere dei rispettivi comuni, contavano di più in proporzione alla grandezza degli stessi. Vale a dire, che un consigliere di Botrugno o Sannicola valeva molto meno di uno di Gallipoli o Nardò. Chissà cosa ho provato quel consigliere ...botrugnese o sannicolese. Da sentirsi un paria. Proseguiamo.
E' stato eletto (e, dunque, riconfermato) il presidente forzista Antonio Gabellone e votati i 16 consiglieri di cui soltanto una donna (Simona Manca, già vicepresidente). Come si vede, nessuno più si sente interessato alla parità di genere e agita il problema. Si enuncia furbescamente e poi ciascuno fa come gli pare. E nessuno interviene, nemmeno chi è deputato a farlo. Per chi scrive (e non solo) questo stesso Consiglio potrebbe essere sub-iudice. Non sappiamo chi sulla questione possa dire una cosa sensata.
In quanto alla previsione, ottime chance di vittoria venivano date al Pd Massimo Manera (Presidente della Fondazione della "Notte della Taranta), in conseguenza della forza dello stesso Pd e dell'adesione dell'Udc
(minuscolo il contributo di quest'ultimo). Invece, è successo il finimondo, con un risultato deludente e ben al di sotto delle aspettative. Ma, soprattutto con l'accusa velenosa di inciuci di vario genere, tanto da poter dire che l'elezione di alcuni di "quei" consiglieri provinciali sia stato il risultato di accordi sottobanco, che non la convinzione di fare la migliore squadra possibile. Cosa, comunque, non nuova, come si è visto di recente in altre città pugliesi. Destra e sinistra ( Renzi, esistono ancora!), talvolta ben mischiate e con qualche favore reciproco in vista. Che, con ogni probabilità, sarà ricambiato alle regionali a cui, caro elettore, sarai chiamato a partecipare, sempre che nel frattempo ... non cambieranno le regole.
Massimo Manera si è accorto di tutto questo. E soprattutto, come si dice in questi casi, che i conti non tornavano. Insomma, viste le forze in campo (consiglieri) Manera era in vantaggio su Gabellone. Invece. E qui s'innesta lo psicodramma che da qualche tempo si rappresenta a via Tasso a Lecce (la via della Federazione Provinciale). La sconfitta ha messo contro il segretario Salvatore Piconese e Teresa Ballanova, lo stesso Piconese contro Sergio Blasi, Manera un po' contro tutti. A significare disimpegno e mancata attenzione a passaggi elementari. Su tutto la scontata giustificazione della stessa Bellanova "se non vogliamo perdere altre partite, si faccia una seria analisi del voto. La sconfitta è di tutti, non personale".
Caro elettore, ti senti anche tu responsabile? Parole scontate, sentite altre volte e senza risultato alcuno. Semmai frustrazione e conferma dell'accentuazione di un leaderismo che è l'Ebola della politica. La confusione in cui versa la Federazione Pd di Lecce è anche la cartina di tornasole della grande difficoltà in cui versa il partito in provincia, nonostante ci si difenda e ci si aggrappi allo scudo renziano del 40% e passa preso alle europee (in ogni caso, percentuale molto più bassa in provincia di Lecce). Ma che è in affanno su tutta la linea. Manca da tempo una cabina di comando e troppo spesso le sue forze vanno in ordine sparso (vedi le elezioni provinciali). Infine, se c'è qualche sede aperta o si è fatta una nuova tessera (vera) in più si batta un colpo. Anzi due.
P.S. Le questioni poste sulle recenti elezioni provinciali peritano di essere approfondite. Possiamo chiedere lumi proprio a Giovanni Siciliano, nostro concittadino, già consigliere, a cui vanno gli auguri per il successo ottenuto.
LUIGI NANNI