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IL TASSELLO MANCANTE - Quello che ci dice, o non ci dice, la vicenda Antonazzo

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NARDO' - Qui non si tratta di allarmare e nemmeno di minimizzare. Si può sempre fare una cosa o l’altra, basta che si sia in buona fede. Nessuno di noi ha la bacchetta magica per risolvere ogni cosa. Ma un ruolo sì, quando si è  chiamati a dire (e fare) la nostra.

 

TUTTO BENE (O QUASI).

MANCA, PERO’, LA CONVOCAZIONE DI UN CONSIGLIO COMUNALE.

QUELLO CHE CI DICE LA VICENDA ANTONAZZO

A commento della rozza minaccia che ha riguardato il consigliere Salvatore Antonazzo, credo che non possa il tutto limitarsi a manifestazioni di solidarietà, ovviamente sempre importanti, quando non sono improntate a mero rituale.

E’ anche giusto non farsi prendere dall’affanno in quanto gli inquirenti stanno facendo il loro lavoro e vaglieranno ogni aspetto che potrebbe portare a  chi si è reso responsabile di tanta azione. Potendosi alla fine anche trattare, come si dice, di uno scherzo di cattivo gusto. E presto dimenticare.

A occhio e croce (ma ci si può sbagliare) potrebbe però riferirsi a qualcosa di diverso, stante il fatto che lo stesso Antonazzo ha sporto denuncia. Proprio perché la stessa frase riportata sul foglietto “fatti i fatti  tuoi” ha un suo classico codice di inserimento nello scacchiere dell’offesa, una modalità chiaramente indicativa di un linguaggio che non necessita di ulteriori decifrazioni. Semmai capire di che cosa si tratta.

Un fatto privato, un intervento sulla sua esperienza pubblica, volendo ricordare il ruolo che ricopre e il fatto che presiede la Commissione Ambiente del Comune di Nardò. Ma anche questo può significare poco o niente. E’ trascorsa però più di una settimana dall’episodio, un tempo sufficiente per far decantare la questione, ma non la necessità di riprendere la matassa e avvolgere il filo nel senso dovuto.

Antonazzo ha certo apprezzato la vicinanza del mondo politico che frequenta e della tanta gente che conosce e lo apprezza e tuttavia c’è in tutto questo un anello mancante: la presa d’atto, la verifica di uno stato di cose, il diradamento della nebbia rispetto alla stessa vicenda, tutte cose che dovranno portare a capire. Per Antonazzo stesso e, aggiungendo, per ogni cittadino di Nardò e non solo. Purtroppo non siamo di fronte a situazioni inedite e la cronaca giudiziaria non manca di doversi ogni volta interessare.

Basta osservare quanto sta succedendo in queste ore al Comune di Squinzano (si parla di forti condizionamenti della malavita organizzata). Il fatto poi che i malintenzionati non ci riescano così facilmente o non ci riescano affatto è tutto ad ascrivere alla sorveglianza e all’impegno che vi mettono gli stessi protagonisti della vita pubblica. Sicchè, ha meravigliato non poco a Nardò che non sia scattato il meccanismo che altre volte (e in altri luoghi) è stato largamente praticato.

Vale a dire, prendendo l’iniziativa con la convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla vicenda. Niente, comunque, da considerare taumaturgico. Ma fare il punto è utile e, per conseguenza,  andare avanti, a testa alta, come pure in maniera netta ha dichiarato il sindaco Risi. Resta,  pertanto, inalterata la necessità di un momento “pubblico”, che cristallizzi la situazione, sgombri il campo da ogni remora. E’ ben difficile non essere d’accordo, non potendosi fermare a singoli punti di vista.

Perché, poi, lapalissianamente, non se ne sarebbe avvertito il bisogno senza quel foglietto. Ma la vicenda di Antonazzo non riguarda solo lui e potrà riguardare la funzione pubblica (in questo caso, moltiplicata), dei suoi tanti protagonisti. Qui non si tratta di allarmare e nemmeno di minimizzare. Si può sempre fare una cosa o l’altra, basta che si sia in buona fede. Nessuno di noi ha la bacchetta magica per risolvere ogni cosa. Ma un ruolo sì, quando si è  chiamati a dire (e fare) la nostra.

E a quel punto verificare se  una comunità è cresciuta, sia sulla buona strada, capaci di testarne la tenuta, la reazione a ogni possibile attacco. Lo si è visto in tante realtà italiane, quando si è trattato di respingere il sopruso e la violenza tout-court. Sotto questo aspetto può dirsi che Nardò, rispetto a tante altre realtà, fortunatamente ha quasi sempre goduto  di una buona condizione. Cerchiamo di salvaguardarla e irrobustirla. Ogni giorno di più, non facendo mai mancare la nostra partecipazione.

LUIGI NANNI