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Parcheggio sì, parcheggio no. Basta che è gratis

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LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - Quella di Lecce è davvero una vicenda clamorosa in fatto di privilegi. Chi ci scrive, avendo accompagnato centinaia di gruppi di turisti nel Palazzo dei Celestini, progionieri delle auto, ritiene che questa vicenda si consuma tra mortificazione e indignazione.

UN POSTO-AUTO GARANTITO: E’ LA NUOVA FRONTIERA DELLA MALA-POLITICA

L’incredibile vicenda alla Provincia di Lecce

Eh no, consigliere provinciale Giovanni Siciliano! Eh sì, Quotidiano di Lecce! Perché da una settimana si parla con grande evidenza (due pagine al giorno!) di una cosa all’apparenza risibile, e comunque stavolta non certo per colpa del giornale che, anzi, in virtù della maggiore prossimità, ha imbastito una meritoria battaglia per lo sgombero definitivo delle auto dal cortile del Palazzo dei Celestini, l’ex monastero accanto alla superba Basilica di Santa Croce a Lecce. Ma sin qui non si è riusciti a risolvere una cosa cui sarebbe stato sufficiente il solo buonsenso.

Il fatto: da tempo si chiede a gran voce (voce, evidentemente, che va e viene), che l’atrio del Palazzo dei Celestini, sede di Provincia e Prefettura, sia liberato dalle auto. Una richiesta ragionevole. Da sempre, vero e proprio parcheggio, tale da impedire persino l’attraversamento a piedi, per non dire della difficoltà pratica di condurvi un gruppo di turisti. Ogni volta, un giudizio lapidario, la considerazione che quel parcheggio era davvero un obbrobrio e dopo, a seguire, la curiosità di sapere chi l’avesse autorizzato. Nel tempo, poi, si è anche tentato di limitarlo, lasciando comunque la questione irrisolta la questione. Che parlava visivamente del colpevole degrado di uno dei più importanti edifici storici della città.

Al momento assistiamo a una furibonda battaglia. Volete avere la conta degli “attori” interessati (qui, davvero, siamo al teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco)?

Il Presidente della Provincia Antonio Gabellone che “scarica” la colpa sui suoi tanti consiglieri (oggi, depotenziati dalla legge Delrio) e demanda all’Aula la decisione definitiva, la Soprintendenza (ahi!, a dopo!), svariati politici di diversa collocazione, gruppo facebook chiaramente contro, il Prefetto di Lecce Giuliana Perrotta (“Alt! ad altre macchine) associazioni culturali, persino il noto avvocato, Pietro Quinto che, chiamato in causa a dire la sua, ha informato, ma anche “avvisato” il Presidente Gabellone che, autorizzando il parcheggio nel Palazzo dei Celestini, per motivazioni facilmente argomentabili, incorreva in un vero e proprio reato. Alla fine, un vero assist a suo favore che non è stato nemmeno colto.

A questo punto, che c’entra il “nostro” Giovanni Siciliano? C’entra, eccome! Perché è come avesse fornito l’innesco e liberato la fiamma, imprudentemente aperto un’arnia e fatto scatenare le api. Un putiferio. Nei giorni scorsi si è detto (è certo che le cose spesso si sanno) che Siciliano, nel dibattito (sic!) sull’opportunità o meno di lasciare le macchine nell’atrio e con la volontà prevalente di non autorizzarlo (o vietarlo), abbia persino minacciato le dimissioni. Vi rendete conto, minacciare le dimissioni per non avergli consentito di parcheggiare l’auto nell’atrio, sia pure nella giornata del consiglio! Perché, poi, andava dicendo del sacrificio di fare il consigliere, dovendo anche cacciare denaro di tasca propria. Testuale nelle dichiarazioni.

Ha poi corretto il tiro, dicendo che si era trattato di una provocazione. Benevolmente, siamo portati a credergli. Ma la rete ha le sue antenne e non gli ha perdonato il “misfatto”, chiedendone persino le dimissioni. La marcia indietro di Siciliano (a dire il vero, una piroetta), al grido di “Muoia Sansone e tutti i filistei!”, vale a dire, “nessuno nell’atrio!” è stato il grido di guerra contro i privilegi, di chi non vuol fare qualche passo a piedi o cercarsi un parcheggio come fanno tutti i mortali. E, diremmo, a questo punto, che Siciliano ha fatto bene, anzi benissimo, volendogli comunque ricordare che ne apprezziamo l’impegno generoso in tutto quello che fa, che sosteniamo recenti prese di posizione (ambiente e discariche), ma dicendogli anche che la chiamata in causa per il posto-auto assicurato rischia di offuscarne l’azione politica. Davvero, un peccato. Alla fine, l’inciampo che un politico sveglio com’è Siciliano, non avrebbe mai dovuto incontrare, ma si spera anche che la sua virata e la volontà di liberare il monumento dalle auto, alla fine possano produrre un’accelerazione nel senso desiderato.

Ed ora, per quanto riguarda la sosta nel Palazzo dei Celestini, favorevoli o contrari,  qual è la situazione? Se possibile, ancor più ingarbugliata. Perché (lo si dice rapidamente), Gabellone se l’è presa con Quinto per averlo ammonito, i Carabinieri dicono di aver sempre parcheggiato fuori, la Soprintendenza per bocca di Francesco Canestrini dà un colpo al cerchio e l’altro alla botte. Si parla di un accordo per soltanto 12 “pass”. “Un primo accordo” - disse Canestrini - per…poi ridurre, con la buona volontà di tutti”. Cosa che non è successa ( fiducioso ed ecumenico il soprintendente!). E il prefetto Giuliana Perrotta? Fuori partita, limitandosi all’auspicio.

E siccome non c’è mai limite al peggio, per ultimo si viene a scoprire che esiste un recente “accordo” scritto tra Provincia e Prefettura per un uso, diciamo così, domestico dell’atrio, sia pure a scartamento ridotto. Che non serve a nulla e, pertanto, è da rigettare. Anche in questo caso, è pronta la schiera dei favorevoli e contrari (all’uso dell’atrio), con tanto di faccia sul giornale e con la sovrimpressione di SI e NO. Impressionante. Il Pantheon della nequizia.

Per la cronaca, i consiglieri favorevoli al parcheggio “dedicato” sono un tal Cataldi, un tal Como, un tal Martella e forse un paio ancora. Rischiano l’indice. Su qualcun altro c’è poi il punto interrogativo. Nel senso che ci deve ancora pensare. Beato lui. Diciamo la verità, davvero non è appetibile una politica così malridotta!